Questo articolo è in continuo aggiornamento. Ti consiglio di passare di nuovo, ogni tanto, per scoprire quali conoscenze sono state aggiunte.
INTRODUZIONE
Il rapporto del Druido con la natura è un rapporto di profondo rispetto e di conoscenza, oltre che di totale comunicazione e comprensione, sia di se stesso che del mondo in cui vive. La sua relazione con gli animali, le piante e gli alberi, le pietre e ogni essere di questo e di altri mondi è di scambio reciproco.
In questo contesto, ci dedichiamo al profondo rapporto con il regno animale.
Per i Druidi, l’animale rappresenta un istinto. L’incontro con un animale, amico o nemico che sia, indica al Druido una specifica forza della natura, poiché ciò che è esistente si manifesta con un animale e il Druido è un tutt’uno con la terra, la Grande Madre che genera anche il mondo animale.
L’animale è talmente importante, non solo per il Druido ma per l’uomo in generale, che nella formazione del feto nel grembo della madre, ci sono tutte le tappe di forme animali, le quali sono manifestazioni momentanee delle stesse energie della vita. Il feto è prima uovo, poi rettile, poi diviene anfibio, è mammifero, poi perde la coda e diventa finalmente bambino.
Gli antichi, guardando con reverenza al mondo naturale, ci hanno trasmesso come la natura sia una guida, un insegnante, un tutt’uno che si manifesta. Oggi, forse, è più difficile la relazione con la natura perché ci sono tante cose che si frappongono tra noi e la dea. I Druidi consideravano gli animali come dèi e dee. Abbiamo la necessità di riconnetterci con la nostra natura; è un richiamo che arriva dal futuro, affinché non dimentichiamo di farlo perché abbiamo ancora la possibilità di collegarci con la creazione cosicché creazione e creatore non siano più separati. La natura è diventata un lusso: relazionarci con animali, vegetali, pietre, è diventato un rapporto per pochi, ma lei, la Madre, è lì per tutti.
Molti clan, oggi casate, hanno animali come simbolo; ricordiamo gli uomini-lupo, gli uomini-gatto, le teste di cane, gli uomini-orso, le foche, sono tutti simboli di molte famiglie.
Il legame col mondo animale
Incontrare un animale diventa un messaggio; egli non è messaggero ma messaggio stesso. Nelle città può aver valenza il sogno o l’immagine. Se incontro l’animale vivo è un messaggio per me; se lo incontro morto è il messaggio che si allontana da me.
Gli animali ci influenzano su tutti i sensi. Il legame col mondo animale è quello del mondo astrale nel quale comunichiamo e ci relazioniamo costantemente. È un rapporto di rispetto totale; anche quando venivano sacrificati non era un atto brutale ma sacro, lo stesso quando mangiavano l’animale. Il Druido non era vegetariano, anzi, spesso a lui venivano assegnate le parti migliori perché il Druido, l’Ovate e il Bardo dovevano rimanere in buona salute. Il rispetto per il dolore dell’animale quando veniva ucciso era nel dare un’utilità a quella morte; veniva mangiato perché il dolore non era sofferenza gratuita.
In antichità, gli animali erano rispettati dall’uomo, pur essendo da lui cacciati, ma si poneva in una posizione di rispetto perché essi fornivano cibo, vesti e utensili. Inoltre, l’animale aveva sempre avuto un aspetto simbolico. Sterminio e addomesticamento è il modo per assoggettare l’animale, esattamente come gli uomini di dominio fanno con gli altri uomini. La caccia non era uno sport, ma un atto rituale consacrato. La caccia era un atto sacro e a volte si scambiava l’animale cacciato con uno domestico consacrato alla dea. Il cacciatore e il cacciato entravano in una relazione particolare, era la metafora del viaggio dello spirito dove vita e morte hanno ruoli predominanti e la guarigione si raggiunge cacciando. Lo spargimento di sangue, per i celti era rinascita, guarigione, rinnovamento.
Ogni animale rappresenta un istinto; pensavano che il corpo dell’animale, nelle forme, sintetizzasse il carattere, come le piante, gli alberi e le pietre. In un mondo vivo, l’animale che mi compare, mi sta portando un messaggio, non perché mi racconta una cosa, ma perché nella sua specie, nella sua forma, c’è il messaggio per me in quel momento. Una lepre mi dice ascolta la tua sensibilità, vedo un istrice e mi dice difenditi, vedo un tasso e mi dice attento alla magia.
