L’integrità e la completezza sono l’espressione della nostra essenza. Nasciamo integri e completi, ma viviamo vite mutilate, ci manca sempre qualcosa. Perché? Di cosa abbiamo bisogno? Perché ne abbiamo bisogno? È un vero bisogno o ci autoconvinciamo di averne bisogno perché qualcun altro sta facendo quell’esperienza? Cosa significa essere completi?
Molte persone sono alla ricerca della propria anima gemella, dell’anima complementare, della fiamma gemella, convinte che solo così saranno complete. Si sta, invece, delegando a qualcun altro la responsabilità di realizzazione di se stessi. Ognuno si basta da sé, le altre persone sono un di più, una possibilità di esperienze diverse, siano esse i propri compagni di vita, figli, genitori, colleghi, amici, maestri.
Delegare la responsabilità agli altri significa delegare la propria indipendenza, la propria libertà, le proprie scelte, divenendo schiavi, fisicamente, emotivamente ed energeticamente di quelle persone.
La dipendenza emotiva ed affettiva è una delle più diffuse, anche se non riconosciuta dalle persone stesse, intente a puntare il dito verso gli altri, dimenticandosi che nel frattempo tre dita puntano verso di loro. Lasciare andare è liberarsi ed è la forma più alta di amore. L’abbandono è la ferita emotiva più sentita, più vissuta e più difficile da gestire. Eppure, abbandonare e abbandonarsi significa rientrare in possesso di se stessi, significa liberarsi da catene invisibile, legami rossi che non permettono la massima espressione della propria natura. Il talento per manifestarsi necessita di un ambiente puro, libero, privo di impedimenti.
Questa ferita emotiva generalmente si manifesta nell’immediato post-parto e può sommarsi a quella da rifiuto intra-uterina. Il distacco dalla madre non dovrebbe avvenire prima dei 12 mesi perché il bambino è strettamente connesso a lei.
La ferita è caratterizzata da uno stimolo orale, la necessità di tenere sempre in bocca qualcosa (ciuccio, sigaretta, chewing-gum); si mangia spesso fino a, in alcuni casi, manifestare bulimia.
Si è dipendenti, sia da qualcuno o qualcosa, sia il far dipendere qualcosa o qualcuno da se stessi.
La ferita di abbandono si esterna con la necessità di stabilità, legami affettivi, rapporti sinceri, sicurezza. Si sopprime il dolore invece di risolvere. La persona soffre di solitudine e di mancanza di riferimenti di base ma sentendo di essere utile cerca contatti e relazioni.
Il vittimismo è particolarmente diffuso, così si è accettati. Si sviluppa intensamente il ruolo di manipolatore, ci si relaziona solamente per se stessi, gli sbalzi di umore sono frequenti, si chiede pareri che non servono e poi non si seguono, non si accetta di sentirsi dire no, guai a contraddire. Quando risolve la ferita diviene empatico e sensitivo.
Non si vuole l’autorità, né subirla né esserla, si preferisce la sottomissione. I cambiamenti sono difficili e si ha una terribile paura della morte. Non lascia andare nulla, dai ricordi agli oggetti, alle persone, agli schemi distruttivi.
Ha una grande necessità di riconnettersi al suo profondo sé e alla natura, ritrovare la propria natura, una natura in cui tutti sono utili, nessuno indispensabile, c’è un ruolo, una funzione da svolgere e tutto si manifesta per ciò che è.
La completezza non è data dalla presenza nella nostra vita di persone, oggetti, ambienti, ma da quello che noi siamo, l’incompletezza è, invece, quello che noi percepiamo oppure no di noi. Siamo tutto e nulla nello stesso istante, ma essendoci incarnati siamo tutto: siamo sapienza e conoscenza, forza e debolezza, bellezza, armonia, siamo in grado di onore e vittoria, di avere un fondamento che sviluppiamo nel segreto, siamo il regno di cui siamo re, ma se ci percepiamo come nessuno, quel re non esiste e non avrà mai una corona posta sul capo.
Il nostro potere è immenso, la stessa parola ha significato di energia illimitata di cui disponiamo, ma se non ne facciamo corretto uso, si allontana per andare dove sarà utile. Nell’universo tutto è perfetto, anche in noi; tutto è dinamico, anche in noi, perciò, tutto quello che rimane inattivo viene veicolato in altri lidi. Se ci percepiamo nessuno, allora le energie si allontanano da noi.
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