con Gianfranco Carpeoro, Riccardo Masini, Michelangelo Al Rajhi
Introduzione alla puntata di Carpeoro Racconta
Siamo esseri per lo più sempre insoddisfatti, tanto più che quando soddisfiamo un qualche cosa, qualche cos’altro rimane incompleto o fuori dalla nostra sfera di felicità. Accade perché siamo in conflitto con una parte di noi, una parte che difficilmente vuole dire la verità, pur sapendola molto bene. E allora, alimentiamo le insoddisfazioni attraverso meccanismi che sfuggono alla coscienza ordinaria. Più ce la raccontiamo, più conflitti generiamo, a tal punto che possiamo arrivare a far collidere tra loro più conflitti.
Questi conflitti sono le battaglie che ognuno di noi combatte tra il proprio libero arbitrio, i condizionamenti, gli obblighi, le regole e tutto ciò che sembra scontrarsi con la volontà individuale.
Conflitto è una parola che deriva da cum = insieme e flictus = percuotere, ovvero percuotere insieme. Finché continuiamo a far questo con le varie parti di noi, ma i saremo liberi di essere soddisfatti, ovvero sazi di azioni che ci rendono armonia e pace.
Le varie parti di noi che sono in conflitto sono generalmente i tre macro livelli esistenziali, ovvero corpo, emozioni e mente. I conflitti si manifestano quando la nostra mente di superficie pensa una cosa, le nostre emozioni, invece, sentono qualcosa di diverso e le azioni fanno tutt’altro. Ecco, dunque, che giunge cara quella frase famosa ma poco compresa che ci ha fatto conoscere il maestro Battiato, ovvero, che necessitiamo di un centro di gravità permanente, in termini più semplicistici, la cosiddetta centratura interiore. In realtà, interiore o esteriore ha poca importanza, poiché l’una è il riflesso dell’altra, ma oggi va molto di moda parlare solo di interiorità dimenticandosi che interno ed esterno sono le due facce della stessa medaglia: siamo sempre noi, che guardiamo le cose da una prospettiva, oppure da un’altra, i messaggi sono gli stessi.
Se vogliamo diminuire fino a eliminare completamente i nostri conflitti, dobbiamo osservarci con rettitudine, senza dirci bugie, capire cosa davvero vogliamo e agire in quella direzione, che non sempre corrisponde al piacere dei sensi, ma di certo porta alla soddisfazione finale.