L’animale posso vederlo vivo e mi sta dando il messaggio pieno, o morto e, allora, quella cosa non riguarda me, ma qualcosa che viene superato. Per esempio, se vedo un tasso vivo, posso andare a casa e fare un rito, vedo un tasso morto e mi dice che il mago è morto e non può più farmi del male, ovvero, chi mi ha fatto una magia contro è morto, perciò, non mi fa più male ciò che ha fatto. La volpe morta mi dice che i furbi hanno chiuso, se è viva mi dice di star sveglia, di farmi furba.
Le celebrazioni dei Celti e il rapporto profondo con gli animali
Per i celti, quattro delle otto celebrazioni della Ruota dei Druidi, ovvero il ciclo annuale soli-lunare-stellare, erano dedicate agli animali perché determinavano i cicli della pastorizia, dell’allevamento e dell’agricoltura, che rappresentavano l’abbondanza e la ricchezza del clan. Le quattro date dedicate al mondo animale erano i cosiddetti sabba maggiori. Si tratta di:
- Imbolc: si celebra 1 e 2 febbraio e nascono gli agnelli e i vitelli, si iniziano le prime semine. La tradizione popolare la conosce come Candelora;
- Beltane: si celebra 30 aprile e 1 maggio e le mandrie vengono condotte agli alti pascoli;
- Lughnasadh: si celebra 1 e 2 agosto e iniziano i grandi raccolti;
- Samhain: si celebra 31 ottobre e 1 novembre e gli animali vengono condotti a valle e macellati per diventare il cibo invernale. Questa festa è nota alla tradizione popolare come la celebrazione di Santi e morti oppure come Halloween.
Per i Druidi l’animale non è il totem come per gli indiani d’america, l’animale può essere un amico e simboleggia gli istinti dominanti. Atena porta la civetta che vive nell’inconscio, e porta anche il serpente perché è sapiente e vede nel buio. Il serpente diventa il totem di tutti i sapienti e dei medici che possono portare guarigione perché hanno una conoscenza esoterica profonda. Il serpente è la sapienza primordiale, prima che tutto accadesse. Questi due animali che lei porta non sono i suoi totem, ma ci dicono chi è lei. Animale totem, per i Druidi, è l’amico che sveglia le passioni che non utilizziamo abbastanza; per esempio, col cane ci si radica all’albero genealogico.
L’animale ci caratterizza perché è un riflesso di chi siamo noi, di alcune qualità che possediamo e che riconosciamo nella sua forma e nella sostanza che incarna, e la scelta di un animale, ma anche di una razza, è perché si sta vivendo quell’istinto. I Druidi dicevano che è l’animale che ti frequenta, tu frequenti lui, e lui ti manda dei messaggi, ma non perché te li dice, perché è la sua forma. La libellula è l’anima del deceduto: mi parla di qualcuno che decede, che non sarà più qui.
Non pensiamo agli animali per i Druidi come lo intendiamo oggi, perché il nostro non è un rapporto così forte che c’era quando non avevamo le case chiuse e si attraversavano le foreste. Il ghiro porta il messaggio che ti devi riposare, molla; se è morto significa che le persone che ti rallentano sono morte. Il morto non sono io, perché è la vita parte che da me. Il morto è non per forza una morte fisica, ma anche divenuto innocuo. Il lupo morto indica che gli aggressivi sono morti, non danno più fastidio; il lupacchiotto vivo ti dice tira fuori i denti, non è il momento di essere delicato. Gli animali albini, che sono innaturali, sono considerati dei miracoli; per il Druido, il massimo era vedere una cerva bianca che è la benedizione assoluta che si possa ricevere. I Druidi ci hanno lasciato oltre 7000 anni di esperienza e conoscenza sugli animali.
Alcuni Celti si facevano tumulare con i loro animali per averli come guide nell’Altromondo. Ossa e denti diventavano amuleti, le pelli si trasformavano in abiti o altri strumenti, ogni parte dell’animale era utilizzata ed era sempre un dono. Prima di togliere e prendergli la vita, un animale veniva consacrato con il permesso della dea, tanto che la caccia diveniva una sorta di rito, era sacra. Caccia e pesca non erano passatempi, ma momenti di natura sacra. Gli animali erano i compagni degli dèi.
