con Gianfranco Carpeoro e Michele Proclamato
“La nostra danza è amor spirituale, ebbrezza ella è; gorgoglia come vino dentro la coppa del corpo mortale”, la danza mistica di Rumi.
Molti sono i simbolismi della coppa; ella contiene l’acqua che il druido offre al nemeton nei rituali delle pietre durante le celebrazioni della ruota dei druidi, acqua che chiama l’energia dell’est. È simbolo di ostara, l’equinozio di primavera, la rinascita dal ventre della madre. La coppa è questo, la grotta che consente la gestazione per rinascere a nuova vita. In alcune tradizioni nordiche, la coppa è sostituita dal corno di animale che ne diventa l’antenna cosmica, l’oggetto che sintetizza la voce degli dèi bevendone il contenuto o suonandolo.
La coppa è, dunque, il ricettacolo dell’energia, della vita, della linfa. Essa contiene il liquido primordiale, l’essenza o il sangue. La sua forma più spirituale è il Graal. La coppa ha forma accogliente associata alla matrice, alla culla, al cesto; proprio per questo ha un valore di affetto sia umano, sia spirituale.
È anche lo strumento di scambio, rappresentato dall’alternarsi di pienezza e vuoto, un dare e ricevere eternamente attivo; ma è anche la mutevolezza dei contenuti con i quali viene continuamente riempita e svuotata.
Nell’utilizzo sacro e rituale permette la circolazione dell’energia spirituale tra i membri partecipanti, il discepolo si appropria dell’energia del Maestro. Ma la coppa è anche lo strumento tramite il quale viene offerta la bevanda dell’immortalità agli dèi.
È definita anche la sublime energia dell’amore, perché diviene comunicazione, trasmissione, scambio relazionale.
Nel mondo profano, la coppa è la convivialità, acquisendo un carattere di festa o di celebrazione, ma anche di accompagnamento di riunioni importanti, una sorta di modo per stringere patti.
L’Iniziato beve dal calice dell’amarezza un liquido fresco e dolce, che diventa amaro e riprende, infine, la sua dolcezza primitiva; beve l’acqua del fiume Lete per dimenticare e poter, così, gustare la pace dei saggi, innalzando la sua grandezza morale cosicché la rabbia dei malvagi non può raggiungerlo.
La coppa è anche la ricompensa per un traguardo sportivo, artistico o intellettuale che ne rappresenta l’onorificenza, è riconoscimento del merito, consacrazione dello sforzo, trionfo.
La coppa è il Graal che inizia la sua storia senza una forma definita, per divenire successivamente una coppa di oro e pietre preziose, a indicare l’assoluto valore della sua funzione.
