con Gianfranco Carpeoro
Le ombre sono il testimone della presenza della luce. Questa frase ci apre a innumerevoli argomenti. La luce naturale sul pianeta Terra è generata dalla nostra stella, il sole. La luce è manifestazione del divino considerando che l’illuminazione naturale dona salute fisica, mentale e spirituale.
Il sole e la sua luce sono la maggior risorsa di cibo e benessere, la più potente in assoluto. È gratis, pulita, indispensabile e sempre meno sfruttata. Il dottor Finsen, ma anche altri, debellava molte malattie semplicemente con i bagni di sole. In realtà, però, il sole non cura, ma è la sua mancanza che genera malattia.
Sappiamo come fin dall’antichità il sole sia stata, insieme alla Terra, la divinità più adorata e riconosciuta. Il suo ciclo giornaliero ci indica la nascita a est e la morte a ovest, con i due momenti intermedi di massimo splendore e di ristrutturazione. È fecondità, abbondanza, guarigione, crescita e primaria fonte di vita insieme a acqua, respiro e terra.
Tra le varie divinità solari c’è Lugh, il dio celtico, un dio dotato di tanti talenti e figlio di due madri, ovvero quella naturale e quella adottiva. Alla madre egli dedica la festa del raccolto che è Lughnasad, che si celebra tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. È la festa del grande raccolto, quello che permetterà di nutrirsi durante l’inverno. A litha, il solstizio d’estate, abbiamo raccolto le erbe e le piante che ci permettono di curarci e mantenerci in salute, ora, c’è il grande raccolto della nutrizione annuale che si concluderà a Mabon col secondo raccolto.
È il momento dei cereali, del grano, dell’orzo e dell’avena, ma non solo. Il grano è il cereale del sole ed è curioso come, secondo gli esperimenti dell’ingegnere Simoneton, sia l’unico alimento delle nostre zone che, una volta cotto, aumenta il suo magnetismo, ovvero il suo valore nutrizionale purché mantenuto in chicco e non in farina. L’altro alimento è quello che dava grande nutrimento in Sudamerica e che è la patata.
La luna di questo momento è detta luna del grano o dell’orzo, a rendere grazie a queste energie potenti. Lughnasad è proprio la festa della gratitudine per tutto ciò che abbiamo ricevuto, ma io mi sento di dire anche di ciò che non abbiamo ricevuto, perché forse non era adatto a noi. È una gratitudine profonda per il raccolto, non solo dei campi ma anche di ogni lavoro che svolgiamo, per i successi ottenuti e, soprattutto, la gratitudine della vita perché la Madre ci ha generato.
Perché la festa è dedicata alla Madre? Perché lei, sacrificandosi ci permette la vita. Madre Terra si sacrifica nella sua lavorazione, dissodandola, rendendola fertile, permettendo quell’arte agricola che sfama ogni persona nel mondo. È l’amore più vero e profondo che esista: il sacrificio per una nuova vita. L’attenzione va tutta nella raccolta, sia essa di tipo materiale o di tipo spirituale.
È il periodo delle ferie perché, dopo aver raccolto è bene dedicarsi a momenti di gioia, di condivisione e riposo.