Indossare parti di animali era un modo per identificarsi con loro, prendere le loro forze, i loro poteri, ricevere la loro ispirazione divina.
Il lavoro con gli animali è di stampo sciamanico e i Druidi avevano molte pratiche sciamaniche nella loro attività. Druido è una parola in relazione sia a quercia, sia a porta. Una porta che conduce all’Altromondo, quello delle potenze, dei poteri, degli spiriti, delle guide, esseri che ci possono aiutare se ne riconosciamo l’esistenza reale. Gli animali sono oggetto di reverenza da parte dei Druidi proprio per la capacità di collegare i due mondi. Ci portano messaggi dall’Altromondo e possono essere le nostre guide di là quando lasciamo il corpo; possono essere i nostri guardiani e protettori anche se non presenti fisicamente a noi in virtù di una forma spirito di cui sono composti. Ogni animale ha un sentiero che porta all’Altromondo, ma a volte si possono riunire in funzioni come protettori, guide, guaritori, guardiani, trasformisti, famigli. Molti sono gli animali considerati sacri alla dea.
Ci sono quattro modi con cui entrare in relazione con gli animali. Innanzitutto, il mondo fisico con abitudini e modi di vivere dell’animale. Può, poi, metterci in contatto con i nostri animali interiori, agendo come simboli o immagini delle nostre paure e necessità, parti della psiche negate, represse o trascurate. Possono entrare in questa modalità attraverso oracoli, sogni, meditazioni e fantasie, facendoci scoprire la sintonia col mondo naturale. Una terza modalità è quella degli animali di potere, poiché per i Druidi, essi vivono anche nell’Altromondo in forma di spirito; ci raggiungono per guarirci, ispirarci, consigliarci, darci energia. Ognuno ha un dono, o potere, peculiare. Infine, ci sono gli animali totem con cui sviluppiamo una relazione particolare che si manifesta con la loro presenza, insegnamenti, guide, aiuto. Diventano i nostri totem o famigli.
Liberare il potere degli animali in noi è possibile lasciando andare i pregiudizi sulla nostra natura animale e accettandola per ciò che è: una parte di noi, altrimenti la relazione con gli animali non sarà pura, oppure, non ci sarà proprio. Un vero uomo è dotato di natura animale. Il lavoro con gli animale ci introduce alla forza e alla saggezza tradizionale della quale possiamo trarre beneficio noi, gli altri e tutte le entità viventi.
Nella celebrazione di Mabon, si entra nel labirinto e lo si percorre per tre volte: la prima volta bendati ed è il passo del gufo, la seconda guardando in alto ed è il passo dell’aquila, la terza volta camminando indietro ed è il passo del salmone. Mabon viene salvato da tre animali: il gufo, il salmone e l’aquila. Il gufo gli insegna a sentire quando è buio, a leggere i sogni e a capire cosa succede; l’aquila gli insegna a volare alto; il salmone ad andare controcorrente quando è necessario, a seguire lo spirito e non il flusso.
I Druidi si riuniscono in cerchi di pietra, in cerchi di alberi, per connettersi con la dea. Ci sono pietre, ci sono alberi e ci sono gli animali, insieme agli umani Druidi. Nei rituali ai cerchi, si sperimentano le connessioni non solo con gli uomini presenti, ma anche con gli antenati, gli spiriti degli animali, degli alberi, delle pietre e delle stelle, gli spiriti dei discendenti. In alto, nel cielo, ci sono gli spiriti degli animali che comunicano con noi e sono quelli dello zodiaco che significa il cerchio degli animali viventi. Ad alcuni animali vengono attribuiti poteri divini.
GLI ANIMALI IN DETTAGLIO
In questa sezione non verranno trattati gli animali non solo dal punto di vista dei Druidi, ma anche di altre tradizioni e popolazioni, sia antiche che contemporanee.
Agnello
È definito l’animale sacrificabile per la sua purezza. Gli Ebrei facevano un sacrificio di sangue dell’agnello; il sangue pone il segno e loro se ne vanno dall’Egitto attraversando l’acqua, che è il Mar Rosso. È come il concepimento: c’è il sangue (padre) e poi l’acqua (madre). L’agnello, dunque, diviene il figlio, il puro, l’innocente, ma anche il sacrificabile perché il sacro dev’essere puro, originale, vuoto.
