L’IMPORTANZA DEL DRUIDISMO E L’ORIGINE DELLA PAROLA DRUIDO

John Michell nel suo libro Stonehenge auspica un recupero dello spirito originario dei druidi come unico modo per salvare il pianeta, poiché i druidi riconoscevano la santità del mondo vivente e di tutte le sue creature.

È opinione comune che dei druidi non si sappia molto, poche righe scritte dai colti dell’antichità sarebbe tutto quello che è disponibile di questo sapere potente. È davvero così? In realtà, molto abbiamo dei druidi e del loro culto.

https://youtu.be/Z6kqHPJLy7s

Ci dice Philip Carr-Gomm nel suo libro Riti e misteri dei druidi che il principe Filippo affermò in un convegno sulle religioni a Washington nel 1990: “È oggi evidente che il pragmatismo ecologico delle religioni cosiddette pagane… in termini di etica della conservazione era assai più realistico che non le più astratte filosofie monoteistiche delle religioni rivelate”, (discorso alla North American Conference on Religion and Ecology di Washington del 18 maggio 1990).

Tornare ai culti cosiddetti pagani significa mettersi in contatto con la natura come spirito vivente; la spiritualità deve tornare a unirsi alla Terra. La vita per i druidi era intrisa della sapienza di chi ci ha preceduto.

Ma cosa significano le parole druido e druidessa? Da dove hanno origine? Scoprendolo, comprendiamo perché i druidi erano tenuti in grande considerazione da tutti i clan di derivazione celtica. Poi, andremo a rivelare, anche, il significato della parola celti.

La natura dei celti è molto dinamica e ingloba gli influssi dell’ambiente e di ciò con cui entra in relazione. Anche la parola druido ha un’etimologia incerta proprio per questo motivo. La parola appare nei testi classici solamente al plurale: druid in irlandese che è il plurale di drui, druides o druidae in latino, druidai in greco. Innanzitutto, sembra che la parola abbia una derivazione da quercia, dr-dr, alla quale viene aggiunta la radice indoeuropea wid che significa sapere; druido, allora, significa colui che ha il sapere della quercia, il saggio della quercia.

La parola quercia la ritroviamo molto simile in diverse lingue: daur in irlandese dal cui drui, ovvero druido; in gallico è dervo; in greco è drus; in gallese è derw da cui derwydd, druido. La quercia è l’albero che li rappresenta tutti essendo uno dei membri più antichi della foresta, uno dei più imponenti e riveriti. Secondo ricerche più recenti, sembra che la quercia sia l’albero che governa la foresta. Ciò significa che, chi possiede la sapienza della quercia, possiede il sapere di tutti gli alberi.

In irlandese, troviamo la parola fid per alberi e fios per conoscenza; in gallese gwidd per alberi e gwiddon per conoscitore. Insomma, il druido è colui che ha la conoscenza degli alberi, il saggio dei boschi.

Ci sono anche altri termini che riconducono a druido, come per esempio il draoi in gaelico che significa mago, il dryad in greco che significa driade, ovvero la ninfa degli alberi o dei boschi, infine, druaight in manx che significa incantesimo. Manx è l’antica lingua celtica degli abitanti dell’Isola di Man. Sono parole di cui non possediamo certezza che siano collegate ai druidi, ma ci indicano delle associazioni di idee come conoscitore degli spiriti degli alberi o conoscitore della magia o ancora conoscitore degli incantesimi, tutte caratteristiche appartenute ai druidi.

La parola druido è talmente affascinante che tocca gli archetipi che dimorano nel nostro profondo. Con questa parola, oggi, si intendono sia gli esponenti di sesso maschile che femminile; mentre druido è l’uomo-quercia, la ban-drui è la donna uomo-quercia. Nella società celtica non c’era né una condizione patriarcale, né matriarcale, vi era equilibrio, entrambi i sessi avevano pari dignità e diritti; le donne potevano scegliersi il marito, chiedere il divorzio, possedere eredità in proprietà, potevano scegliere di combattere e di diventare capi militari, proprio come Boudicca. Per quanto riguarda le ban-drui, ricordiamo il mito di Avalon dove erano le sacerdotesse della Dea a istruire e a governare la stessa isola.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *