Presso i clan celtici, i membri potevano disporre del digiuno rituale che veniva chiamato troscad. Era una forma legale per riparare un torto e lo si trova nel sistema legale Brehon. Sembra derivare dall’antica usanza induista del dharna come compare nelle fonti vediche.
Al troscad si associavano effetti soprannaturali. La persona che digiunava lo faceva contro una persona dalla quale aveva ricevuto un torto e, se questa, ignorava il digiunatore sarebbe andata incontro a terribili pene di origine soprannaturale che avrebbe dovuto scontare. Il troscad era utilizzato per ristabilire i diritti individuali e per obbligare le persone al rispetto della giustizia.
Ma come funzionava il troscad? La persona che decideva di digiunare comunicava i propri intenti alla persona contro cui agiva, dopodiché, si sedeva davanti alla porta di casa di questa digiunando, finché il trasgressore accettava l’arbitrato o l’amministrazione della giustizia. Si diceva:
Colui che non si cura di chi digiuna non sarà considerato da alcun uomo né da alcun dio… potrà essere privato di qualsiasi diritto in conformità alle decisioni del giudice.
Peter Berresford Ellis, Il segreto dei druidi
Si trovano riferimenti al troscad nell’epica irlandese e, anche dopo l’imposizione del cristianesimo, troviamo l’usanza praticata da molti santi. Ma ci fu anche chi digiunò contro i santi e anche mogli contro i mariti.
Il troscad era una pratica consapevole per la serietà dello scopo ultimo, non veniva mai praticato con leggerezza. Una persona di rango sociale inferiore aveva, così, la possibilità di esigere giustizia da qualcuno di una posizione sociale più elevata. Oggi, questa pratica ha assunto l’aspetto dello sciopero della fame spesso praticato per diritti civili e sociali.
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