Airone
Ciò che indica l’airone è valido anche per gru e cicogna.
È la connessione con la parte divina e la fiducia nel piano divino.
Allodola
Rappresenta un porta fortuna; è la semplicità, la voglia di vivere attraverso l’allineamento alla saggezza, è la leggerezza.
L’allodola fa i nidi con foglie di quercia, l’albero sacro al Druido definito, appunto, l’uomo-quercia (dr-dr), che è il saggio del clan.
Anatra
L’anatra è la cavalcatura del divino, è il veicolo sacro. Scivola sull’acqua donandoci il messaggio di lasciare perdere ciò che ci fa star male. Ci dice di non fare attrito, solo così potremo essere felici; ci dice di fluire con gli eventi e tutto si manifesterà per il nostro sommo bene.
Anguilla
L’anguilla, col suo stare sotto le acque e il suo movimento serpentino, ci dice di stare attenti agli impedimenti che ci tirano giù. Ci indica di schivare gli ostacoli e di rimanere a galla, proprio come fa lei che, oltre a star sotto l’acqua, sa stare anche in superficie.
Ape (beach per i druidi)
L’ape significa la comunità, la celebrazione, l’organizzazione. È associata alla pianta dell’erica.
L’ape ci invita a celebrare anche senza un motivo esterno; può essere celebrare la vita, la meraviglia, la bellezza. Ti dice di celebrare con l’idromele che porta il profumo dell’erica e ti porterà vicino agli Altipiani.
Nella tradizione druidica, ogni sei settimane c’è una celebrazione della Ruota dei Druidi, della ruota dell’anno celtico, che aiuta a godere della compagnia reciproca. I celti amavano celebrare e festeggiare, erano persone sociali e, infatti, erano riuniti in clan.
L’ape ci dice di vivere in armonia, anche se sembra impossibile, e di lavorare in comunità.
Di contro, dice anche che ti senti fuori luogo. L’ape sa il suo ruolo e svolge ciò che deve fare, perché questo è produttivo e mantiene l’ecologia del luogo. Perciò, stimola te stesso all’azione senza aspettare che lo facciano altri, trova tu la tua volontà, il desiderio che ti invita alla vita. L’ape conosce il valore dell’organizzazione, del rendere omaggio alla Dea e al Sole, conosce il valore del duro lavoro. Ma in tutto questo, ci ricorda di celebrare la vita, perché dopo il lavoro, c’è il raccolto che va onorato.
I druidi credevano che le api arrivassero dal mondo paradisiaco degli Spiriti. Ella porta la sacra bevanda dell’idromele come dono all’umanità ed è in accordo con la posizione del Sole nel cielo. L’idromele, una bevanda antica, è fatta di miele, acqua, malto e lievito.
Durante le celebrazioni va fatta bere ai partecipanti, finché non ne rimane più una goccia. È anche la bevanda per onorare la dea Brighid, la dea dei tre fuochi, e la sua celebrazione è l’accensione della luce, quella luce che prima di tutto arriva dal Sole. Ecco, dunque, che l’ape ci dona miele ma anche cera per lucidare, per sigillare, e per avere un fuoco. Molte erano le ricette insaporite con miele, come carne e pesce, nell’alimentazione dei celti.
I druidi imitavano la danza dell’ape come gesto celebrativo al potere vitale del Sole. La società alveare è quella vista come ideale: una missione da compiere tutti insieme, ognuno nel suo ruolo. Le api erano mandate dagli dèi per la vita. Donano ricchezza, insegnano a saper dar valore, portano guarigione spirituale.
È diligenza ed organizzazione. Per i celti l’ape è fondamentale, poiché dalla sua operosità si ottiene il miele fondamentale per fare l’idromele, la bevanda che darebbe l’immortalità. Le arnie erano di competenza del re o del capoclan e tenute sotto stretta sorveglianza.
Aquila (iolair per i druidi)
L’aquila significa l’intelligenza, il rinnovamento, il coraggio. Philip Carr-Gomm la associa all’est, all’intelletto e all’elemento aria, al sole nascente. È collegato alla quercia, l’albero re della foresta, come l’aquila è il re degli uccelli.
