CICLAMINO

Il ciclamino è un fiore bellissimo che ha principalmente due varietà, ovvero quella boschiva e quella ornamentale. Il nome deriva dal greco kyklos che significa cerchio perché rappresenta un ciclo: la sua morte è l’inizio di una nuova vita. Ecco, allora, che la troviamo come pianta dedicata a Ecate, come morte e rinascita e, proprio perché pianta di Ecate, l’Inquisizione lo faceva sradicare dai giardini perché collegato al demonio.

Per i druidi erano fiori importanti, come per i Romani.

È una pianta strettamente legata all’elemento terrestre e questo le fornisce caratteristiche di durata, vita nel buio (visto che si sviluppa nel sottobosco) e pesantezza. Rappresenta l’oscurità che risorge nella luce con il colore di porpora chiara. Sono le formiche a permettere che il ciclamino si espanda portando i semi lontano dalla pianta madre.

Non molti conoscono i suoi effetti curativi perché è principalmente noto come pianta ornamentale e nel periodo di Samhain adorna le finestre delle case insieme alla pansé.

L’unguento di artanita, suo nome più arcaico, era molto potente e bastava applicarlo sullo stomaco per vomitare, sull’addome come lassativo, sui reni come diuretico; veniva utilizzato in questo modo contro gli avvelenamenti.

Il ciclamino era utilizzato anche contro i morsi dei serpenti, contro i malefici ed era un ingrediente dei filtri d’amore. Infatti, Plinio il Vecchio consigliava di piantarlo nei giardini proprio come amuleto contro i malefici, ma metteva in guardia le donne gravide di non passare mai sulle sue radici altrimenti avrebbero abortito. Teofrasto ci dice che era utile come eccitante sessuale e anche come facilitatore del concepimento, idea venuta dalla sua forma che richiama l’utero materno.

I maiali amano mangiare i suoi tuberi tanto da attribuirgli il nome di Panporcino; da qui il suo significato simbolico negativo di diffidenza e scoraggiamento; altro significato è amabilità senza pretese.

Si utilizza il tubero che è velenoso provocando vertigini, dispnea, paralisi e morte e la sua tossicità diminuisce molto se viene tostato.

Ha effetti come purgante, emmenagogo e antielmintico. Si utilizza in polvere in massimo 1 grammo in un bicchiere di acqua come antielmintico ed emmenagogo. Pelikan ci dice essere utile anche per cefalee, deboli emicranie e gonfiore della tiroide, combatte le anomalie ritmiche e l’interruzione del ciclo mestruale.

La tintura madre si prepara con 20 grammi di tubero in 100 grammi di alcool a 60° ed è utilizzata in 10-15 gocce giornaliere per l’acufene.

Le foglie verdi contuse in cataplasma aiutano la cicatrizzazione delle ferite.

In aromaterapia aumenta la fiducia di sé, la sicurezza e la fascinazione.

La sua essenza è consigliata ai nati della terza decade del sagittario e favorisce l’unione tra persone affini, inoltre, accresce il prestigio, agendo sulla personalità generando un centro di magnetismo. Tracciando un circolo profumato in mezzo alla fronte si hanno azioni di pensiero magnetico.

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