IL TEMPO E I SUOI NUMERI

Abbiamo ormai compreso che la linearità del tempo in passato-presente-futuro è una convenzione solamente umana per riuscire a comprendere un aspetto della nostra esistenza piuttosto complesso, ma sappiamo che il tempo ha una circolarità che noi possiamo comprendere solamente se torniamo a vivere i ritmi della natura, sia osservando la Madre Terra, sia osservando il Padre Cielo.

Il tempo è una serie di ruote a ingranaggio che si intersecano e si relazionano tra loro in un modo perfetto. Il calendario Maya è il più famoso che la nostra mente riporta nel suo ricordo; ma non serve andare da un’altra civiltà dall’altra parte del mondo per imparare questo.

Partiamo dal ciclo più semplice per noi su cui si basa la nostra civiltà, ovvero quello solare. In questo caso, abbiamo imparato a conoscere la posizione del sole in cielo per scoprire quale momento dell’anno stiamo vivendo, ma la natura in terra ce lo urla in modo chiaro. Dai due solstizi e dai due equinozi noi stabiliamo l’inizio delle stagioni, quattro momenti che sono scanditi da giorni fissi, quindi, facilmente individuabili con uno sguardo al calendario. Solstizi ed equinozi sono 4 momenti dell’anno, numero quattro che rappresenta la croce degli elementi sulla quale Gesù viene crocifisso, elementi che determinano le quattro direzioni con terra a nord, acqua a est, fuoco a sud, aria a ovest. Secondo le tradizioni, gli elementi possono avere una posizione diversa. Il quattro è dato da due più due, due che sono le colonne del tempio ma anche la relazione tra suono e forma, due polarità maschile e femminile che possono essere entrambe sia positive che negative, appunto due più due.

Il secondo ciclo che ci è caro è quello lunare, scandito da 13 lunazioni di 28 giorni. Il 13 ci riconduce all’Uno e alla salute. Il 28 ci ricorda le falangi delle nostre mani, 14+14, ma anche il principio maschile e femminile che nelle ghematrie ritroviamo come valore di rispettivamente di 12+16, 28, appunto. Anche la luna ha un ciclo di quattro fasi che scandiscono la legge del ritmo, 4 fasi di sette giorni, dove il sette è la natura, il numero d’uomo, il numero che permette la comprensione. Un sette inserito nel 4 delle fasi, i quattro elementi che ritroviamo ovunque in natura.

Il terzo elemento che ci aiuta a scandire il tempo sono le stelle, che ormai pochissimi considerano nello scorrere del tempo. Eppure loro sono lì a indicarci la nostra origine. Quattro momenti dell’anno sono particolarmente importanti per la levata eliaca di alcune stelle e sono Antares tra fine ottobre e primi di novembre, Capella tra fine gennaio e inizio di febbraio, Aldebaran tra fine aprile e primi di maggio e Sirio tra fine luglio e primi di agosto.

Ad Aldebaran e Antares si uniscono le sette sorelle, le colombe, ovvero le stelle principali delle Pleiadi, quelle stelle che trasformano il tempo in spazio e lo vediamo con le grandi città a loro dedicate, prima fra tutte la nostra Roma consacrata a Maya, la stella più luminosa delle Pleiadi. Altre città nel mondo sono Seattle, Praga, Nevada City, Tirumala, Mosca, Edimburgo, Lisbona, Bruxelles, Richmond, Istambul, La Mecca.

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