Il cerchio è un simbolo fondamentale dei druidi; è la concezione della vita degli uomini e della natura e il loro rapporto. È anche la ruota delle celebrazioni che determinano i cambiamenti e la crescita. Il simbolo del cerchio è divenuto la concreta espressione nei circoli di pietre.
Molti sono gli spiriti conosciuti e riconosciuti dai druidi, come gli spiriti degli alberi, degli animali, degli elementi, gli dèi e le dee… Dio era in tutto, si manifestava diversamente.
Nuinn nel suo testo The book of Druidry ci dice:
Dagli alberi Teut fa uscire molti splendidi spiriti con poteri taumaturgici, catartici e profilattici, il cui capo è Esus. Nelle pietre Teut scrive i documenti e infonde i messaggio dei mondi superni.
Teut era un dio da loro venerato, mentre Esus era uno spirito. Il simbolo supremo del dono divino erano gli alberi poiché ci danno cibo, aria da respirare, legno per le case, i mobili e per riscaldarci. Lo spirito del sacrificio degli alberi era Esus, detto anche Hu-Hésus. Qualche secolo più tardi, Un uomo di nome Gesù, Iesus, fece un atto di supremo sacrificio facendosi crocifiggere su due tavole di legno. I druidi dissero: “Conosciamo già queste cose”.
Andiamo a raccontare degli spiriti che attraversano la nostra vita come responsabilità diretta.
Innanzitutto, gli antenati di cui i celti avevano un grande culto. Oggi si venerano i morti, quindi, i nostri antenati più vicini, oppure a volte ci interessiamo dell’albero genealogico più per curiosità, ma non ci interessiamo degli antenati da un punto di vista dell’essenza dell’anima. I druidi sapevano che, entrando in connessione con gli antenati, potevano attingere a sapienze ed esperienze che si accrescevano nel tempo. L’Altromondo non era un luogo di morte e ombroso, bensì un regno di saggezza cui poteva accedere e attingere chi sapeva viaggiare tra i mondi o ricevere visite da questo mondo. I tumuli sepolcrali erano generalmente costruiti vicino ai circoli sacri cultuali.
Nonostante a livello mentale oggi molti si convincono che dopo la morte fisica c’è qualcosa, in realtà nel loro profondo non lo comprendono pensando che invece tutto finisca. Lo dimostra il terrore diffuso della morte e la ricerca della longevità a tutti i costi. In realtà seppellendo non stiamo eliminando nulla, stiamo semplicemente dando modo a ciò che è stato sepolto di riorganizzarsi diversamente, esistendo su altri livelli.
Il druidismo insegna non a ricercare la comunicazione con i morti tramite pratiche di medianità, quanto a conoscerli come fonte di un senso di comunione con il mondo e la vita in genere. Concentrandosi sulla conoscenza solo della propria generazione tralasciando gli ascendenti, si genera un’alienazione e una mancanza di punti di riferimento. La connessione con gli antenati ci consente di comprendere la continuità della vita traendone forza e nutrimento.
Nel cerchio di pietre rituale, il posto degli antenati è a nord-ovest, a Samhain, il punto del tramonto del Sole di Mezza Estate. Lo Spirito degli antenati ci mette in contatto con chi siamo come esseri genetici essendo un anello di una lunga catena.
L’influenza genetica è un grande risorsa come lo è la cultura e l’ambiente in cui siamo cresciuti e immersi attualmente. Il druidismo si occupa dell’uomo e di tutto ciò che lo relaziona con il mondo e la cultura è un elemento fondamentale per l’essere uomo. Era lo spirito della tribù a portare alto il retaggio culturale del popolo. Il druidismo ci dice che siamo un unico popolo su tutta la terra, ma che abbiamo le nostre individualità.
Nel cerchio, lo spirito del clan è messo tra Lughnasad e Imbolc, la famiglia e il bambino. Il bambino è a Imbolc e seminato a Yule, quando nasce, dallo spirito degli antenati, che è a Samhain, è riccamente influenzato dalla famiglia nel suo primo percorso di vita, quindi antenati e clan, genetica e cultura.
Anche le nostre vite passate hanno un influsso fondamentale nella nostra vita. I druidi credevano nella reincarnazione. Questo è lo Spirito del viaggio, è l’essenza dell’anima. Questo spirito viaggia da una vita all’altra portando la saggezza, le conoscenze e l’esperienza di ogni vita. Spesso è confinato nell’inconscio individuale. Si spiegano così le capacità di superare ostacoli di origine genetica o ambientale. Lo Spirito del viaggio può darci consigli e guidarci quando stabiliamo con lui un contatto. È un lavoro molto delicato poiché questo spirito porta anche il karma personale, come lo Spirito degli antenati porta il karma della stirpe. Questo Spirito si colloca al centro del cerchio, poiché è sempre lo stesso, mentre quello della stirpe e quello ambientale cambia perché rinasciamo in famiglie e luoghi diversi.
