(Astrologia applicata alla Magia)
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Una prima suddivisione degli Spiriti è quella dei Venti intesi come posizioni zodiacali. Sono 16. L’Oriente è il principio equinoziale. I Venti sono associati agli spostamenti d’aria ma, per la loro esatta posizione, si fa riferimento all’equinozio di primavera. La suddivisione del cerchio zodiacale è di carattere esclusivamente solare.
Serapis è il Sole a primavera, Dioniso in autunno, Osiride è il solstizio d’inverso, Apollo il solstizio d’estate. Lo zodiaco è originato dal percorso del Sole che fissa i punti cardinali, ovvero solstizi ed equinozi. A seconda della posizione, il Sole invia onde elettromagnetiche diverse. I punti cardinali non sono perfettamente a 90° per la diversa durata delle stagioni; il sole al perigeo sembra più veloce di quando è all’apogeo.
Si fa poi la croce intermedia a 45°. Gli 8 spazi vengono ulteriormente suddivisi per crearne 16. Le posizioni intermedie fungono da punti di risonanza. Questa rappresentazione a 16 o 8 viene inserita nei rosoni delle chiese romaniche e gotiche; il rosone è il sorgere della Stella del Mattino e la chiesa diviene il corpo dell’uomo che percorre il cammino dell’Arte. Questa suddivisione zodiacale per 16 o 8 è la più logica dal punto di vista ermetico o magico. Questa suddivisione fa riferimento alle forze che possiamo constatare con i nostri sensi fisici e si riferisce non a un cerchio di 360° ma a 365 giorni.
L’ermetismo pratico, o magia, è l’utilizzo delle forze che provengono dall’infinito. Le forze entrano in funzione per la creazione del presente universo e sono attive rispetto alla posizione del Sole che è in rapporto con l’equatore celeste.
Lo zodiaco non è una fascia ideale ma un luogo in cui si estrinsecano forze potenti che pilotano la vita.
La chiesa è il luogo dove si compiono le operazioni alchemiche secondo una precisa liturgia che rispecchia l’uso migliore delle forze che scorrono dall’infinito e che sono incanalate attraverso il Sole. La liturgia è potentemente magica perché conosce le forze costitutive universali.
Lo zodiaco dell’Abate Tritemio è composto iniziaticamente da 16 segni: i 12 convenzionali da percorrersi nella sequenza normale in senso antiorario e i primi 4 (ariete, toro, gemelli, cancro) da percorrersi di nuovo. Questi 4 sono il quadrante dell’iniziazione superiore (questi 4 segni sono solo un’esposizione impropria e figurativa). Col secondo cancro vi è l’uscita dal nostro universo.
Ariete significa l’inizio, il cammino nel mare dell’essere; la seconda volta è l’inizio a una nuova dimensione. L’ariete è la Pasqua di Resurrezione a cui seguiranno Assunzione e Pentecoste con la discesa della luce in noi. In questo modo lo zodiaco è costituito dai 12 segni della Tradizione che pilotano la manifestazione esteriore e interiore circoscritta a questo universo e altri 4 segni che indicano un nuovo zodiaco, quello oscuro, quello della palingenesi che esce da questo universo. L’iniziato può costruire il proprio universo in altre dimensioni perché non più sottoposto alle Necessità. Il quarto segno (cancro) determina la linea di fuga come indica il suo segno formato da 2 cerchi con le linee tangenti di fuga.

Con lo zodiaco tradizionale tutto è compiuto secondo il lavoro della Natura. Raggiunta la centralità, con l’insorgenza della Stella del Mattino inizia il lavoro dell’Arte entrando nel quadrante oscuro. Inizia il lavoro dell’Adepto in libertà, svincolato dalla legge della Dodecade.
Il numero 16, qui, è la Tetractys al quadrato, rappresenta il numero della perfezione; il 16 è il quadrato del 4, Dio della manifestazione dinamica nella sua possanza. Il 16 diventa le qualità del nome di Dio, secondo il concetto ebraico, gli Enti che permettono l’ascesa.

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