con Gianfranco Carpeoro
Nel momento dell’incarnazione attraverso il parto, ossia, quando l’anima umana entra nel corpo, iniziamo un viaggio per imparare a essere noi stessi e non ciò che altri vogliono che noi siamo. Imparare ad essere se stessi significa, innanzitutto, comprendere e accettare la ferita perché ci indicherà la via del nostro scopo e della missione di vita.
Cosa sono le ferite emozionali o emotive?
Le ferite emozionali sono lacerazioni, ossia divisioni che avvengono a livello emotivo quando l’anima si incarna in un corpo. Scopo dell’essere umano è la loro trasmutazione. Attenzione, trasmutazione, non trasformazione. Trasformare è una mutazione nella forma, ma la sostanza è la stessa; trasmutazione è una modifica nella sostanza indipendentemente da una mutazione di forma.
Le ferite emozionali, una volta trasmutate, diventano talenti, che sono molto più di semplici capacità o abilità. I talenti sono concetti di equilibrio della macchina biologica e di tutti i corpi sottili.
Le ferite emotive sono la conseguenza del contatto tra la parte fisica e l’anima. L’anima, entrando in un corpo per poter svolgere la propria funzione, deve sottostare alle leggi fisiche, si strappa per incarnarsi. Quindi, la ferita è una perdita di integrità che dev’essere ritrovata. Attraverso la ferita si genera uno spazio nel quale anima e personalità possono comunicare, grazie alla presenza dello spirito.
Ogni ferita emotiva, come quelle fisiche, attiva anomalie nel sistema nervoso, nel sistema endocrino e nel sistema immunitario squilibrando le funzioni biologiche. Generando una separazione, la ferita è una porta per la perdita di coerenza divenendo un attrattore verso il caos. La ferita è l’evento patologico più diffuso in natura, in relazione a tutti i regni (minerale, vegetale, animale, umano).
Per essere rimarginate, le ferite emotive necessitano dell’azione dei quattro elementi:
- Fuoco: che si manifesta con la volontà di guarire;
- Terra: la capacità di realizzare la guarigione;
- Aria: rappresenta il discernimento nelle azioni;
- Acqua: è l’adattamento al nuovo.
Le ferite emotive sono lo stimolo alla ricerca di soluzioni. Il percorso è il potenziale dell’individuo coinvolto, ovvero comprende il proprio potere. La soluzione è lo sviluppo del talento.
Le cinque ferite emotive più conosciute sono il rifiuto, l’abbandono, il tradimento, l’ingiustizia e l’umiliazione, alle quali Gianpaolo Giacomini ne associa altre due, che sono il logos solare (che è la manifestazione di tutte e cinque le ferite contemporaneamente) e la disconnessione con il pianeta (si vive al di fuori di ogni ciclo naturale). Ogni ferita si distingue da peculiarità fisiche ed energetiche, ma anche dal linguaggio utilizzato.
