TRIFOGLIO ROSSO

E IL SUO RE, IL QUADRIFOGLIO

Il trifoglio rosso è sia una pianta medicinale, sia una pianta magica.

È amato dalle api, dalle lepri e da molti insetti. I fiori sono dolci. Il piccolo popolo ama stare in mezzo al trifoglio, come fate, elfi e chi è invisibile ai nostri occhi.

Le sue tre foglie riconducono al valore spirituale di questo numero, dove mutevole e immutevole sono uniti. Il tre genera tutte le cose e governa l’universo con sintesi, conciliazione e equilibrio tra opposti; lo stelo è l’Uno, le foglie la sua manifestazione.

Per i druidi era una pianta sacra e gli Elfi la prediligono su tutte apparendo a qualche raro fortunato che tenga in mano il suo re, ovvero il quadrifoglio. Nei territori a cultura celtica, il quadrifoglio è simbolo di fortuna e, se lo coglie una donna, troverà marito.

San Patrizio spiegò la trinità cristiana all’Irlanda celtica tenendo in mano un trifoglio, spiegando anche le tre virtù di fede, speranza e amore. Una leggenda narra che il giaciglio di Gesù a Betlemme fosse di trifoglio che così fiorì in pieno inverno, mentre Santa Brigida, erede di Brigid dei Celti, scelse dove mettersi a pregare quando trovò un prato di trifogli.

Quando si avvicina un temporale, le sue foglie si rizzano e nel vocabolario ottocentesco era simbolo di incertezza. È successo, fortuna, ricchezza ed è anche associato alla protezione come la leggenda ci dice che Eva ne portò uno con sé quando fu cacciata dal giardino dell’Eden.

Il quadrifoglio è divenuto anche il simbolo del Cristo come Porta di Vita. È la swastika che fu uno degli emblemi del Cristo che, come sappiamo dalle tradizioni orientali, è il movimento apparente del Sole, la vita cosmica, il movimento della manifestazione della vita. Il quadrifoglio è anche le direzioni e gli elementi; trovarlo è come trovare la propria direzione.

Utile per la sfera femminile, apporta serenità, bellezza giovinezza e piacere. Aiuta in menopausa, depura la pelle, previene l’osteoporosi. Depurativo, disintossicante, protegge e rafforza le mucose gastriche, ci aiuta nei picchi degli umori, quando siamo un po’ lunatici.

Mangiato in insalata durante la Luna piena aiuta a mantenere l’entusiasmo nelle nostre intenzioni.

L’infuso è consigliato quando ci si sente cupi, quando abbiamo bisogno di gioia, quando vogliamo andare verso gli altri. Aiuta la secrezione ghiandolare.

Ti lascio la ricetta di gelatina di trifoglio rosso. Si raccolgono i fiori di trifoglio rosso, possibilmente dopo che questi hanno visto la luna piena in quantità di due tazze. Prendiamo due tazze e mezza di acqua bollente, 4 tazze di zucchero, ¼ di tazza di succo di limone meglio se fresco, una confezione di pectina in polvere. Queste quantità sono per riempire 8 vasetti di 250 ml. Possiamo sostituire la pectina con due cucchiai di semi di mela.

Mettiamo i fiori in un contenitore di vetro o di coccio con l’acqua e lasciamo riposare al buio per 12 ore almeno. Filtriamo spremendo bene i fiori e mettiamo a riposare in frigo 12 ore.

Scaldiamo in una pentola infuso, limone e pectina fino a ebollizione; aggiungiamo lo zucchero e facciamo bollire per un minuto. Versiamo nei vasetti e chiudiamo ermeticamente. Lasciamo riposare al buio per 20 giorni prima di mangiarla. Questa ricetta la trovi nel libro Lunatica di Vittoria Fornari.

Materiale da: Florario – Il segreto della salute – Dizionario dei miti dei simboli delle credenze– www.vittoriafornari.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *