Un’introduzione tratta dal libro di Wilhelm Pelikan

Guarda il video cliccando qui.
Lo studio più completo sui metalli è quello che ci riporta Wilhelm Pelikan nel suo libro I SETTE METALLI, che contiene la ricerca scientifica dell’antroposofia di Rudolf Steiner. Pelikan era un suo allievo e questo rimane uno dei testi di cui siamo certi del contenuto, considerando che quasi tutti i testi di Steiner sono trascrizioni stenografiche quasi mai controllate da Steiner stesso. Agli studi di Steiner, si aggiungono quelli di Goethe ma anche la stessa esperienza di Pelikan nel settore dell’elettrochimica e della raffinazione dei metalli.
Nell’era della tecnologia, la richiesta di metallo cresce quotidianamente, tutti i metalli, per i quali si studiano nuovi impieghi. I metalli sono presenti sul pianeta, non solo per l’uomo, ma per tutti gli esseri e, di questo, dobbiamo prendere atto quando come uomini sfruttiamo tutte le risorse. L’utilizzo di una qualsiasi risorsa naturale deve sempre tenere presente le generazioni future; la giusta dimensione è agire con rettitudine. La rettitudine si manifesta quando vi è un equilibrio tra lo spirito e l’essenza metallica. È così che si risveglierà nell’uomo la coscienza di ciò che serve al proprio corpo per far valere le forze dell’anima e dello spirito nei confronti del corpo fisico, che si traduce nella conoscenza dei metalli attivi fisiologicamente; questa sapienza è quella stessa delle profondità della terra che permette un parallelismo tra la vita dell’uomo e la vita della terra, tra il corpo dell’uomo e quello del pianeta. Significa conoscere ciò che serve per respirare, per produrre il sangue, per essere vivo.
Goethe ci dice che i metalli interessano non solo i sensi che conosciamo, ma anche quelli misconosciuti, reconditi. Il metallo si presenta con la sua luce, la brillantezza, è solido e duttile, durevole e di peso, ha una sonorità; ai nostri sensi trasmette dignità e importanza molto particolari. Ed è così che i sensi hanno utilizzato i metalli a servizio della volontà umana attraverso le epoche; parliamo, infatti, di età del bronzo, età del ferro, età dell’oro. I loro poteri nascosti hanno destinato i metalli a strumenti magici o di culto. I metalli ci indicano il passaggio tra i vari regni di natura.
Il regno minerale è largamente costituito da metalli, a volte puri, a volte combinati con altri elementi, a volte all’interno di rocce e terre.
I metalli sono presenti ovunque, ma in alcuni posti ve ne è una concentrazione maggiore di un metallo rispetto a un altro, proprio come nel corpo umano dove il sangue porta i minerali in giro, ma alcuni sono concentrati in organi specifici; così, possiamo identificare i vari organi di Gaia, che è un ente vivo.
Anche il mondo delle piante, degli animali e dell’uomo sono compenetrati di metalli. Le funzioni vitali principali necessitano di questi elementi che troviamo con una natura dinamica altrimenti non utilizzabili. Ogni metallo è attratto da uno specifico organo che si riflette nei pianeti in cielo: come in alto così in basso, come dentro così fuori: pianeti e uomo, organi e terra. Così, possiamo conoscere l’uso terapeutico di questi metalli, ma non solo a livello fisico, quanto anche a livello dell’anima, dello spirito e della coscienza. Un essere è tanto più elevato quando mette in connessione i vari ambiti del mondo con cui è connesso.
La metallicità sembra essere estranea alla natura terrestre, poiché i processi naturali tendono a distruggere i metalli anziché portarli alla luce; come dice il Pelikan la natura terrestre concede ai metalli un diritto limitato di ospitalità. Non si possono comprendere i metalli partendo dalla mineralità terrestre. Ci si chiede, dunque, se il ruolo dei metalli non sia quello di unire le sfere di attività terrestri con quelle extra-terrestri, come fa la pianta che è connessa alla terra con la radice e al mondo cosmico della luce con le foglie.
Le piante si formano dal seme che, cadendo sulla terra, liberano la loro natura dagli imponderabili come luce e calore che la irraggiano dal cosmo; i minerali sarebbero, allora, i semi dei metalli che si farebbero liberare unendosi agli imponderabili. Gli antichi parlavano di tre processi con gli imponderabili che chiamavano sale, zolfo e mercurio. Il sale era tutto il ponderabile che sottostava alle forze terrestri; lo zolfo era la sostanza saturata dagli imponderabili, ovvero dalle forze che irraggiano dall’universo; il mercurio era la sostanza in interrelazione tra i due, le forze terrestre e le forze cosmiche. Da questo, deduciamo che i metalli sono tutti mercuriali. Andiamo a conoscere meglio l’aspetto cosmico.
L’atmosfera è un involucro terrestre che mette in relazione la terra col cielo e ha il compito di elaborare tutto ciò che irraggia dall’universo per donare vita e nutrimento. Fuori dall’atmosfera, il cosmo ha una natura distruttiva per l’uomo, ma essa trasforma tutto in vita. Le meteoriti che giungono sulla terra portano i metalli. I metalli che donano la vita giungono puri dal cosmo, mentre sulla terra li troviamo come forma minerale; il metallo è un elemento straniero alla terra, è un figlio del cosmo, delle stelle. Mentre la pianta ha organi esterni che sono le foglie, gli animali e l’uomo hanno organi interni; le piante maturano un cosmo esterno, l’uomo e gli animali un cosmo interno.
Sette sono i metalli che prendiamo in considerazione che trovano la loro corrispondenza cosmica con i sette pianeti tolemaici:
- Sole – oro
- Luna – argento
- Marte – ferro
- Mercurio -mercurio
- Giove – stagno
- Venere – rame
- Saturno – piombo

