RIDERE FA BENE

con Sergio Vastano e Gianfranco Carpeoro

Carpeoro Racconta del 25 febbraio 2024

Il mio intervento dedicato al lavoro di Sergio Vastano.

Ridere è la condizione naturale dell’essere vivente, è uno stato dell’essere. Ridere significa essere collegati alla magnificenza dell’esistenza stessa.

Ridere libera i centri energetici permettendo all’energia vitale di fluire, permette di mantenere elevate le vibrazioni e di percepire la perfezione e la bellezza di tutto il creato.

Ridere è un atto di amore verso se stessi; indica quanto sia semplice vivere, che è fondamentale farlo con leggerezza, perché solo così puoi liberarti da tutto ciò che ti tiene prigioniero.

Attraverso la risata e il sorriso si verifica un allargamento del corpo astrale. Questo permette di elevare le emozioni e di gestirle in maniera più serena. Anche se non crediamo all’esistenza di altri piani, possiamo comprendere questa affermazione semplicemente percependo quanto più leggeri siamo dopo aver riso: sembra che il mondo sia più sereno e sentiamo che tutto fluisce meglio: parliamo più spontaneamente, vediamo maggiori soluzioni ai problemi, le persone sono più belle. Quando, invece, si piange, avviene una contrazione del corpo astrale. È come se ci fosse una spremitura; ecco allora che sgorgano le lacrime, simbolo di qualcosa che abbiamo perduto. La lacrima sgorga da un vuoto creatosi dal distacco di ciò che l’ha generato, da ciò che abbiamo perduto. La produzione di lacrime serve a colmare il buco astrale che si è aperto.

Le lacrime vanno a pareggiare, a equilibrare quel vuoto. Chi trattiene le lacrime, o non riesce a piangere, fatica molto di più a sostenere dolore e tristezza.

Goethe afferma che solo l’essere umano sa ridere e piangere, l’animale non ride, sogghigna; non piange, urla.

Il riso e il pianto servono a sollevare l’io. La loro alternanza crea movimento dell’io e quindi evoluzione. Le cose più elevate, più spirituali, si manifestano nella meraviglia di ogni giorno: negli oggetti, nelle persone, negli eventi che ci accompagnano ogni giorno. Tra questi, vi sono la risata e il pianto, che sono ricorrenti nel normale fluire della vita.

Se osserviamo attentamente, riso e pianto sono i due modi che ha il neonato di esprimersi. Per mesi egli ha solo queste due manifestazioni per poter trasmettere alle persone tutto ciò di cui necessita esternare.

Il pianto si verifica quando ci sentiamo deboli di fronte al mondo esteriore. Siamo di fronte a una disarmonia con l’esterno. Quando si verifica questa disarmonia, l’ego tende a un equilibrio attraverso una contrazione del corpo astrale, ossia cerca di avvicinare queste vibrazioni per renderle più compatte, più forti. Si genera, in questa maniera, una difesa forte che fa fronte alla debolezza del mondo esteriore. La risata, di contro, rilassa il corpo astrale espandendolo; ne consegue che si sentiamo più forti nei confronti del mondo esterno.

Ridendo e piangendo modifichiamo anche la respirazione. Essa ti permette di introdurre energia attraverso l’inspirazione e di eliminare le tossine attraverso l’espirazione. Se ben osserviamo, quando ridiamo è più lunga l’inspirazione, perciò richiediamo energia vitale; quando piangiamo è l’espirazione ad essere prolungata, ossia la necessità di eliminare una maggiore quantità di tossine.

Rudolf Steiner afferma che la risata e il pianto esistono in quanto espressione del divino in noi. Nel ridere, Dio eleva l’anima; nel piangere, ammonisce l’ego che deve rafforzarsi per evitare di perdersi.

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