con Gianfranco Carpeoro
Nel libro Dominio, Francesco Saba Sardi pone l’accento nella suddivisione in potere, religione, guerra.
In antichità era la suddivisione delle maggior parte delle società, le tre funzioni, ma ancor oggi le possiamo distinguere chiaramente all’interno di ogni nazione. Per comprendere meglio questa tripartizione, voglio prendere di esempio la società celtica a me molto cara, ma quello che dirò può essere trasposta in qualsiasi altro gruppo di uomini. La società celtica era, appunto tripartita; non a caso il simbolo più importante per i druidi era il triskele, perché il ternario accompagnava ogni ambito sociale.
Ho appena nominato i druidi che, nella loro operatività rappresentavano la religione, la spiritualità. I druidi a loro volta erano suddivisi in altre tre funzioni: i druidi, che erano i grandi sapienti, i bardi che erano i cantori e gli ovati che compivano i vaticini. In questa tripartizione, possiamo di nuovo distinguere il ruolo di potere dei sapienti, di religione dei bardi e di guerra degli ovati.
La seconda funzione era quella dei guerrieri. Il conflitto era sempre presente nelle tribù celtiche che, tra loro, si bisticciavano per una fonte, un fiume, una valle. I guerrieri erano molto dotati nell’uso delle armi come spade, lance e altro.
La terza funzione era quella che io definisco di dominio ed era quella del lavoro dei fabbri, degli agricoltori, degli allevatori, ovvero di chi generava la ricchezza del clan. Perché attribuisco il dominio a loro? Perché il capoclan non era eletto per diritto divino o di sangue, ma per essersi distinto per le sue opere, perciò, poteva essere sì, un guerriero, ma anche no, ed era il popolo ad acclamarlo.
Oggi parliamo molto di democrazia, ma la nostra è davvero così solo perché andiamo a votare?
Queste tre funzioni, sono anche quelle che la dea Brigit rappresenta sempre nella triplice veste, ovvero cucina, fucina e poesia. La cucina, che è anche medicina, è dei druidi, della funzione religioso-spirituale; la fucina è quella dei guerrieri, grandi fabbri, dove si forgiano spade oppure le forchette, a seconda se si è in tempi di guerra o di pace; la terza è la poesia che è ciò che ogni abitante riesce ad esprimere con le proprie opere manuali.
