Io… una piccolissima parola che stabilisce il più grande segreto svelato ma che pochi hanno compreso.
Si sente tanto parlare di Io, di Sé Superiore; ma cosa significa davvero? È un concetto o è qualcosa di reale anche se non compreso? In quale piano di esistenza si trova?
Ognuno di noi, per indicare se stesso, utilizza la parola Io. Andiamo a tentare di spiegarlo, ma l’impresa sarà difficile perché l’Io va solo riconosciuto in ognuno di noi.
Voglio iniziare questo incontro leggendovi la preghiera dei nativi hawaiani:
OWAU NO KA “I”
“Io” sono l’ “Io”
Pua mai au mai ka po iloko o ka malamalama
“Io” avanzo dal vuoto nella luce
Owau no ka ha, ka mauli ola,
“Io” sono il respiro che nutre la vita
Owau no ka poho, ke ka‘ele mawaho a‘e o no ike apau.
“Io” sono quel nulla, quella vacuità che va oltre tutta la coscienza.
Ka I, Ke Kino Iho, na Mea Apau.
L’ “Io”, l’ “Id”, il Tutto.
Ka a‘e au i ku‘u pi‘o o na anuenue mawaho a‘e o na kai a pau,
“Io” tiro il mio arco dell’arcobaleno attraverso le acque,
Ka ho‘omaumau o na mana‘o ame na mea a pau.
Il continuo delle menti con la materia.
Owau no ka “Ho”, a me ka “Ha”
“Io” sono ciò che entra e che esce dal respiro,
He huna ka makani nahenahe,
L’invisibile, l’intoccabile brezza,
Ka “Hua” huna o Kumulipo.
L’indefinibile atomo della creazione.
Owau no ka “i”.
“Io” sono l’ “Io”.
Analizziamo insieme le frasi che costituiscono questa stupenda preghiera che racconta cos’è l’Io.
Dal vuoto alla luce: dal non Io all’Io. Ci dice che l’Io è la luce. Siamo costituiti di molte cose, ma le nostre funzioni vitali sono scatenate dall’elettricità, dalla luce, perciò noi siamo luce. La luce indica “Io sono”.
Il respiro che nutre la vita: facciamo il primo respiro quando veniamo alla vita; con la prima inspirazione lo spirito entra in noi, donandoci la facoltà di esistere. Con l’ultimo respiro, lo spirito esce dal corpo per manifestarsi su altri piani. La vita ci dice che “Io sono”.
Il nulla e la vacuità che va oltre la coscienza: il nulla è mancanza di essenza, la vacuità è ciò che non contiene nulla. Quindi, l’Io è sia l’essenza, sia il contenitore. È essenza e forma. L’Io è lo zero che si organizza divenendo uno. Va oltre la coscienza, la trascende, lo è perché è di più. Cosciente è essere consapevole, sapere, ma l’Io non è coscienza, la contiene.
È il tutto: quando diciamo tutto, stiamo comprendendo ciò che è manifesto e ciò che non lo è, materia e antimateria, positivo e negativo, luce e ombra, gioia e sofferenza, contenuto e contenitore, creatore e creazione.
Tiro il mio arco dell’arcobaleno attraverso le acque: l’arcobaleno è un simbolo molto complesso, per questo rappresenta tutto ciò che sta sopra e sotto, parte dal basso, arriva allo zenith e ritorna al suo nadir. L’arco è l’elevazione, la concentrazione di forze, è un ponte ma anche una divisione, è morte e vittoria, è odio e amore. È uno e trino poiché l’arco esiste a motivo di una freccia e di un bersaglio. È rivelazione. L’arcobaleno è il legame sacro tra la terra e il cielo, tra l’acqua (la pioggia) e il fuoco (il sole). Legando gli opposti è pace, ciò che l’Io indica, ovvero la coesistenza del multiplo nell’uno in armonia. È l’universo nelle sue manifestazioni. È alleanza tra il divino e la materia. È la mediazione, ovvero la comunicazione del tutto con il tutto.
Le acque sono la vita, la fecondità, la creazione, la purificazione. Le acque sono tutto ciò in cui l’Io fluisce.
Il continuo delle menti con la materia: l’Io è la coesistenza di molteplici forme, la Mente del divino che dall’immanifesto si manifesta nella materia, senza divisione, rappresentando un unicum con manifestazione diversa.
Ciò che entra e che esce dal respiro: è la vita che entra e si trasforma in Io e che esce essendo Io. Col respiro siamo tutti connessi, poiché l’aria che respira ognuno di noi è quella che respirano tutti gli esseri della Grande Dea. Col respiro stiamo informando noi stessi, ovvero, diamo forma al nostro Io che per essere compreso deve manifestarsi nel mondo delle forme.
L’invisibile, l’intoccabile brezza: l’Io è ciò che è sensibile, percepibile dai cinque sensi, ma anche ciò che è insensibile, non percepibile. Sensi ed extra-sensi collaborano per informare il contenuto col suo contenitore.
L’indefinibile atomo della creazione: l’Io non è definibile, poiché tutto ciò che è definito è qualcosa ma esclude qualcos’altro. È l’atomo della creazione, ciò che è indivisibile e che contiene tutto il cosmo in se stesso.
Io sono l’Io: non è possibile conoscerlo, ma è possibile comprenderlo.
Questo è l’incanto dell’Io per gli hawaiani, un popolo antichissimo che nel nome della loro terra inseriscono proprio la parola Io. Hawaii significa il respiro e l’acqua della divinità; ha è il respiro, wai è l’acqua e I è la divinità.
Per gli hawaiani, I è sia l’Io, sia la divinità, a indicare che non vi è nessuna differenza, nessuna separazione, ma l’Io è emanazione dell’unica vibrazione primordiale, quella che molti chiamano Dio, altri Fonte, altri Matrice. L’Io è questo.
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