Beltane è la festa del dio Bel, il dio del fuoco, che si accoppia con la Madre Terra; dopo averla fecondata, muore e rinasce come suo figlio. Si accendevano grandi falò per allontanare definitivamente l’inverno e proteggere il bestiame. Al termine della festa ci si appartava e ci si accoppiava per rafforzare la fertilità della natura; i figli concepiti a beltane erano considerati dotati di poteri magici ed erano gli antenati tornati in vita.
A beltane ci apriamo al Dio e alla Dea della Giovinezza, e saltando sui fuochi consentiamo loro di darci vita e salute. Entriamo nella nostra sessualità in modo sicuro e creativo e l’accoppiamento è anche col versante femminile o maschile della nostra natura.
Beltane segna l’inizio del semestre di luce, come Samhain, invece, è l’inizio del semestre di buio. Era considerato il momento di inizio dell’estate, la stagione calda; infatti, Beltane è la festa che prepara Litha, il solstizio d’estate. Beltane era l’inizio della bella stagione, le mandrie andavano a pascolare e si raccoglievano i primi frutti. Inoltre, Beltane insieme a Samhain ha la caratteristica di avere alte in cielo le Pleiadi, così come la stella Aldebaran ha un’influenza notevole. Aldebaran segue le Pleiadi. Si dice che è beltane quando c’è la levata eliaca di Aldebaran, indipendentemente dalla data del 30 aprile e 1 maggio.
La caratteristica di Beltane è la manifestazione fisica della Natura; i semi germogliati a Ostara ora hanno prodotto i fiori e i primi frutti. Il semestre di luce è il semestre della manifestazione che vedrà il suo culmine con Litha, ma ora tutto è fertile.
Beltane significa fuoco brillante, è l’inizio del pascolo, il benvenuto dell’estate e del caldo; si accendono i falò per incoraggiare il sole a scaldare la terra.
I fuochi a beltane erano due e si accendevano uno di fianco all’altro, poi si faceva passare il bestiame attraverso per la purificazione, la benedizione e la protezione. Anche persone e oggetti passavano attraverso i falò. Tutti danzavano attorno al fuoco per propiziare la fertilità della natura, la propria salute e la prosperità. Le coppie che volevano sposarsi, si prendevano per mano e saltavano sul fuoco; anche gli sposati senza figli facevano altrettanto. Le ceneri dei falò venivano tenute come medicina e sparse nei campi per favorire la crescita del raccolto.
La mattina dopo, con l’esaltazione della luna piena ancora attiva si chiamavano dalle quattro direzioni i draghi, signori degli elementi, protettori del popolo e guardiani dei tesori. Così, a Beltane vi era il risveglio dei draghi, i poteri in noi che permettono di manifestare noi stessi. Il drago è la nostra energia primordiale, ancestrale, che si risveglia.
Il fuoco, per i druidi, è la metamorfosi e la manifestazione delle energie degli altri tre elementi. È azione e trasformazione, per questo presente in ogni passaggio dell’anno e nelle celebrazioni. Chi passa attraverso il fuoco è trasformato. I Tùatha de Danann, arrivati in Irlanda, bruciarono le navi per non tornare indietro e per indicare quanto fossero cambiati, trasformati. Anche la terra veniva purificata col fuoco attraverso processioni con fiaccole in mano, si girava attorno ai campi per propiziare i raccolti abbondanti.
