LA LETTERA H

con Gianfranco Carpeoro

La lettera H è una lettera particolarmente affascinante nella sua funzionalità quanto nel suo simbolismo. È una lettera muta, ma determina anche il cambiamento di pronuncia di alcune consonanti, perciò, nel suo silenzio genera mutamento e ci insegna che per cambiare non dobbiamo parlare ma fare.

È l’ottava lettera del nostro alfabeto e l’otto ci dice che o si cambia o tutto si ripete, tornando al suo ruolo di lettera che introduce un cambiamento.

È formata da due linee verticali che indicano i due principi maschile e femminile che scendono dal piano divino al piano umano e sono attivi, e da una linea orizzontale che li unisce, come elemento passivo. Questa unione avviene nel centro delle due linee verticali, il cuore, i norreni lo chiamerebbero hugr. Ci indica che nella manifestazione è fondamentale il sentire.

Nell’alfabeto ebraico rappresenta la quinta lettera, Hei, con valore numerico cinque, ed è la lettera che genera la metà del Tetragrammaton apparendo ben due volte su quattro simboli che lo compongono. Il suo significato è finestra e ce lo indica la sua grafia. In ebraico la lettera ha una sua vocalizzazione.

Nel Futhark, l’alfabeto che utilizza segni simili alle rune, è Hagal che è il chicco di grandine che può provocare danni ma, essendo acqua, anche generare la vita quando prende lo stato liquido.

Nella tabella degli elementi, la lettera H rappresenta l’idrogeno di peso atomico 1, che è diventato il primo elemento dopo che il newtonium di peso atomico 0, così chiamava l’etere Mendeleev, venne rimosso dalla stessa tabella.

Primo elemento, peso 1, a indicare che è dall’uno che si manifestano tutti gli altri numeri. È dall’idrogeno che ha origine l’acqua, elemento primordiale dal quale la vita deriva, infatti, nel suo nome c’è l’elemento acqua.

È incolore, inodore, insapore ed è altamente infiammabile, perciò, ci dice occhio a chi o cosa rimane silente nei sensi esteriori perché potrebbe generare un grande fuoco, generativo, distruttivo o di trasformazione. Sta a noi decidere come utilizzarlo, ma ci rivela di utilizzarlo sempre con cautela.

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