Un altro spirito che influenza chi siamo è quello del luogo in cui nasciamo e viviamo: è lo Spirito del luogo. Per i druidi tutta la Terra è sacra con alcuni punti particolarmente connessi alla potenza divina. Il paesaggio era un tempio vivente, cosicché le cerimonie erano tenute non in case costruite dall’uomo ma nel tempio della natura a cielo aperto. I luoghi divini erano resi sacri con circoli di pietre, viali alberati, boschi sacri, monumenti e riti. Lo Spirito del luogo ci influenza in modo profondo. Quando sentiamo che il luogo in cui viviamo o lavoriamo non è sintonizzato con noi, possiamo chiedere allo Spirito del luogo di guidarci, anche per collocare mobili nella casa e nel luogo lavorativo. Ogni luogo ha il suo spirito ed è così importante che l’astrologia lo considera un punto fondamentale: l’oroscopo è determinato dal tempo e luogo di nascita, configurando le energie astrali in modo diverso.
Ogni cerchio sacro ha il suo spirito del luogo che contribuisce a nutrire la consapevolezza della celebrazione. Anche i rabdomanti lavorano con lo Spirito del luogo. Le visite a determinati luoghi rendono omaggio allo spirito di quel luogo. Nel druidismo si rende omaggio a pozzi sacri, corsi d’acqua, colline, montagne, circoli di pietra, luoghi sepolcrali, alberi, radure e foreste.
Lo Spirito del luogo è lo spazio e include tutto lo spazio dell’Universo. Il senso dello spazio è collocato nella linea est-ovest; l’est sono le terre da cui veniamo, l’ovest dove siamo diretti.
Infine, abbiamo lo Spirito del tempo. I tempi in cui viviamo influenzano marcatamente il nostro essere. Per i druidi il tempo era importantissimo, considerato che i circoli di pietra erano orientati con l’alba e il tramonto del Sole nei giorni di Mezza Estate e di Mezz’Inverno; alcuni fungevano da vero e proprio calendario riuscendo a predire le eclissi di Sole e Luna. Un compito dei druidi era proprio quello di stabilire il momento di ogni festività, della semina, del raccolto, delle eclissi e delle fasi della Luna.
Una testimonianza è data dal calendario di Coligny che computava l’inizio del mese con la luna piena, considerato che era ben visibile in cielo. Partendo da ottobre-novembre, i nomi dei mesi erano: Caduta dei semi, le più Oscure Profondità, Tempo del Freddo, Tempo dello Stare a Casa, Tempo del Ghiaccio, Tempo dei Venti, Spettacolo dei Germogli, Tempo della Luminosità, Tempo dei Cavalli, Tempo delle Pretese, Tempo degli Arbitrati, Tempo dei Canti.
Ogni festività è connessa all’energia della natura di quel momento, quando è alla massima espressione. Operando con le otto date si rende onore a queste energie e le si interiorizza mantenendo una connessione con i cicli naturali. Operare col tempo permette non solo di conoscerlo, ma di giungere a trascenderlo, a viaggiare in esso e attraverso di esso, agendo con la divinazione e la profezia perché il tempo diviene chiaro.
Spesso lottiamo con il tempo per fare le cose, allora, diventare amici con lo Spirito del tempo ci aiuta a risolvere questi momenti, ma per farlo è necessario dedicargli giornalmente, settimanalmente, qualche momento a contatto con la natura per entrare nell’Assenza di Tempo e nel Nulla.
Nel cerchio sacro, il tempo è la linea dei solstizi che si interseca al centro con quella degli equinozi che sono il luogo; qui, in questo intersecarsi, si esprime l’infinito e l’eterno, ovvero assenza di spazio e di tempo.
E così i druidi ci insegnano che siamo influenzati da questi cinque spiriti e possiamo divenire sempre più sensibili alla loro influenza per stabilire che la nostra vita è qualcosa di interiore che si manifesta all’esterno. Con questi flussi energetici possiamo gestire ogni momento della nostra vita. Con le celebrazioni ci propiziamo queste forze, ma contemporaneamente ci sintonizziamo con esse acquisendo la loro potenza e saggezza. Le celebrazioni dei druidi non sono pagamenti per ottenere qualcosa, bensì atti di gratitudine e rispetto riconoscendone la forza e rendendo onore agli spiriti.
Tutti dunque, siamo nutriti dalle Ricchezze del Luogo, dalle Ricchezze del Tempo, dai Tesori della Tribù, dai Tesori degli Antenati e dalla Gioia del Viaggio.