Lugh, il dio al quale è dedicata la celebrazione di Lughnasad, si dice che si trasformò in aquila e visse su una quercia.
L’aquila dice di ampliare la visione del contesto e la capacità di prendere decisioni e fissare obiettivi con chiarezza e serenità. Prende il suo potere dal Sole, è coraggiosa e forte. Dice di avventurarsi in nuovi territori con fiducia, distaccandosi dalle preoccupazioni e dai problemi per afferrare i concetti sottili. Ti dice quando è il momento giusto per rinnovarti e rigenerarti.
Ma indica anche di stare attento ai pericoli di un intelletto dominante; l’aquila sa bilanciare maschile e femminile, ma se non riesce a farlo, l’intelletto domina a discapito del cuore, quindi, valutare se c’è un equilibrio nella situazione che si sta vivendo.
La tomba di Re Artù è protetta da due aquile, che in realtà sono due druidi che erano capaci di trasformarsi e sono a guardia della montagna.
Per rinnovarci, dobbiamo permettere all’intelletto di dar spazio al sentimento e all’inconscio per trasformare la conoscenza in saggezza. L’aquila insieme al salmone rappresentano la parte più elevata e la più profonda di noi.

Nella festa di Beltane, tre aquile si riunivano a Loch Lomond per scambiarsi gli auguri del nuovo anno. I re d’Irlanda indossano tre piume di aquila a rappresentare il simbolo druidico Awen (ispirazione), i tre fasci della luce solare. Insieme a gufo, merlo, cervo e salmone è un animale sacro al druido.
L’aquila ti dice di non perdere tempo con chi ti aggredisce e andare più in alto, dove quell’aggressione non giunge. L’aquila vola più alto di tutti gli altri e vede dall’alto quello che gli altri non possono vedere perché non hanno la vista; l’aquila non ha una visione personale, rappresenta il distacco dalle questioni umane, ambientali, territoriali, per capire il problema in cui si è immersi ed è per questo che porta rinnovamento.
È un simbolo solare per la sua capacità di guardare il sole senza abbagliarsi, ma anche perché vola sopra le nuvole.
È iniziatrice dei saggi.
Ariete
L’ariete è il maschio integro della pecora e rappresenta il mondo sotterraneo. È considerato portatore di morte e guerra, annuncia uno scontro.
Gli alari celtici erano decorati con teste di ariete, con funzione apotropaica nella protezione della famiglia. L’animale è in relazione al fuoco, alla fecondità e all’abbondanza.
Balena
Il significato della balena è valido anche per il delfino. Significa profondità del pensiero, invita a dormire, a riconoscere il valore dei sogni.
La balena e il delfino hanno un ruolo particolare nella storia del nostro pianeta: sono la parte vivente di Akasha, il quarto luogo in cui Akasha è presente, insieme al DNA umano, alla griglia cristallina e al cristallo della creazione. Ma l’unico elemento vivo è rappresentato da questi due animali molto antichi e molto potenti.
Barbagianni
Nella tradizione celtica, il barbagianni è la Dama Bianca. I druidi sostenevano che essa è l’umanizzazione del barbagianni.
Bombo
Il bombo ha un ruolo particolare, dovuto anche alla sua funzione all’interno della società delle api: è la fiducia in se stessi.
Bue
il bue è la ricchezza fatta dalla quotidianità, dal benessere.
È un toro castrato, perciò, è docile e tranquillo. È bontà, calma, sacrificio; è un aiuto prezioso per l’agricoltura. In alcuni misteri il bue è il sacerdote che con l’aratro apre la strada all’iniziato.
Cane (cù per i druidi)
Il cane significa la guida, la protezione, la lealtà.
Cunomaglus era il Signore dei Cani, dedito alla guarigione e il cane è un animale di guarigione.
Le piante a esso associate sono la rosa canina, la viola canina, la margherita, la pervinca maggiore.
I giorni più caldi dell’anno, generalmente tra luglio e agosto sono detti giorni del cane perché c’è la levata eliaca di Sirio, la Stella del Cane, ed è il momento della celebrazione di Lughnasad. Il cane ha anche una profonda connessione con l’acqua.
Il cane è una guida e dona protezione, è amico e compagno nel viaggio di questa vita ma anche nella prossima, un legame davvero molto forte. Per i Druidi è il Guardiano dei Misteri. Il cane può anche essere feroce, ma se noi abbiamo buone intenzioni, Cù ci lascia passare la soglia del buio, dell’inconscio, per raggiungere lo splendente regno della dea.
