con Carpeoro, Jordan River e M. Angotti
Un ramo delle religioni ariane è quello che forma la mitologia nordica e trova il suo momento culminante nel Ragnarok, che significa il crepuscolo degli Dèi, o meglio ancora, l’oscurarsi delle Potenze. È la visione escatologica che chiude il processo di manifestazione del divino nel mondo, proprio come l’Apocalisse nella tradizione ebraico-cristiana.
La conclusione dell’esperienza degli dèi nordici ha alla base due idee fondamentali: la cernita dei caduti sul campo di battaglia per la costituzione di quello che noi chiamiamo Valhalla, Valholl in norreno, e la sconfitta di queste Potenze ad opera dei figli dei distruttori del mondo.
Sia gli dèi che gli uomini sono chiamati a questa sconfitta che ha come risultato il richiamare le forze del caos, quella terza forza devastante, ma allo stesso tempo trasformativa.
Poca importanza ha se il Ragnarok è già avvenuto o deve ancora avvenire, poiché è un processo spirituale sia del cosmo che dell’uomo che copre tutto il tempo e tutta la storia degli uomini, quegli uomini che hanno compreso, hanno vivificato la storia e l’hanno colmata di significato. È un dono prezioso per gli uomini affinché capiscano e si adoperino sulla via dell’eroe. Riconoscendo in sé le forze spirituali, l’uomo ripercorre la storia del mondo.
Il Ragnarok non può prescindere dalla creazione del mondo e dalle forze che lo animano.
La lotta è tra dèi e forze distruttrici e gli uomini contraddistinti da eroismo si alleano agli dèi. Odino combatte con Fenrir, Thor con Jormungandr, Loki con Heimdallr, Freyr con Surtr. La Terra, Midgard, il recinto di mezzo, viene distrutta da acqua e fuoco per rinascerne purificata.
Le forze demoniache distruggono gli dèi, ma così facendo distruggono anche se stessi, poiché è dal potere degli dèi che ricevevano il loro nutrimento mantenendo un equilibrio. Generalmente, le forze non riconoscono le potenze e, nella loro massima espressione distruttiva, distruggono se stesse.
Il Ragnarok è necessario affinché tutto rinasca a nuova vita con una consapevolezza maggiore. Il Ragnarok è lotta e purificazione delle potenze che affrontano il loro contrario annullandosi.
Gli dèi sono i legami sottili, i fili invisibili che, quando rotti o corrotti, deboli, permettono lo sfacelo della struttura, dell’uomo e del cosmo, generando il caos. Ciò che contraddistingue questi dèi nordici è la loro conoscenza del destino ineluttabile ma al quale si preparano con allenamento e addestramento, pur conoscendone il risultato. Coraggio e azione, capacità di sacrificio per il bene superiore. Sapendo già il finale, perché gli dèi combattono? Perché sanno di non fuggire al loro destino, all’orlog, e, dunque, lo accolgono. Ci insegnano che il senso della vita è essere testimoni del sacro.
La nuova terra rinata sarà verde e bella e abitata dai figli degli dèi, illuminata dai figli di sole e luna, il ritorno dell’antica saggezza dell’età dell’oro.
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