Nonostante l’espandersi di Roma, le pratiche druidiche continuarono anche dopo il V secolo dell’era comune, nonostante non se ne abbiano notizia, ma lo sappiamo perché la sapienza degli uomini-quercia divenne una tradizione tramandata a pochi, non scomparve ma rimase celata e viva nei secoli, ritornando nel XVIII secolo. È possibile conoscere questo grazie ai Bardi che furono ammessi nei monasteri cristiani, informazione confermata anche da storici scettici come Stuart Piggott che ammise l’esistenza di Bardi nel Galles nel 1792. Le loro scuole continuarono in Scozia fino al XVIII secolo e in Irlanda fino al XVII, un’impressionante continuità di tradizione, di sopravvivenza del druidismo.
Guarda il video cliccando qui.
All’interno dell’Ordine venivano tramandate una serie di visioni storiche suggestive, anche se non supportate da fonti storiche. Dove è sorta l’Università di Oxford c’era un gruppo di druidi dedito all’alchimia, nel 1200 un frate francescano fece risorgere in Inghilterra alcune forme di druidismo e a Oxford si formò il Mount Haemus Grove come luogo di incontro di druidi provenienti da luoghi anche lontani.
Il druidismo ha continuato a essere praticato in questo modo dopo il 1717 con ogni capo dell’Ordine che provvedeva a radunare persone che altrimenti avrebbero praticato solamente per proprio conto e in silenzio. Mount Haemus era il nome di una catena dei Balcani bulgara dove i Celti erano presenti insieme ai loro siti megalitici. La sopravvivenza del druidismo fu anche ad opera di tutti coloro che sentivano allontanarsi la spiritualità da una Chiesa Romana sempre più politicizzata, da coloro che si sentivano vicini alla Terra e distanti dal potere temporale. Si tornava alla vecchia religione, ai culti pagani, che potevano essere druidismo o wicca, ma di certo non era la nuova religione. Tutto questo sopravviveva sia a livello di tradizione popolare, sia in forma più consapevole nelle congreghe dei boschi. La tradizione ci aiuta a comprendere e mantenere una serie di abitudini, usanze e credenze dei periodi pre e post celebrazioni delle festività.
C’è chi sostiene di essere discendente dei sacerdoti della Chiesa di Culdee che è tra le prime chiese organizzate in Gran Bretagna e che era a stretto contatto con il druidismo. Molte sono le prove di usanze tramandate, nelle Isole come nella terraferma.
Tutti portiamo un’eredità materiale, che è quella genetica, e un’eredità spirituale, che è immateriale che sono il frutto delle nostre precedenti vite ed esperienze. Lo stesso accade per il druidismo che, se dovessero scomparire tutti coloro che lo praticano e tutte le fonti a disposizione, ritornerebbe in qualche luogo o tempo; ciò sfugge a tutti gli storici materialisti, perché a loro manca sempre una parte fondamentale di una tradizione. Esistono anche fenomeni fisici e psichici come la risonanza morfica e l’inconscio collettivo. Questo ci dice che il druidismo non è sparito con l’avvento di Sacra Romana Chiesa in tutta Europa, perché esso con i druidi e le loro pratiche è molto di più di qualcosa di solo materiale. Maestri druidi giungono sovente da altri piani per trasmettere conoscenze di pratiche e riti anche a persone che di druidismo non hanno contezza. È ciò che è accaduto anche a ogni Maestro dell’Ordine che ha arricchito le conoscenze apportando materiale da altri piani e da contatti interiori, da fonti metafisiche.
L’antico druidismo e il suo recente passato sono legati da un filo invisibile. Innanzitutto, dunque, vi è la conservazione delle conoscenze bardiche di Galles, Scozia e Irlanda; la tradizione ci dice che alcuni personaggi hanno radunato gruppi attorno a sé e alcune famiglie hanno tramandato alle generazioni successive le pratiche e le conoscenze; la sopravvivenza di molti usi e costumi nelle tradizioni popolari; la pratica della vecchia religione in Francia e Gran Bretagna mentre il cristianesimo si alleava con le aristocrazie del potere perdendo sempre più la parte spirituale; alcune comunità rurali isolate si sono tramandate fino ad oggi le tradizioni degli antichi culti.
Inoltre, dal punto di vista immateriale, alcuni individui hanno incanalato interiormente la sapienza e la conoscenza dei druidi.
Alla luce di tutto questo, un’attenzione va posta nel cosiddetto periodo della rinascita che ha inizio nel Rinascimento con la stampa e la diffusione dei testi classici che parlavano dei druidi.
In questo periodo, inglesi, francesi e tedeschi iniziarono a voler conoscere di più dei loro progenitori e la scoperta del Nuovo Mondo li mise di fronte a popolazioni con stili di vita molto simili ai loro antenati. C’era chi vedeva sia i druidi, sia gli indiani d’America come violenti e brutali, chi come amorevoli e dediti a costumi dell’età dell’oro; potevano essere visti come crudeli e dediti a sacrifici umani, oppure saggi e sapienti alla stregua di Greci e Brahmani. Anche oggi le persone si dividono in questi macrogruppi perché gli autori classici ne parlano in entrambi i termini.
Le fonti esoteriche ci dicono che sia i druidi che gli indiani d’America hanno l’origine comune in Atlantide. La rinascita dell’interesse di queste tradizioni antiche avviene in momenti contemporanei, difficile da spiegare razionalmente.
Nel XVI e XVII secolo vi è una spinta a rendere più nobile la stirpe dei druidi, sia in Francia e Germania, sia poi in Gran Bretagna attraverso le opere di autori che scrivevano di essi. Fu con Aubrey che ci si rese conto che i megaliti di Avebury e Stonehenge non erano di epoca romana, o addirittura successiva, ma molto più antichi, scoprendoli essere centri cerimoniali e riportò questi suoi resoconti nel libro Monumenta Britannica che stabilisce un legame tra druidi e Stonehenge.
Si può considerare Aubrey il fondatore del nuovo movimento druidico. L’Ordine individua in lui colui che sapeva tutto del Mount Haemus Grove del 1245 e di un Grove più antico a Oxford. Fu lui a riportare in vita il Mount Haemus Grove, anche se non ci sono prove storiche.
Nel 1717 a Covent Grden, alla Taverna del Melo si tenne un raduno di circoli druidici e dei bardi provenienti da Londra, York, Oxford, dal Galles, dalla Scozia, dall’Irlanda, dall’Isola di Man, dalla Bretagna, dalla Cornovaglia, da Anglesey, e formarono il Mother Grove, in gaelico è An Tigh Geatha Gairdechas che significa il boschetto della guardiola. Si fondò così il moderno Ordine druidico con, sembra, John Toland eletto capo. L’inaugurazione fu a Mabon a Primrose Hill. A John Toland sembra che poi succedettero William Stukeley, David Samwell ufficiale di marna di Cook, William Blake che rifiutò di prestare giuramento di fronte alla Corte d’Assise perché druido, Godfrey Higgins, Gerald Massey, George Watson MacGregor-Reid e Ross Nichols che fondò l’OBOD e autore di The Book of Druidry. Non di tutti si ha certezza del loro ruolo di capo dell’Ordine.
Questi personaggi facevano capo al druidismo inglese, mentre il gallese vide Iolo Morganwg creò elementi dei bardi di tradizione gallese; i suoi scritti e cerimonie sono derivati dall’influsso del dio Lugh, o Mercurio, dio della comunicazione che oggi si chiama channelling.
