LA SVASTIKA: LA RUOTA DELL’ANNO

Uno dei simboli più antichi e ritrovati in ogni luogo della terra è la croce svastika. Si tratta di una parola sanscrita che significa di buon augurio. Rappresenta la potente dinamica della Terra. È connessione tra cielo e terra, tra gli opposti e movimento continuo rotatorio, ovvero il tempo naturale e divino che si manifesta sulla Terra.

Ogni cultura ha utilizzato questo potente simbolo a rappresentare la conoscenza profonda delle dinamiche di vita su questo pianeta. Anche per i celti era così. I druidi indicavano su questa croce gli otto momenti dell’anno in cui celebravano le festività. Le festività di energia femminile, noti come sabba maggiori, e posti nei punti di inizio delle linee della croce, erano preparatorie a quelle di energia maschile, noti come sabba minori, che erano collocati sui punti cardinali. Allora, abbiamo due linee che si intersecano, una che va dall’alto al basso che è quella dei solstizi che è dominata dallo Spirito del Tempo, quella orizzontale che è degli equinozi dominata dallo Spirito del luogo. Le due line non tracciate ma che indicano le altre festività che sono intermedie; una va da nord-ovest a sud-est ed è lo Spirito degli Antenati, l’altra da sud-ovest a nord-est che è lo Spirito della Tribù; al centro, sta l’anima che gestisce questa ruota sempre in movimento.

È noto come i celti, ma non solo, collocavano il loro capodanno a Samhain, che nella svastika è il punto di nord-ovest. Qui si celebravano gli antenati e i druidi viaggiavano nell’Altromondo per comunicare con loro per ricevere le saggezze e le conoscenze per il clan; Samhain porta a Yule, il nord, la festività dedicata agli affetti familiari; la linea del tempo ci porta a sud, a Litha, momento di massima energia solare che è preceduta dalla festività di Beltane, ovvero la festività dei discendenti. In questo modo vediamo come l’Assenza di tempo di Samhain attraverso il karma dell’indipendenza ci porta nel tempo per generare i discendenti.

L’altra linea è quella che da Imbolc, a nord-est, che porta il retaggio culturale attraverso lo Spirito della Tribù verso la rinascita a Est, a Ostara, che con la sua linea orizzontale ci porta a ovest, a Mabon, attraverso lo Spirito del Luogo, festività preceduta da Lughnasad a sud-ovest che è la festa della famiglia intesa come momento di matrimoni. Questi momenti rappresentano il mescolamento di stirpi generando il karma della dipendenza rappresentato dai bambini di Imbolc e i matrimoni, la creazione di nuove famiglie a Lughnasad.

Al centro, lo Spirito del Viaggio con la gioia che porta con sé per la sperimentazione di una nuova vita.

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