Lo scricciolo è un uccellino molto importante per la tradizione dei druidi e rappresenta l’umiltà, l’astuzia e il Dio. Il suo nido è detto Casa del Druido, è associato a Taranis, dio del fulmine e del tuono, e alla quercia, albero sacro al druido detto anche uomo-quercia. Anche il simbolo ogham è quello di druir, la quercia. In gaelico lo scricciolo è detto drui-en, quindi druido, quercia e scricciolo hanno la stessa origine di significato.
Ci indica la bellezza della Dea in ogni cosa e che la realizzazione non si appoggia sulle grandi cose o su un potere apparente, ma su umiltà, gentilezza e sottigliezza. È dallo scricciolo che arriva il modo di dire popolare me l’ha detto l’uccellino.
Perché il piccolo scricciolo è stato associato alla grandezza del druido? Ce lo spiega la tradizione con una storiella che veniva raccontata anche dai bardi. Ve la leggo testualmente con le parole di Philip Carr-Gomm ex capo dell’OBOD, Ordine dei Bardi Ovati e Druidi di Gran Bretagna:
Nella grande assemblea di tutti gli uccelli dell’aria si era deciso che la sovranità della tribù dei piumati sarebbe stata data all’uccello che avesse sapuro volare più in alto. Ovviamente favorita era l’aquila, che immediatamente prese a volare verso il sole – sicura di potersi guadagnare il titolo di Re degli Uccelli. Quando, guardando in basso, si scoprì più in alto di tutti gli altri, proclamò ad alta voce il suo debito sulle creature alate. Ma, all’improvviso, dalle sue ali schizzò fuori uno scricciolo, che si era nascosto tra le sue piume. Volò pochi centimetri più in alto e urlò ad alta voce: “Uccelli, guardate in alto, osservate il vostro re!”
Lo scricciolo, quindi, parte da quello che hanno costruito gli altri, prende saggiamente ciò che già c’è. Lo sciamano druido era conosciuto come l’astuto, si può fare invisibile viaggiando sul dorso dell’aquila e preservando così le sue energie.
Si dice sia stato lo scricciolo a portare il fuoco dal cielo ma che si fossero incendiate le sue ali, così passò il fuoco al pettirosso che si bruciò a sua volta e che allora l’allodola riuscì a portarlo sulla terra.
La casa del druido è un uovo, un luogo confortevole che indica un periodo di incubazione prima di poter cambiare noi stessi e il nido dello scricciolo era protetto dai fulmini.
Nel giorno di capodanno, poi spostato al 26 dicembre, l’iniziato druido entrava nella foresta a cercare lo scricciolo. Questa pratica era il simbolo della visione che si sarebbe aperta al druido perché vedere un essere così piccolo significava avere il potere di vedere oltre.
In conclusione, lo scricciolo ci dice di prendere quello che ci è stato lasciato in eredità e andare più in profondità per giungere a una saggezza illuminata, come la quercia colpita dal fulmine.
