con Gianfranco Carpeoro e Riccardo Masini
V: «Io, come Dio, non gioco ai dadi e non credo alle coincidenze.»
Il dado è l’espressione della casualità, della dimensione irrazionale e incontrollabile dell’esistenza. Il caso è un fatto o una serie di eventi che avviene senza ragione alcuna. È davvero così? Il caso, in realtà, è il risultato di una concatenazione di elementi immersi in una situazione caotica, ma che trova un suo ordine proprio.
Scopriamo che caso diviene caos e casualità si trasforma in causalità. Dal magma primordiale (kaos) scaturisce una massa informe successivamente forgiata a immagine e somiglianza, ovvero percepita personalmente dai cinque sensi informativi e applicata dai cinque sensi dell’azione.
Scoprire la causa di un evento è possibile spostando l’attenzione dall’effetto al messaggio, ossia il risultato non è qualcosa di concluso ma la causa di qualcos’altro in fase di manifestazione. Un esempio per una miglior comprensione: la mela è all’interno della mia borsa non perché un’ora fa l’ho messa lì, ma perché tra un’ora avrò fame. Ecco, dunque, che l’effetto diviene causa e le coincidenze si rivelano, invece, eventi progettati e opportunamente verificatisi al momento opportuno.
Ogni evento si realizza con il collasso della funzione d’onda nell’unica possibilità, perciò non vi è un gioco di dadi, ma il solo kairos che agisce adeguatamente e la coincidenza svela una personale interpretazione di quanto accaduto dal quale cogliere elementi importanti.
Non vi è un caso come comunemente inteso, come non esiste un destino col significato di qualcosa previsto e stabilito; esiste un progetto che in ogni momento può essere modificato secondo scelte individuali dettate dall’attenzione di quel momento, perciò ogni traduzione è individuale e ogni informazione ricevuta è per ognuno un modo di realizzare la personale vita. Tutto è dinamico, nessuna sentenza stabilita a priori. La vita è un viaggio e come tale può implicare deviazioni, soste, permette di ritornare in luoghi già visitati e modificare la destinazione, considerando in totale consapevolezza che i risultati si ottengono collegando a nostro piacimento gli elementi disponibili, esattamente come nel gioco delle costruzioni, dove i pezzi sono definiti ma come li incastriamo lo decidiamo di volta in volta.
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