Lo spirito di Cù permette di difendere le proprietà e ciò che ci è sacro. È fiducia, stima e lealtà e ti dice di dedicarti a queste qualità sviluppandole gradualmente in te e apprezzandole negli altri.
Il cane ti dice anche di valutare se sei tu a mancare di fiducia o chi ti sta attorno; vale anche per la lealtà. Nelle amicizie, il cane ti aiuta a sviluppare fiducia e altruismo, ma a volte sono inappropriate: un cane è sottomesso e soddisfa anche un proprietario crudele. Ecco perché ti invita a valutare la situazione: è fiducia e lealtà oppure sottomissione?
È un guardiano potente e gli ambasciatori dei celti erano sempre accompagnati dai cani. Cù è un titolo onorifico che si attribuiva agli eroi, ai campioni, ai capi e ai guerrieri, come a Cu-Chulainn, figlio del dio Lugh.
Ho detto che è il Guardiano dei Misteri: il cane è il vero campione che protegge le vite sia degli uomini che degli animali. È il guardiano di strade e sentieri, bivi e soglie. Il suo ruolo è anche di guardiano dei Misteri del Mondo Sotterraneo. In Inghilterra ci sono molti racconti di un cane nero che porta presagio di morte ed è vigile sui sentieri, sulle strade e luoghi di transito.
La morte è un momento di passaggio e il cane custodisce e protegge queste soglie; esattamente come fa nel mondo fisico, protegge l’anima del morto. Venivano rappresentati anche sulle tombe.
Lealtà e fedeltà rappresentano la devozione e il libero servizio. Artù aveva un cane, come anche Lugh ed era un cane magico che dava invincibilità in battaglia e trasformava l’acqua in vino.
Il collegamento con l’acqua è prezioso perché laghi, mare e pozze d’acqua erano visti come collegamenti con l’Altromondo e i cani erano spesso raffigurati nell’atto di entrare nel mare, che significa entrare nell’inconscio, nell’Altromondo, nel mondo dei sogni, quello della vita dopo la morte dove tutto è guarito e dove si trova l’immortalità.
Il cane, quindi, è amico, è fedeltà ed è difesa. Se si è troppo vitali, il cane potrebbe percepirlo come minaccia, come rapace, perché percepisce l’aura rossa e la interpreta come minaccia. Inoltre, il cane è i legami familiari.
Associato ai guerrieri, a lui si pone molta attenzione. Paragonare un uomo a un cane significava dar valore al coraggio e alla forza. Il cane ci radica all’albero genealogico.
Capra
È a volte associata alla sfortuna perché considerata antievolutiva; ma è anche desiderio di libertà e capacità di vivere con poco e, ovviamente, è la cocciutaggine.
Nella mitologia nordica, la capra Heidrun è ai piedi dell’Yggdrasil e nutre i guerrieri di Odino.
Capretto
È il timido sacrificato e, per questo, è anche associato all’agnello.
Capro
Il capro è l’istinto, la forza naturale. Generalmente viene accomunato a male, oscurità e morte per la tradizione ebraica di essere l’espiatore dei peccati che veniva sacrificato oppure veniva mandato nel deserto per la purificazione.
Ha una forza fecondante e rigeneratrice ed è anche la sessualità sfrenata, essendo in grado di non fermarsi di fronte a nulla pur di soddisfare i suoi desideri sessuali.
Cavallo (each per i druidi)
Il cavallo significa la Dea, la terra, il viaggio. Associato alle fave cavalline, all’equiseto.
Il cavallo ci invita al viaggio, sia fisico che dei mondi interiori. Ci dà energia e velocità collegandoci a terra e sole. La dea-cavalla è patrona del ciclo nascita-morte-aldilà-rinascita. Con la cavalla siamo a nostro agio in ogni ciclo della vita.
Ti dice anche di investigare le radici dell’inquietudine. Se abbiamo difficoltà a rimanere nel ciclo, indaghiamo perché non riusciamo a stare fermi. La ciclicità è il nostro tempo, per questo è fondamentale mantenerne il percorso.
Il cavallo ci aiuta a trovare il nostro ruolo con la terra sotto i piedi e il cielo su di noi.
