MARGHERITA

La margherita è il nome più comune della pratolina, detta anche primaverina, mentre il nome botanico è bellis perennis. Pratolina perché invade i prati con i suoi fiorellini dai petali bianchi con le punte rosa; primaverina perché è il fiore che preannuncia la primavera; bellis perennis, invece, a indicare il suo carattere combattivo, tanto che alcuni la associano a Marte come pianeta, mentre sembra essere una pianta del Sole: i suoi petali bianche che terminano in rosa richiama il momento dell’aurora. La si trova nei prati, nei posti più impervi e anche sotto la neve.

La margherita è una delle piante di Ostara e di Beltane nelle celebrazioni celtiche.

La margherita dice di concentrarsi su di sé, è forza, combattività e perennità. Ci insegna a uscire dal buio e dall’incertezza; segna il rinnovamento dell’anno che in tempi romani iniziava con l’equinozio di primavera e per questo è associata alla nascita del Cristo e alla primavera della Redenzione. È anche associata all’amore profetico, come ci indica la pratica popolare di sfogliarne petalo a petalo recitando m’ama, non m’ama, e i cavalieri medievali innamorati mettevano due margherite sullo scudo; porta coraggio e determinazione.

Nel linguaggio dei fiori evoca candore, innocenza, grazia, bontà, ma dice anche: «Ci penserò».

Il Pascoli la cantò così:

“Chi vede mai le pratelline in boccia?

Ed un bel dì le pratelline in fiore

empiono il prato e stellano la roccia.”

Apporta calcio e fiorisce da primavera all’autunno; si raccolgono i fiori e le foglie essiccandole all’aria all’ombra.

È lassativa, soprattutto le foglie, emolliente, bechica, e sudorifera, antinfiammatoria di bocca e gola, per le cistiti e i problemi urinari.

Il cataplasma è utile per ecchimosi, contusioni, distorsioni, piaghe torbide, foruncoli e flemoni. Il cataplasma va preparato bollendo le foglie nell’acqua e applicate ancora calde. Anche i Cavalieri Templari ne facevano questo utilizzo.

L’infuso di 1 cucchiaio di foglie secche in una tazza di acqua bollente oppure il succo fresco in quantità di 60-100 gr mescolato con vino dolce è utile per ingorghi addominali, itterizia, renella, pleurite, depurazione e diuresi.

Per stitichezza e stimolazione delle funzioni intestinali sono ottime le foglie fresche insieme a quelle di tarassaco consumate in insalata.

Per le infiammazioni agli occhi è utile l’acqua di fiori di pratolina con 100 gr di fiori messi a macero in un litro di acqua per una giornata e utilizzandoli in lavaggi.

Per dolori di testa da commozione, renella, idropsia, ingorghi intestinali, ottima l’assunzione a digiuno ogni mattina di un vino bianco con la macerazione di due pugni di pianta fresca.

Per le lupie è indicato il decotto in vino bianco lavandole mattina e sera.

Il collutorio è utilizzato per infiammazioni della bocca e della laringe, e nelle ferite da piaghe a lento decorso.

Il fiore californiano aiuta a rafforzare la propria identità, rappresentata dal suo sole al centro; è autostima in ogni suo aspetto più potente.

Nell’alimentazione, può essere utilizzata conservando i fiori sott’aceto e aggiungendoli ai nostri piatti.

Materiale da: Florario – Il segreto della salute – www.vittoriafornari.it

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