con Dagon Lorai
Dal 14 #Aprile parte il mio corso di Storia Divergente dell’arte #ONLINE per tutti! Non è necessario conoscere l’arte o la sua storia convenzionale, non è importante capire d’arte per partecipare ma se senti che ti manca un tassello nella comprensione della vita, se stai seguendo un percorso di ricerca Antroposofica, se hai cominciato a fare cose per le quali ti servono conoscenze circa le arti visive, se stai facendo un percorso di liberazione dal dogma universitario o vuoi integrare ad esso una serie di informazioni difficilmente ritrovabili nelle collane Mondadori sull’arte moderna, prendi in considerazione l’idea di ISCRIVERTI. Esistono tracciati della storia che rivelano l’evoluzione dell’arte con altre incredibili modalità. Ho meditato a lungo in questi anni sull’arte e oggi, grazie alla Libera Università di Nuova Pedagogia di Adele Caprio, il destino mi concede di riportare a chi ne è interessato il frutto della mia ricerca Scientifico Spirituale circa l’arte che è molto più antica di quel che si dice. Dalle Remotissime civiltà pre diluviane al futuro del gesto artistico passando per l’era del brutto in 10 incontri unici nel genere. In questo percorso didattico, l’arte è specchio e rivelazione quindi tratteremo la sua storia divergendo dal dogma immutabile dei libri: non solo documenta, ma partecipa attivamente alla discesa dello spirito nella materia e alla successiva risalita dell’Io cosciente verso il mondo spirituale. Dall’impulso cosmico pre-individuale fino alle sfide materialistiche dell’arte contemporanea, la storia dell’arte è la biografia dell’anima umana nel suo dialogo con il divino. I tre livelli di profondità della comunicazione artistica nell’uomo: L’immagine è la più superficiale, veloce e feroce, e si rivolge al pensare (testa). La musica è più penetrante e si rivolge al sentire (apparato cardio-respiratorio). La scrittura è profondissima e agisce sul volere (apparato digerente e genitale). Le 4 Arti dell’uomo, i suoi 4 arti fisici e le sue parti: Per comprendere l’evoluzione delle arti nel tempo è essenziale distinguerle, non per classificarle o settorializzarle, ma per trarne il valore pratico nella vita quotidiana. Ogni arte educa un senso fisico a trascendere verso uno metafisico; ogni arte modella una capacità dell’anima e offre, a chi la produce e a chi la fruisce, un veicolo spirituale per attraversare consapevolmente il mondo materiale. Pittura e Scultura: trasformano la percezione della luce, educano l’occhio a vedere oltre l’apparenza cromatica nel caso della pittura e risvegliano il tatto e la densità interiore nel caso della scultura, rendendo visibile il movimento delle forze eteriche nella forma e nello spazio. Per realizzare opere con queste arti servono da uno a due arti superiori del corpo (braccia). Architettura e Musica: entrambe nate dal ritmo e dal numero, traducono l’armonia cosmica in linguaggio sensibile. La musica ne esprime l’aspetto dinamico e temporale, l’architettura quello statico e spaziale. Le proporzioni architettoniche riflettono le scale musicali, rendendo visibile ciò che nel suono è invisibile. Per realizzare opere con queste arti servono da due a quattro arti superiori e inferiori del corpo (braccia e gambe. Danza e Arti Marziali: manifestano la volontà purificata dell’uomo, collegando il corpo fisico al corpo eterico e liberando quello astrale attraverso il gesto pensato che si fa geometria. Per realizzare opere con queste arti servono tutti e quattro gli arti superiori e inferiori del corpo (braccia e gambe). Teatro e Poesia: liberano la forza creativa del Logos, facendo emergere l’essenza spirituale del linguaggio. Per realizzare opere con queste arti servono quattro arti più il busto, il collo e il capo (per espressioni di metacomunicazione del volto). In tutto fanno 4 arti più 3 parti, quindi 7 strumenti; il Teatro e la Poesia sono le forme d’arte più complete. L’architettura, in questa classificazione delle arti, occupa una posizione peculiare: essa è sintesi delle altre e come la pittura, ordina la luce e la scultura ordina le masse, così l’architettura organizza il ritmo dei corpi nel tempo e nello spazio e la musica regola le proporzioni interiori astratte. Le scuole e i teatri progettati secondo principi Antroposofici, sono esempi pratici di questa sintesi: materiali lignei, geometrie non standardizzate, proporzioni che richiamano rapporti musicali, tutto ciò è volto a nutrire il ritmo del respiro umano e a sostenere lo sviluppo integrale dell’allievo. L’architetto che lavora con questa prospettiva è un maestro di forme, chiamato a mettere in rapporto arti, organi e processi interiori.