La dea-cavallo apre la soglia della vita a Beltane e quella della morte a Samhain. Il cavallo è la sessualità e la fertilità. Oltre alla Dea, è associato al Sole che traina il suo carro. Ma il cavallo è anche regalità, aristocrazia non solo materiale, è nobiltà, è forza trainante, impegno, forza della vita. Il cavallo bianco ti dice: “non ragionare, vai avanti”, proprio perché il cavallo è gli istinti.
Simbolo ctonio, è legato alla morte.
Cerva e cerbiatta (eilid per i druidi)
La cerva, ma anche la cerbiatta, significa sottigliezza, grazia, femminilità, anche se con alcune sfumature diverse. Portan gentilezza e grazia del principio femminile e ci spinge a raggiungere un livello di finezza, grazia ed eleganza. Soprattutto se bianca, ci chiama dall’Altromondo delle fate indicandoci di guardare oltre tutto ciò che è materia e superficie, ci dice di andare al cuore delle cose, non stare sull’effetto ma andare alla causa, di esplorare l’Altromondo che è la dimensione spirituale della vita.
Eilid ti dice anche di non metterti da parte, di non assecondare le richieste degli altri ma essere assertivo. Non preoccuparti dell’Altromondo e rispetta le fasi psichiche, esplorando l’interiore quando è il momento e dando attenzione alla materia quando serve.
La cerbiatta bianca sarà all’ingresso del bosco sempre per accompagnarti all’interno.
Il cervo rosso femmina è la cerbiatta. È considerata un animale fatato perché alcune tradizioni la ricordano come allattata in cima alla montagna dalle fate, oppure sono donne-fata con forma di cerbiatta. La cerbiatta era in grado di influenzare la vita degli uomini in modo positivo, infondendo felicità e gratitudine. Chi caccia la cerbiatta per conoscere e non per uccidere verrà condotto nella profondità della conoscenza. La cerva è la ricerca della saggezza con pazienza e perseveranza.
Cerbiatto
L’incontro con un cerbiatto significa sii amorevole, gentile, esprimi dolcezza.
Cervo (damh per i druidi)
Il cervo significa orgoglio, indipendenza, purificazione. Il cervo è la creatura dell’inizio del tempo ed è un messaggero dell’Altromondo. Il dio Cernunno è il dio cervo, il Cacciatore o Merlino.
Molte sono le piante collegate al cervo: erba storna, acetosa di montagna, asparago, giunco dell’erica.
Porta grazia, maestosità, integrità. Se lo contempli, puoi acquisire equilibrio e dignità. In un momento in cui ti senti giudicato, sintonizzati con l’energia e lo spirito del cervo per acquisire calma, forza, dignità. Ha anche una connotazione di indipendenza, fisica e spirituale.
Spesso associato alla betulla che è la benedizione degli inizi, quindi, utile in nuovi progetti. Il cervo è associato anche alla sessualità e ti dice di portare grazia, dignità, potenza e integrità nella vita sessuale. Il cervo ti dice anche di esaminare gli effetti dell’orgoglio. Se sono distruttivi, cerca nelle altre qualità del cervo quella che ti può aiutare a sostituirlo per rendere la tua vita costruttiva. Il dio-cervo è responsabile della selezione, intesa come purificazione e sacrificio per mantenere equilibrio.
Le corna, simbolo di maestosità, hanno un ciclo: crescono a Lughnasad, sono al massimo sviluppo a Samhain, vengono perse a Imbolc prima della nascita dei piccoli. Le corna significano realizzazione, potere maschile, forza naturale, divinità, sacralità della vita. Beltane è la festa del trionfo del cervo; venivano celebrate le nozze tra il Dio-cervo e la Dea.
Il cervo è uno dei cinque animali più antichi secondo la tradizione celtica. Essendo associato al viaggio nell’Altromondo, è uno degli animali di Samhain, quando si comunica con gli antenati perché il velo tra i mondi si assottiglia. Il cervo porta potere e conoscenza dell’Altromondo e trasporta il Re delle Fate e Merlino sul suo dorso.
Il cervo è l’ordine naturale non di diritto. Rappresenta l’ordine ciclico della natura con il palco di corna che rappresentano i rami degli alberi e che cadono e ricrescono ogni anno. In Europa, sia celtica che germanica, è simbolo del sole e della luce, ma è anche la forza guerriera.