Disponendoli in un ettagono regolare, possiamo seguire l’ordine del loro peso atomico che è ferro, rame, argento, stagno, oro, mercurio, piombo. L’oro ha la posizione centrale in alto, mentre gli altri generano le polarità stagno-mercurio, argento-piombo, rame-ferro, che non seguono la linearità della tabella degli elementi ma che hanno una funzione ben precisa per la vita terrestre. Rame e ferro intervengono nella respirazione, argento e piombo si relazionano come farmaci in processi di costruzione e distruzione; stagno e mercurio lavorano sui liquidi. L’oro lavora sul ritmo nel processo cuore-sangue. Nei giacimenti, possiamo monitorare come le coppie si manifestino insieme nei loro minerali, mentre l’oro è sempre da solo.
Possiamo individuare i metalli dei tre processi fondamentali dell’organismo umano. Sono divisi in triadi:
- Argento-mercurio-rame: sistema del ricambio;
- Piombo-stagno-ferro: sistema nervoso e sensoriale;
- Rame-ferro-oro: sistema ritmico.

Ora, se uniamo i sette metalli con linee rette partendo da saturno e saltando due punti abbiamo la stella a sette punte che indica lo spazio, la stella di Iside, che rappresenta le leggi naturali. In sequenza è Saturno, Giove, Marte che sono i pianeti più lontani dal Sole, poi il Sole al centro, poi Venere, Mercurio e Luna, i pianeti più vicini al Sole. Questo è il sistema tolemaico.

Se, invece, uniamo i pianeti saltando un punto invece di due abbiamo il Sigillo Emet, il Sigillo degli Arcangeli, ed è la settimana, quindi, la stella indica il tempo, è un ritmo di sviluppo nel passato del mondo. Il nostro essere si sviluppa nel tempo ed è dipendente dall’azione congiunta di terra e stelle.
Il ritmo che seguiamo è solare con l’anno e lunare con il mese; la successione dei giorni settimanali ci porta a coscienza con un ritmo di sette, il numero d’uomo. I nomi sono quelli degli dèi perché le stelle erano le dimore degli dèi come la terra è la dimora degli uomini. Questo ci dice che la terra vive in armonia con il cosmo in ogni istante, che il tempo e lo spazio coincidono nello sviluppo del mondo secondo un’antica saggezza.
I processi biologici procedono parallelamente alle costellazioni e alle attività cosmiche.
#settemetalli #wilhelmpelikan #alchimia #antroposofia #rudolfsteiner

