con Gianfranco Carpeoro
Chi domina è l’autorità, che possiede l’autòs di chi è dominato. Autòs significa se stesso che, in caso di dominio, enfatizza la mancanza di interazione sociale come individuo. È necessario un cambio di prospettiva, un ribaltamento di paradigma per giungere alla librazione dal dominio. L’uomo libero che ritorna in possesso del proprio autòs, è autorità di se stesso, domina gli impulsi passionali trasmutandoli in virtù e talenti e si mette al servizio dell’umanità. E questo solo un uomo libero può farlo.
Dominare è essere Signore, il Signore di se stessi; è essere Re del proprio Regno. Una frase a me cara è: divieni re e un regno ti verrà dato, ovvero, divieni te stesso e regnerai su di te.
Un uomo libero non è dominabile, un uomo libero pensa fuori dagli schemi paradigmatici creando il nuovo, qualcosa di sconosciuto che necessita di energie d’attenzione per la gestione, intollerabile nel sistema di dominio che dirige quelle energie per reprimere. Un uomo libero si dedica alla bellezza, individuale espressione dell’anima; un uomo libero si dedica al servizio umanitario attraverso l’intensa azione dei talenti; un uomo libero si dedica all’accompagnamento degli schiavi verso la libertà.
Ogni qualvolta le azioni sono mosse dall’allineamento di pensieri ed emozioni sono giuste per quel contesto, poiché esternazione della volontà propria. Quando il verbo che le attiva è di tipo condizionale, allora la volontà non è propria ma di un’autorità esterna. “Avrei dovuto” e “Non avrei dovuto” sono frasi appartenenti a pensieri pensati da terzi e dai quali si è pensati, espressione di dominio esteriore.
La ricerca spasmodica di generare pleonastiche necessità di mancanza è conseguenza di dipendenze continue e legami sottili sempre più forti che permettono un dominio esteriore. È indice di paura, oso pure la parola terrore, del proprio potere inteso all’ottava alta, ossia di quell’illimitata energia che ognuno di noi ha facoltà di rigenerare sempre uguale come prerogativa di essere agente attraverso un campo magnetico toroidale.
Ogni bisogno è percezione di mancanza che spinge a colmarla ricercando il presunto mancato, che è superfluo, una necessità indotta dall’esterno che convince le menti deboli di un autentico aiuto superiore assolutamente indispensabile alla sopravvivenza. È una continua appropriazione indebita di potere per incomprensione di possederlo. Agire togliendo potere agli altri nel tentativo costante di alimentare il proprio bacino energetico è espressione chiara di totale ignoranza di chi si è in realtà.
Il potere è tutt’altro che un insieme di atti di forza (che insito in sé ha il significato di contrastare e che è proprio del dominio) sul mondo essoterico nel tentativo di celare ciò che di irrisolto e cristallizzato vi è nel profondo interiore e con un consumo enorme di energia. Ogni tentativo di supremazia sul mondo esterno è indice di paura. Il coraggio appartiene a quegli uomini pneumatici, che sono al servizio per un’elevazione umanitaria e mai per il suo annientamento essenziale. Non si possiede il palazzo più alto distruggendo quello del vicino; non si diviene ricchi rubando; non si vive se si è parassiti; non si diviene Re per auto proclamazione; non è pneuma ciò che è saldamente legato ai bisogni dell’apparato psico-fisico.
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