IL SILENZIO COME FORMA SUPERIORE DI COMPRENSIONE

con Francesco Bevivino e Gianfranco Carpeoro

Carpeoro Racconta del 14 gennaio 2024

“Il silenzio non fa domande, ma può darci una risposta a tutto”, Ernst Ferstl.

Il miglior apprendimento avviene nel silenzio; ogni parola pensata, scritta o espressa a voce esprime concetti ed oggetti e, quindi, diviene descrizione del soggettivo, diviene parzialità. L’umano è programmato per l’utilizzo della parola e dei suoni, rifiuta il silenzio, perciò anche la totale comprensione. I saggi vivono il silenzio come esperienza subliminale, è eliminazione di confusione dei rumori artificiali, è connessione con la Natura e con la propria natura, che sono semplicemente un’unica energia.

Nel silenzio tutto è. Vero è che la coscienza è silenzio, suono e rumore, ma è pur vero che l’evoluzione umana avviene con un aumento vibrazionale e una comprensione di essere tutto, comprensione che il rumore e le parole inutili allontanano, creando difficoltà e rallentamento di evoluzione. Il silenzio è un’esperienza tanto importante quanto complicata per un umano abituato ad esprimere la parte egoica, parte necessaria per completarsi nell’onniscienza.

Il silenzio si raggiunge quando l’ambiente esterno è in armonia, ma, soprattutto, quando si mettono a tacere i dialoghi interiori della mente. È lì che inizia il libero arbitrio: quando iniziamo a gestire noi il silenzio o le parole da esprimere, scrivere, pensare. È stato provato anche scientificamente (l’ego ha sempre bisogno di prove) che nel silenzio di una meditazione di gruppo le onde cerebrali (ma non solo) si sincronizzano e sintonizzano vibrando alla stessa frequenza, i campi magnetici si allineano e lo scambio informazionale diviene libero. Si acquisisce maggiore comprensione nel silenzio rispetto al dialogo, perché l’ego interviene al minimo.

Il silenzio è uno stato di coscienza elevato, che rende inattivi i pensieri permettendo di sentire e percepire piani di esistenza diversi da quello trasmesso dai nostri cinque sensi. Nello stato di coscienza di silenzio si sviluppano saggezza, guarigione, pace, amore, bellezza, perfezione, comprensione del tutto. Nel silenzio tutto accade in semplicità e chiarezza. Il silenzio è il vuoto interiore. L’umano comune percepisce negativa la sensazione di vuoto, ma questa è lo stato ideale, perseguito da ogni filosofia spirituale ed esoterica. La negatività è dovuta alla mancanza di punti di riferimento, ma questi sono solo di quella parte che è l’ego; la coscienza ne è priva perché è. La ricerca di riferimenti è una sottile dipendenza, ma molto potente. Proprio nel vuoto e nel silenzio siamo coscienza pura. La dipendenza è ciò che porta all’identificazione, che è della personalità, quindi, mutevole. Più manteniamo il silenzio interiore, maggiormente si allontanano le energie depotenzianti.

Entrare nel silenzio interiore è sintomo di elevazione. Lo comprendiamo perché le virtù superiori emergono e caratterizzano la pura esistenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *