GLI ANIMALI COLLEGATI ALL’ALTROMONDO

Gli animali sono per l’uomo un messaggio. Incontrarli non è simbolo ma messaggio stesso. Ogni animale che entra, anche solo per un istante nel nostro viaggio, ci dice qualcosa di importante. Non rappresenta un istinto, ma il suo corpo, la sua forma, sintetizza il carattere, come del resto tutto in natura: le piante, le pietre…

Ci sono, dunque, animali legati al momento del passaggio che noi chiamiamo morte, che è l’attraversamento di una soglia per giungere all’Altromondo. Alcuni animali ci accompagnano alla soglia, altri ci aiutano ad attraversarla, altri ancora sono con noi nell’Altromondo.

Per i druidi il cavallo è il viaggio. È un animale psicopompo per molte tradizioni. Ci dà energia e velocità collegandoci a terra e sole. La dea-cavalla è la patrona del ciclo nascita-morte-aldilà-rinascita. Con la cavalla siamo a nostro agio in ogni ciclo della vita. La ciclicità è il nostro tempo, per questo è fondamentale mantenerne il percorso. La dea-cavallo apre la soglia della vita a Beltane e quella della morte a Samhain.

Anche nei miti norreni il cavallo ha un ruolo psicopompo: è il mezzo con cui lo sciamano attraversa i Nove Mondi dell’Yggdrasil, ma anche il mezzo con cui la Valkiria conduce l’eroe caduto in battaglia dal campo fino al cospetto di Odino. Inoltre, il cavallo è legato alle iniziazioni che sono una morte con successiva rinascita.

La gru guida nel mondo sotterraneo, aiuta nei momenti di transizione che sono la morte o i viaggi interiori. È la scienza arcana, la scienza segreta. La gru, sacra alla Dea, appariva spesso a tre alla volta. Tre gru proteggevano il mondo di Annwn, il Mondo Sotterraneo, e rappresentavano la natura triplice della Dea. La gru ha, dunque, la funzione di psicopompo. Le gru danzano in cerchio a rappresentare il movimento del sole nel sacro ciclo di nascita-vita-morte-rinascita.

Il corvo è il segno della morte di qualcosa che lascia spazio alla vita di qualcos’altro. Il corvo ti dice anche di essere consapevole delle forze distruttrici in te e nel mondo. Le forze distruttrici permettono una nuova costruzione, una ricreazione. Il corvo incuteva timore nei nemici e i guerrieri celti lo raffiguravano nelle loro armature. Le dee della guerra apparivano sui campi di battaglia sotto forma di cornacchie che, come i corvi, si cibano di carogne. Indicano che in guerra a vincere è la morte. I druidi avevano il dono della conoscenza del corvo, la capacità di vedere nel futuro e nel passato, quello che è oltre il velo della morte. Il corvo segna la morte come nuovo inizio, è il potere di trasformazione dell’inizio, il fuoco trasformativo.

Il ragno è silenzioso e ti dice che sei trama e ordito. Il ragno è creatore del suo mondo, traendo da sé la sostanza per creare la ragnatela al centro della quale risiede come un sole. È manifestazione sia lunare che del destino, per questo è anche psicopompo. È simbolo di sacrificio continuo iniziatico per mantenere l’equilibrio degli opposti.

Nella tradizione norrena, il wyrd è la rete del destino e la sua struttura bidimensionale ha la forma di ragnatela, a indicare che siamo connessi con i tre stati temporali che rappresentano sempre vita-morte-rinascita.

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