PASSIFLORA INCARNATA

È detta la pianta delle passioni, quelle forti e laceranti, quelle che tolgono sonno, appetito e respiro. Sono incluse le sofferenze sentimentali, lutti, dolori che non siamo in grado di risolvere.

Nel 1610 il padre agostiniano Emmanuel de Villegas portò con sé il fiore al ritorno da una missione in Messico al quale dava il significato della passione del Cristo. Scrive Cattabiani nel suo Florario:

I filamenti disposti a raggiera nella parte centrale gli ricordavano la corona di spine; lo stilo, al centro, la colonna della flagellazione; gli stimmi i chiodi; lo stame, la spugna imbevuta di fiele e di aceto; le cinque macchie rosse sulla corolla, le cinque piaghe.

Il fiore venne chiamato Passiflora Incarnata. Bernard Burton dedicò una poesia a questo fiore:

Un semplice fiore può proclamare

la gloriosa lode di Colui

che, solo, ebbe il potere

d’innalzare quella forma dalla terra.

Dunque, fiore, lascia che il tuo bocciolo

schiuda le sue bellezze, a ricordare

una scena che invita alla speranza

in Lui che morì per tutti noi.

In un vocabolario ottocentesco dei sentimenti si dice simboleggi la Fede religiosa, mentre la specie a foglie d’edera è la pazienza in amore.

È una pianta che ha difficoltà a mettere radici se il terreno non è adatto. In passato era considerata una pianta magica da druidi e sciamani per i suoi 5 petali che sono un pentacolo, quindi, un simbolo di potere personale, di affermazione. La passiflora è particolarmente amata dalle coccinelle. I fiori rimangono aperti per un solo giorno. Si raccolgono alla sera purché sia stata una giornata serena, il cielo sia terso e senza nubi e senza vento cosicché abbia mantenuto il suo polline. Si essiccano all’ombra e si chiudono in se stessi.

Questi fiori sono una rappresentazione di bellezza che ci sostiene nelle sofferenze rendendoci più saldi e determinati nelle depurazioni dalle dipendenze di qualsiasi genere. Non risolve il problema, ma ci accompagna nel percorso. La passiflora rilassa la mente, è antispasmodica e sedativa nervina, ha effetti calmanti del sistema nervoso, per questo è consigliata per placare le passioni violente e ritrovare serenità e armonia. Aiuta il sistema nervoso centrale, il sistema nervoso simpatico, isterismo, angosce, nevrastenia, disturbi della menopausa, sedativa cardiovascolare, usata anche per l’epilessia. È considerata una pianta specifica femminile. Non risultano effetti collaterali.

È una pianta di cui si utilizza tutto tranne la radice: fusto, foglie e fiori. Il periodo di raccolta va da giugno a settembre. Il frutto, detto frutto della passione, è ricco di vitamina C.

Come assumerla:

Il suo infuso ha degli aspetti magici ed è consigliato a chi vuole abbracciare la passione per la vita, sostenendoci con la sacralità della bellezza e l’architettura universale. L’infuso si prepara lasciando in infusione per 20 minuti in 150 ml di acqua bollente 10-15 grammi di fiori. Bere prima di andare a letto.

L’infuso può essere utilizzato per uso esterno in impacchi per emorroidi ed erisipela.

Il cataplasma è usato per le bruciature.

La tintura può essere utilizzata in infuso di camomilla alla sera per calmare prima di andare a letto. Va preparata mettendo 20 grammi di fiori in 100 grammi di alcol a 60°; lasciare in infusione per 8 giorni, poi filtrare e imbottigliare. Assumere 30-40 gocce prima di coricarsi per l’insonnia, durante la giornata come sedativo.

Pianeta: Mercurio, Venere e Marte

Materiale da: Una tazza di calma – Il serto di Iside – Florario – Il segreto della salute – Le piante medicinali – www.vittoriafornari.it

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