con Giovanna Garbuio e Gianfranco Carpeoro
Kahuna è un termine della lingua hawaiana per indicare un essere umano di elevata conoscenza spirituale, ossia uno sciamano della cultura Huna che trova origine in Polinesia.
Il kahuna è, quindi, colui (o colei) che incarna la maestria e si occupa di trasmettere la conoscenza da bocca a orecchio e tramite l’esperienza pratica, poiché in origine i nativi hawaiani non disponevano di un linguaggio scritto. Sono definiti, per questo, custodi del segreto; detengono la conoscenza ancestrale delle arti segrete di guarigione e riequilibrio armonico delle relazioni.
I kahuna sanno fondere perfettamente tre elementi in- tangibili dell’essere umano: la consapevolezza, l’energia vitale e la materia invisibile. Essi da sempre conoscono le caratteristiche della mente umana, della sua dote trinitaria di essere conscia, subconscia e superconscia con- temporaneamente, definizioni sostituite con i termini della famiglia divina, rispettivamente in madre, bambino e padre. Ognuno dei tre elementi possiede un corpo sottile, il più denso dei quali è quello subconscio, quello nel quale avviene la guarigione istantanea. Per ottenerla, un kahuna de- materializza la zona malata trasformandola in ectoplasma, grazie all’aiuto del superconscio. L’ectoplasma si risolidifica nel campo eterico riportando una guarigione istantanea.
Il superconscio può aumentare la forza di voltaggio dell’energia vitale e incanalarla in direzione della patologia, solitamente attraverso le mani. Con il contatto diretto è possibile trasmettere informazioni di guarigione. La guarigione istantanea avviene nella totale libertà dai sensi di colpa e in piena fiducia.
I kahuna comunicano telepaticamente rilassando e svuotando la mente dalle aspettative.
Tre erano i rimedi principalmente utilizzati dai kahuna:
- – La’au lapa’au, ossia i rimedi erboristici;
- – La’au kahea, ossia i canti di guarigione;
- – Lomilomi: ossia il massaggio.
Quando nessuna delle tre tecniche funzionava, si appellavano al processo di Ho‘oponopono, poiché riconoscevano una disarmonia comunitaria.
Abbiamo detto che kahuna significa custode del segreto, esperto nel proprio ambito. Ka significa luce e huna significa segreto, da qui la definizione di conoscenza segreta, saggezza. Questo essere esperti era riferito a ogni ambito, settore e mestiere, perciò erano guaritori, ma anche agricoltori, medici, architetti, orafi, geologi, educatori, avvocati, scienziati…
Per divenire kahuna era necessario studiare e applicarsi per almeno vent’anni, ogni giorno, dalla mattina alla sera inoltrata. Gli aspiranti venivano selezionati tra le famiglie di sangue nobile, perché ne erano gli eletti e dovevano spiccare in doti di apprendimento. Talvolta accadeva che venissero scelti tra il popolo, ma sempre si rivelavano discendenti di regnanti.
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