CONSIDERAZIONI SULLA REINCARNAZIONE

Con Gianfranco Carpeoro e Michelangelo Al Rajhi

Carpeoro Racconta del 10 marzo 2024

Oggi il titolo mi ha ricordato come parti dell’antichità si rinnovino in questa nostra modernità, come alcuni eventi e situazioni ciclicamente tornino e siano attuali quanto passati. E quest’idea mi ha riportato al concetto di reincarnazione, di cui riporto l’idea di due persone.

Patrice van Eersel

La reincarnazione è un argomento trasversale a tutte le tradizioni, religioni e credenze, presente nelle problematiche etiche, metafisiche e spirituali, sia in quelle orientali che in quelle occidentali. La reincarnazione è un’esperienza che vede punti di vista contradditori: per alcuni la possibilità di risolvere, per altri una maledizione; per alcuni si procede in avanti nell’evoluzione, per altri si può anche retrocedere, per alcuni un modo per non morire mai, per altri un modo per essere schiavi di un processo.

L’induismo ha come base solida la reincarnazione, è uno dei principi più antichi. È una credenza ancestrale resa dinamica da ricordi ricorrenti di vite antecedenti. La legge del karma si manifesta attraverso la reincarnazione.

Yvan Amar

La reincarnazione non è vera, perché la dimensione della nostra essenza sfugge alla dimensione temporale. Ciò che è chiamata reincarnazione è una visione del mondo in blocchi separati dove entità possono abitare un corpo per un’esistenza e un altro corpo per un’altra esistenza e a volte ci si ricorda di queste esistenze. Ma la memoria di un’esistenza, non significa sia stata un’esperienza in corpi diversi. Questa è una memoria nel tempo.

La teoria morfogenetica di Rupert Sheldrake potrebbe spiegare questa memoria. Nello spazio vi è una coscienza alla quale tutti gli individui hanno accesso e, un’informazione data a un gruppo, può espandersi anche ad altri che hanno accesso a quel campo di coscienza. Come questo vale per lo spazio, può valere anche per il tempo. Accedendo a questo punto del campo, ricevendo quelle informazioni, possiamo avere sensazione di aver vissuto quell’esistenza appropriandoci della memoria di quegli eventi.

La teoria della reincanazione, tuttavia, sembra riconoscere una realtà all’esistenza in sé, ma la realtà è interdipendenza di fenomeni. Avvicinarsi alla reincarnazione, da un punto di vista personale, è un recupero da parte del sé sofferente della possibilità di perpetuarsi al di là della morte. Chi aspira al reale non teme la morte, ma un sé sofferente, vuol sfuggire alla morte creando uno stato post mortem. Non vi è paradiso, non vi è un ritorno, ma la realtà di una conoscenza assoluta.

Il riconoscimento di una reincarnazione appartiene a un campo di coscienza limitato dalle misure di tempo e spazio e maya, l’illusione, ha come radice il misurabile e il misurabile è menzogna.

Più incarniamo il reale, meno esiste il sé individuale e una volta che l’ego si dissolve, non c’è altro che si deve incarnare. Quella della morte totale è una liberazione.

#reincarnazione

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