CALENDULA

La calendula ci invita a trovare il nostro posto, il posto dove stiamo bene.

Il nome alla pianta deriva da calendae e significa che fiorisce ogni mese finché la luce del sole è potente per poterlo fare. Il mese, in realtà è riferito a quello lunare, perché in antichità era quello seguito, infatti, i semi sono come piccole mezzelune che i greci chiamavano le lacrime di Afrodite. Il fiore è, dunque, strettamente legata alla Grande Madre e al mito di Adone, destinato a vivere un po’ agli inferi, un po’ alla luce del sole, esattamente come la calendula, nata dalle sue lacrime, fiorisce da aprile a ottobre.

Nel vocabolario ottocentesco, si attribuiscono al fiore di calendula pene di amore, disinganno, gelosia e noia.

I fiori sono piccoli soli gialli o arancioni ma è una pianta della luna che purifica il sistema linfatico e le emozioni. La calendula ha fiori simili a margherite, un fiore semplice, ma che invita a non sottovalutare questa sua semplicità. Il Durante la definisce così:

“Fiorrancio, fior d’ogni mese, perché fiorisce ogni calenda si chiama ancor calendula: perché si gira al girar del sole è detta sposa del sole e orologio dei contadini”. Ha le foglie delicate e sempre piene di acqua e il fiore si apre all’alba e si chiude al tramonto. È un barometro per gli agricoltori: se si schiude tra le sei e le sette del mattino, allora la giornata sarà bella, se fatica a schiudersi intorno alle sette allora indica pioggia e maltempo; è come se dicesse di non fidarsi di quello che avviene là fuori.

Come ci racconta Vittoria Fornari, il fiore assomiglia a un sole e lo segue tutto il giorno, come fa il girasole, poi si chiude, forse per la tristezza di non vederlo più. Questo è ciò che accade a noi quando seguiamo ciò che amiamo e non lo vediamo più. Allora, la luna è il riflesso del sole e ci aiuta a superare questo. Forse anche per questo è una pianta della luna che ci dice di non essere il riflesso di altri, ma di tornare a essere noi.

Quando troppi semi germogliano nello stesso spazio, la calendula sposta se stessa spostando le radici. È un simbolo importante che ci indica di non dover stare per forza a soffocare e a condividere se lì non ci stiamo.

È simbolicamente considerata la pianta dei dispiaceri legati principalmente alla sensibilità, un’irritazione dovuta alle relazioni con gli altri, si tratta infatti prevalentemente di pelle. Sembra quasi che ci consoli. Era detta anche erba dei morti perché spesso era a ornamento delle tombe.

Un giovanetto con in mano una corona di calendule era per gli antichi simbolo di dolore. In Inghilterra è nota come Marygold ed è dedicata alle celebrazioni di Maria, alle sue lacrime e, per trasposizione, alle lacrime della donna. I francesi la chiamano petit souci o souci des champs, ovvero piccola preoccupazione o preoccupazione dei campi. Le ghirlande di calendula appese nell’ingresso di casa fermano il male. Nei giardini e nei campi viene utilizzata tra le colture per allontanare le lumache.

La calendula è rilassante, calmante, antinfiammatoria (calma infatti le infiammazioni) soprattutto delle mucose. Fa da veicolante quando ci sono problemi al sistema linfatico portando l’argento che contiene dentro il sistema linfatico. Da qui si comprende perché è una pianta della luna. Guarisce punture di insetti, pustole, ferite, irritazioni della pelle. Aiuta il controllo del colesterolo e in modo blando anche l’ipertensione. Aiuta lo sfiorire della femminilità che con gli anni tende ad appassire. Ha proprietà fungicide, antibatteriche e antivirali, neutralizza la tossicità di punture di insetti, meduse e attinie.

Consigliato l’utilizzo a chi deve partire, spostarsi, lasciare una casa, una persona, quando il lasciare genera paura e incertezza.

Si raccoglie staccando il capolino con l’unghia e si essicca all’ombra.

Utilizzo: è preferibile, se possibile, utilizzare le parti fresche perché più ricche di sostanze utili.

Decotto o tisana per problemi allo stomaco, colite, per quando ci sentiamo infiammati dal mondo esterno, sia con fiori che con foglie. Il decotto si fa con 2 grammi di fiori con 250 ml di acqua o latte da bere a bicchierini soprattutto per i disturbi del basso ventre e in crampi di stomaco.

Infuso di 5 grammi di pianta con 100 ml di acqua è utile come sudorifero, oppure come tisana con 1-2 grammi di fiori o foglie in una tazza di acqua bollente.

Infuso di calendula, insieme alla melissa, assunto tutto il mese, aiuta le sofferenze da mestruazioni, le regolarizza.

Con due soli fiori si fa una tazza di tè ed è consigliato prenderne tre tazze al giorno nei periodi utili.

L’olio di calendula si fa in estate, meglio se a San Giovanni. Alla luna piena, si mette in esposizione all’esterno e lo si lascia fino alla luna piena successiva; si utilizza un olio naturale con i fiori di calendula messi a macerare. Dura un anno ed è utilizzato come lenitivo, per le ferite, per la pelle stanca o irritata, pelle secca.

La tintura madre si può utilizzare in 4 gocce su vasellina per le piaghe da decubito.

In impacchi caldi è utile su ascessi, infiammazioni glandulari, piaghe.

Il cataplasma con foglie pestate e calde è utile in ferite, calli e verruche.

I petali si possono utilizzare nei dolci, frittate, in insalata, nei sughi, ma è consigliato cuocerla poco o mangiarne i petali freschi.

L’aceto di calendula è particolarmente aromatico; si riempie un vaso di vetro con i fiori, si aggiunge aceto e lo si lascia in macerazione per 40 giorni; poi si filtra e si imbottiglia.

Pianeta: Luna, Venere

Materiale da: Una tazza di calma – Il serto di Iside – Florario – Il segreto della salute – Le piante medicinali – Manuale di magia verde – www.vittoriafornari.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *