GLI ALBERI SACRI: BETULLA, TASSO, QUERCIA, VISCHIO

L’albero è un essere sacro che ci insegna l’amore e ci fornisce aria, una casa, del combustibile, libri. Lo spirito dell’albero ci porta rinnovamento, ispirazione, comunione.

I druidi sono i sapienti degli alberi ed è uno dei motivi per cui i druidi esercitano un grande fascino. Questa loro connessione è potente, tanto che quando immaginiamo un druido è sempre vicino agli alberi. Erano in comunione con la natura, quell’esperienza oggi ricercata da chi vuole apprendere il druidismo.

Gli alberi possiedono la chiave di comprensione di molte cose. I druidi utilizzavano l’Ogham per trasmettere le conoscenze sugli alberi, venticinque segni con un utilizzo simile alle rune ma di origine diversa. Erano incisi su pietre o su legno con una potente espressione simbolica. Reso alfabeto, ogni simbolo corrisponde a una lettera che è l’iniziale dell’albero a cui è associata, quindi, la B è Beith, la L è Luis, e così via.

Si considera anche l’attribuzione di un albero per ogni mese dell’anno, ma non c’è certezza che per i druidi fosse così, non si sa se l’alfabeto fosse anche utilizzato come calendario attribuendo un albero a ogni mese lunare come ci dice Robert Graves.

L’Ogham può essere paragonato alla Cabala, ovvero, quest’ultima utilizza un glifo che chiama albero, mentre i druidi utilizzano un Bosco Sacro; raffigurandosi con chiarezza il bosco nella mente, è possibile associare ad alberi e piante numeri, dèi, animali, uccelli, colori, minerali, stelle, principi divini, principi umani, in questo modo il druido riesce a mantenere più informazioni rispetto a imparare lunghe liste. Questo modo di operare era anche degli antichi Greci che, con il teatro, potevano immaginarlo e associare a ogni parte un elemento da memorizzare. Tutte le associazioni, poi, iniziano a interagire nel druido e a fecondarsi a vicenda, anche durante il sonno. Tutti i dati iniziano a comunicare tra loro creando la foresta personale del druido. Quando nella mente si edifica il bosco, si attiva una struttura attiva nel conscio e nel superconscio fungendo da ponte tra le due parti. Si producono, a livello cerebrale, maggiori connessioni neurali tramite i dendriti, chiamate così dal greco che significa simile a un albero. Si parla anche di corteccia cerebrale.

Tutti gli alberi e le piante, per i druidi, sono sacri, ma venticinque di essi godono, diciamo così, di un privilegio, essendo associati a un segno della scrittura oghamica, a una lettera dell’alfabeto e a un particolare periodo dell’anno. Non tutti gli autori concordano con le associazioni, considerando che nessuna lista è inconfutabile, soprattutto, le discordanze riguardano l’associazione con i periodi dell’anno. È fondamentale un approccio personale al rapporto con gli alberi e ai loro spiriti, senza farsi impressionare dalle idee altrui, considerando che non ci sono fonti scritte in merito. È lavorando con gli alberi che poi possiamo comprendere ciò che affermano i vari autori.

Andiamo ad analizzare i tre alberi che corrispondono alle tre figure druidiche: betulla, tasso e quercia, alle quali aggiungiamo la pianta sacra per eccellenza per i druidi, il vischio.

Beith: la Betulla

Beith è l’albero dei Bardi ed è il primo albero dell’Ogham, è il numero 1. La betulla è il primo albero che si pianta in un terreno vergine per generare un bosco. È l’albero pioniere, quello che aiuta a far nascere il bosco, per questo è anche l’albero della nascita; i Bardi sono il primo livello del percorso druidico, perciò, la betulla è il loro albero. Anche in fase divinatoria, la betulla rappresenta un nuovo inizio. È anche il simbolo della purificazione, ovvero l’eliminazione del vecchio per far posto al nuovo; verghe di betulla sono utilizzate per stimolare la purificazione con la sauna, venivano usate per purificare i malfattori dalle loro azioni, per scacciare gli spiriti malvagi dei posseduti, per scacciare gli spiriti del vecchio anno.

Il biancore del tronco ci dona guida e orientamento nella foresta e nei momenti oscuri del nostro cammino, infatti, la parola deriva da un termine antico che sta per chiara, risplendente.

Graves pone la betulla nel mese che va dal 24 dicembre al 20 di gennaio indicando la nuova nascita del sole col solstizio invernale, è il primo mese nel rapporto Terra e Sole; i Murray lo collocano a Samhain con l’inizio dell’anno celtico dopo i tre giorni di Assenza-di-tempo.

Anche altre tradizioni ci indicano il valore di origine della betulla. È stata il primo albero a nascere dopo l’ultima glaciazione nel nord Europa, condivide con il Frassino l’axis mundi, l’albero cosmico che unisce il mondo infero con il cuore della Terra e il Cielo; lo sciamano degli Eschimesi siberiani sale sulla betulla facendo nove giri del tronco nelle iniziazioni, mentre alcuni sciamani asiatici nel incidono nove tacche a rappresentare i nove livelli di ascensione al cielo; insomma, la betulla diviene una scala per il cielo.

L’albero di betulla era anche utilizzata per l’albero di Calendimaggio e per accendere il fuoco di Beltane, ma anche per le culle dei nuovi nati tenendo lontano il male.

Idad: il Tasso

È l’albero degli Ovati. È l’albero associato alla morte e si trova nei cimiteri della Gran Bretagna; i suoi aghi sono un veleno mortale. Taxus, la parola latina per questo sempreverde significa tossico. La betulla ci ha fatto nascere al grado di Bardo, mentre il passaggio a Ovate con il tasso è una morte iniziatica, un distacco per accedere a un altro livello; è l’albero, dunque, non solo della morte, ma anche della rinascita, divenendo l’albero dell’eternità. È anch’esso un albero eterno, per la concezione temporale umana, poiché può vivere anche per millenni. Nel grado di Bardo si lavora nello spazio e nel tempo, mentre con l’Ovate si entra nell’Assenza-di-tempo.

È l’albero dell’eternità perché i suoi rami crescono fino al suolo generando nuovi ceppi che avranno vita indipendente. Quando un tronco muore, al suo interno ne cresce un altro impedendo di distinguere tra questo e quello di origine. Il tasso è autotrasformazione, rinnovamento, rinascita: ci dice che da maturi possiamo essere giovani e che da giovani si può essere maturi. Graves colloca il tasso all’ultimo giorno dell’anno alla vigilia di Yule, i Murray al 31 ottobre ultimo giorno dell’anno celtico, Naddair, invece, al centro del periodo invernale.

In divinazione, il tasso indica che abbiamo bisogno di un momento di morte e rinascita. Nella celebrazione di Samhain veniva distribuito un rametto di tasso a indicare la comunione con chi è nell’Altromondo e la necessità di un legame con il riposo e l’Assenza-di-tempo.

Duir: la Quercia

È l’albero dei druidi, l’iniziazione al cerchio più interno. La parola Dru che significa quercia ci riporta alla sapienza di questo albero. Ma la quercia è anche l’albero della tradizione, è il re o la regina della foresta. Le querce vengono colpite dai fulmini significando che attraggono l’energia, l’ispirazione celeste del dio del Tuono Taran. Il druido, che ha la conoscenza della quercia, ha la conoscenza dei quattro elementi attraendo a sé la saetta dell’illuminazione che deriva dal mondo superiore.

La quercia è anche un portale perché duir in gaelico significa anche solidità e protezione e diventa door in inglese. È la porta che introduce agli altri mondi. Come possiamo comprendere, gran parte del simbolismo druidico ruota attorno ai concetti di entrata, passaggio e porta, spiegando la costruzione dei trilithon come Stonehenge. Il concetto di portale è chiaro all’iniziato che attraversa lo spazio tra due alberi o pietre che lo conducono ad altri stati di coscienza, ad altri stati dell’essere. Nelle poesie di Taliesin troviamo la porta di quercia segreta. La quercia è anche continuità della tradizione, solidità e protezione, forza e resistenza. Può vivere centinaia di anni ed era spesso messa al centro del villaggio divenendo il punto in cui le persone si radunavano.

La tradizione ci dice che il Re Quercia governava la metà crescente dell’anno, da Yule a Litha, quando combatteva col Re Agrifoglio che prendeva la supremazia nella metà decrescente dell’anno, da Litha a Yule.

I falò di Litha erano di legno di quercia e Graves colloca la quercia in questo momento dell’anno quando fiorisce ed è il mese governato da Giove che è il dio delle querce. Come Giano, anche la quercia guarda indietro nel periodo appena trascorso e avanti verso il futuro.

I Murray pongono anch’essi la quercia al centro dell’anno, ma iniziando l’anno a novembre e non a dicembre, il suo mese è a maggio. Maggio e la festività di Beltane sono collegati al dio Dagda che aveva la quercia come albero; mescolava un calderone della ricchezza, che diverrà poi il Graal, con un cucchiaio di legno talmente grande da contenere un uomo e una donna accoppiati come simbolo di fertilità che è, appunto, a Beltane con la fioritura della Madre Terra.

Il vischio

Vischio e quercia sono una memoria tramandata che è associata ai druidi. Questo anche per come la descrive Plinio nel suo libro Storia naturale. Il vischio è una pianta sacra per i druidi, purché cresca su un albero di quercia. In realtà, tutto ciò che cresce sulla quercia è sacro perché inviato dal divino. Il vischio, per i druidi, è la pianta curativa per eccellenza dandone un nome che significa Cura-Tutto.

La raccolta del vischio avviene tramite un rituale nel quale si sacrificano due tori bianchi e il druido vestito di bianco sale sulla quercia e lo raccoglie con un falcetto d’oro mettendolo in un telo bianco. È considerato un rimedio contro tutti i veleni e sembra che possa rendere la fertilità agli animali sterili. Questo è ciò che ci dice Plinio.

L’unione del vischio con la quercia era profondamente simbolica. Il vischio era simbolo dello sperma per via del colore e del succo delle bacche. Nato senza aver toccato la terra, era il germe in potenza, lo stato potenziale in attesa del concepimento, la scintilla divina perché era in aria. Con il rito di recisione a Yule, il druido inscenava il processo di incarnazione, fecondazione e concepimento. Il vischio in alto è ancora sull’Albero del Mondo come germe; quando viene reciso dal druido col falcetto d’oro diviene l’unione di sole e luna, della potenza maschile e di quella femminile. Questa unione, questa scintilla divina viene portata giù nel corpo, nella vita terrena scendendo dall’albero; ciò avveniva a Yule quando il sole si reincarna.

Il vischio è l’ingresso nel tempo, la quercia è l’eternità della tradizione; insieme sono forma e assenza di forma, tempo e assenza di tempo. Nella cerimonia di Alban Arthuan, il vischio dell’altare viene distribuito ai presenti come simbolo e talismano per i tempi futuri.

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