con Giorgio Cerquetti e Gianfranco Carpeoro
Clicca qui per vedere il video.
Questo è per i folli, per gli anticonformisti, per i ribelli, per i piantagrane, per i quattrocchi.
A tutti coloro che vedono le cose in maniera differente.
A tutti coloro che non amano le regole, a coloro che non rispettano lo status quo, potete citarli, essere in disaccordo con loro, glorificarli o denigrarli, ma l’unica cosa che non potete mai fare è ignorarli. Perché loro cambieranno le cose, fanno progredire l’umanità.
E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo la genialità. Perché coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambieranno davvero.
Steve Jobs, dal film Jobs (2013)
Secondo il dizionario etimologico, il folle è colui che ha la testa a soffietto, piena di vento, ovvero, a mio avviso coloro che non seguono condizionamenti, credenze e manipolazioni.
Gli anticonformisti sono coloro che hanno diversa forma perché diversa è la loro sostanza; diversa da ciò che gli altri vogliono che sia. Sono coloro fuori dal confort ovvero che sono in grado di gestire ogni situazione.
Il ribelle è colui che torna al bello, alla bellezza della vita, della propria esistenza vissuta secondo i propri canoni per raggiungere la realizzazione della missione terrestre attraverso lo scopo dell’incarnazione.
La grana è la costituzione molecolare di tutti i solidi, peculiare per ogni elemento. I piantagrane sono coloro che costituiscono nuove grane non comprese dagli individui comuni.
I quattrocchi sono coloro che, quando io ero piccola, ora non è più così, venivano bullizzati perché potevano vedere oltre grazie all’utilizzo di uno strumento ritenuto oggetto di scherno per coloro che non comprendevano. Vedevano in modo differente, proprio come tutte le altre categorie, persone in grado di estrarre il meglio da ciò che la vita, la natura e la società offrono loro come materia prima.
Non amano le regole, ma rispettano le leggi: le prime dipendono dall’etica di quel momento, le seconde sono universali.
Non rispettano lo status quo perché significa limitare i talenti, significa staticità, mentre la loro esistenza è un turbinio di dinamicità creando cambiamenti utili per se stessi e l’umanità.
Sono geniali, poiché costantemente danno retta a se stessi, al proprio io, all’interno dove dimora la loro essenza per esprimerla all’esterno manifestando l’unicità che sono.
Anche volendo, è impossibile ignorarli, perché sono coloro che generano il cambiamento, per gli altri rimane solo subire il cambiamento, ecco perché è impossibile ignorarli.
E allora il mio augurio di questa fine 2023 è che il 2024 sia un anno per ognuno, nella sua intimità, di genialità, ribellione, follia, anticonformismo, piantagrane e quattrocchi, perché abbiamo solo una scelta: generare o subire il cambiamento.
Steve Jobs, in un momento di totale confusione societaria, alla domanda: “E adesso?” la sua risposta fu: “…e adesso, lasceremo un segno nell’universo”.
Che ognuno di noi lasci il proprio.
Felice 2024 a tutti.
