CODICI ALFABETICI NEI DISEGNO DEI BAMBINI

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Nei disegni dei bambini è nascosto un linguaggio di un alfabeto in penombra appartenente al naturale e universale schema grafico dell’infanzia. I bambini, essendo i più recenti nella catena ancestrale, sono i più ricchi di valori simbolici archetipici che riflettono il senso gioioso dell’esistenza.

“I bambini hanno l’esclusività di uno stile grafico ubiquitario e universale determinato da ‘ Alfabeti Velati’ i cui codici contengono parole d’incontro”, ci dice Ines Rosa Negri nel suo libro Luci dall’infanzia. Seguendo le linee dell’inizio del disegno, vengono tracciati gli equilibri spaziali.

I disegni liberi e spontanei dei bambini rivelano conoscenze che si avvicinano ai segni arcaici spesso ritrovati anche nei pittogrammi.

Nel visibile dei disegni dei bambini vi è un invisibile che sostiene l’immaginario.

Il primo segno è Ji del carattere cinese che si traduce con proprio o personale, va unito il pittogramma Yán, che è il secondo, che significa parola; il tutto si traduce con raccontare (pag. 11).

Nella linea obliqua vi è l’atto del movimento, il piacere di muoversi, il vigore naturale dell’energia cosmica. Palese o velata, la linea obliqua è il sentire come forma energetica. L’obliquità è la rappresentazione del movimento dominato solamente quando il bambino ha superato la parte primitiva, quando sa dominare in sé il movimento; allora, la linea obliqua ne diviene la sua manifestazione e può essere anche graficamente più complessa. Le linee palesi sono quelle tracciate, quelle velate sono quelle dedotte dall’inclinazione della figura. Il livello di disegno del bambino si allinea dalla maturazione naturale dell’organismo e al suo sviluppo psichico, ma anche dalla sua cognizione dello spazio.

Vi è un’evidenza operativa dell’arcaico nell’età prescolare infantile ed è universale e ubiquitario.

Questo simbolo è disegnato dai bambini per comporre il loro fiore. Rappresenta un bambino in fasce con le braccia protese in effusione d’amore. Il mondo infantile è detto Fiore dell’Umanità e il fiore nel mondo botanico è l’Infanzia del Mondo Arboreo.

Lo scarabocchio rivela messaggi particolarmente interessanti. Nella rapidità dell’esecuzione del gesto vi è un linguaggio senza tempo che rivive l’ubiquità. Quando un bambino disegna uno scarabocchio, è possibile ascoltare il suono primordiale del cosmo poiché il bambino accompagna la tracciatura con un filo di voce. Questo mormorio può ricondurre a vocalizzazioni rituali che sussurrano la sonorità del Cosmo. Generalmente, lo scarabocchio è seguito da un’esultanza del bambino, chiaro segnale che è stato manifestato un qualcosa, ciò che il bambino voleva evocare a sé.

Dallo scarabocchio, si passa al disegno spiralico, segno dell’evoluzione della conoscenza. È il moto ripetitivo che si espande all’infinito, è la percezione del divenire, il muovere cosmico che manifesta il senso del tempo, il risveglio del serpente, la kundalini.

Il disegno della casa con il camino col fumo che esce rappresenta la dinamicità familiare. La spirale è il DNA, codice occulto ma presente che il bambino sente in sé. La spirale è l’impronta digitale che il bambino sa disegnare, segno dell’individuazione, essendo ogni impronta peculiare. Le impronte digitali portano dall’origine al divenire.

L’albero è una delle forme preferite dei bambini che lo personalizzano come casa, nei nidi e tane, e come sonorità con il canto degli uccellini. Il suono che manifesta la realtà della materia. L’albero è anche l’arbor vitae anatomico.

Anche il segnario (quadrato con le due diagonali) ricorda la X simbolo di verità e Primo Segno da cui sarebbe nata la grafia. Aggiungendo altre due linee (solstizi ed equinozi), si ottiene il cifrario da cui ha avuto origine ogni forma letterale antica.

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