MABON: ORIGINE E CELEBRAZIONE

di Serena Pattaro

Mabon è un nome che deriva da una leggenda antichissima ed è il figlio di Modron che è la madre che dà le messi, è la terra buia vestita col mantello, che ingloba. Mabon rappresenta il sacrificio del figlio, che in natura è il chicco che viene pestato per diventare farina, il frutto che mangiamo. È anche il chicco che sotterriamo, che in un certo senso uccidiamo, affinché risorga a ostara a vita nuova, oppure è messo a macerare perché diventi spirito, diventi sostanza attiva.

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È il concetto di morte iniziatica: si muore, si macera, si marcisce nella terra per rinascere con un corpo nuovo a ostara e arrivare al proprio massimo sviluppo a litha.

La morte ci ricorda anche la pratica della caccia che per i celti era un atto sacro; c’era un rito propiziatorio che avrebbe protetto sia il cacciatore che la preda. È il momento delle iniziazioni, come ostara; qui ci si inizia alla morte, a ostara, invece, alla vita.

Detto Alban Elued, o Luce dell’Acqua, rappresenta la festività del secondo raccolto, il primo è Lughnasad; è la fine della mietitura che ha visto l’inizio nella precedente festività. Nel momento preciso dell’equinozio, luce e ombra sono in perfetto equilibrio, per ricominciare subito dopo con la prevalenza di una forza sull’altra. Questo è il momento dell’oscurità, della luna, e il sole le cede gradualmente il posto cosicché le notti saranno più lunghe delle giornate fino a giungere a yule.

La festività di Mabon, con la sua celebrazione, è il ringraziamento per i frutti della Terra e la bontà della Dea Madre. Alban Elued è la maturità, il raccoglimento; corrisponde all’età umana di circa 50-70 anni, l’età matura. È l’ovest, il tramonto.

Modron è la Dea Madre; dopo tre giorni dalla sua nascita, Mabon viene rapito da lei stessa e liberato dopo anni da Re Artù, secondo alcune tradizioni, dai tre animali sacri ai druidi, secondo altre. I tre animali sono il gufo, il salmone e l’aquila che rappresenteranno i passi con cui percorrere tre volte il labirinto.

È un dio della vegetazione e la celebrazione di Mabon è la festa del secondo raccolto, quello principalmente della frutta autunnale. Era il momento in cui si passava dalla gioia e l’abbondanza estiva alla paura della fame e al freddo dell’inverno.

È il momento propizio ai misteri, si comprendono verità antiche e occulte. Si prepara il nuovo whiskey e si brinda con il vecchio che racchiude lo spirito di John. Si iniziava a fare la birra con l’orzo appena mietuto e si cantava la ballata John Barleycorn must die; è la ballata che racconta la fermentazione dell’orzo.

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