Per i celti è il dio Cernunno e altri dèi che trainano dei carri; per i nordici ci sono 4 cervi sull’Yggdrasil che rappresentano i 4 venti. Oltre Cernunno, anche l’eternamente giovane dio Lugh è associato al cervo e l’eterna giovinezza sono le corna che nascono e cadono ciclicamente. Per i celti, dunque, il cervo è abbondanza e longevità.
Nella tradizione norrena, la runa Algiz rappresenta, tra i vari significati arcani, anche le corna del cervo che hanno a che vedere con i dardi del sole. Freyr, durante il Ragnarok ucciderà il gigante Beli con un corno di cervo. Il corno di cervo è un raggio di sole, come fosse un braccio di Algiz.
Cigno (eala per i druidi)
Il cigno significa l‘anima, l’amore, la bellezza.
Il cigno porta le qualità dell’anima, dell’amore, della bellezza, la grazia e la profondità. È associato alla festa di Samhain e rappresenta quella parte di noi che può viaggiare nell’Altromondo perché è un animale della soglia. Il cigno ci dice che arriveranno ispirazioni dall’Altromondo, oppure che l’amore entra nella vita. Di aiuto a poeti e scrittori, le sue piume venivano usate per tessere il tugen, la tunica da cerimonia dei Bardi.
Ma il cigno ti dice anche che hai necessità di una separazione. Dalle persone che amiamo, non ci separiamo mai, non c’è modo, allora, ci trasformiamo in altro. La separazione dagli altri è più interiore che esteriore e allora il cigno ci collega con la parte più profonda della nostra anima.
I Cigni Bianchi selvatici erano i quattro figli dei Thuata de Danaan. Sono la popolazione che divenne, poi, i Sidhe.
Il cigno è spesso accompagnato dal canto. Il suo canto è quel qualcosa che si fa per l’ultima volta prima di morire. Il cigno è l’anima nell’Altromondo, mentre la gru la accompagna. Come prima accennato è associato alla celebrazione di Samhain perché è la soglia tra vivi e morti, interno ed esterno, nuovo e vecchio. Nella vigilia della notte di Mezza Estate, associata al mondo delle fate, le fanciulle si trasformano in cigni.
Il cigno rappresenta anche la nobiltà, la bellezza, l’armonia, la cura dell’eleganza. Simbolo di Imbolc, è la sposa, Bride, che si veste di bianco con la luce che fa capolino dopo l’inverno ed è amore fedele.
Nella stele di Sanda della tradizione norrena, un uomo riceve una lancia da Odino. È il guerriero morto, la lancia è simbolo iniziatico. Il cigno poggia sulla testa della donna e sono in simbiosi, uno e l’altra sono la stessa cosa. La donna è una valchiria. Il compito della valchiria era raccogliere i corpi sui campi di battaglia dei guerrieri caduti e portarli al cospetto di Odino. Il cigno col becco spinge il guerriero verso Odino. Le valchirie si trasformavano in cigni. Il guerriero prima di morire sente la sua valchiria che sta arrivando, il canto del cigno, la valchiria arriva cantando, il canto del cigno è l’ultima opera prima di morire.
Il cigno trasporta l’iniziato.
Cinghiale (torc per i druidi)
Il cinghiale significa lo spirito guerriero, la leadership, il comando. È l’incarnazione della madre cosmica, se è albina è la benedizione della madre cosmica. Il bianco è la luce che si fa carne.
Al cinghiale sono associati l’artemisia, il soffione e l’asparago selvatico.
Il cinghiale ti introduce allo spirito guerriero dandoti una direzione. È potente e selvaggio e ti chiama ad entrare nella foresta per scoprire il segreto del mondo e di te. Ti dice di percorrere il sentiero che ti fa conoscere l’animale che incarna il potere selvaggio e incontaminato.
Il cinghiale rappresenta la Dea e la sua pelle guarisce, ispira la musica e la poesia, ispira ad essere una guida. Ti dice di utilizzare il potere selvaggio per guarire ed entrare in introspezione aiutando il mondo a fare altrettanto. Indica, però, anche di aver perso la direzione, come concetto anche di follia. Merlino, nel suo periodo di pazzia, pascolava i porci. Follia e visione interiore sono spesso associate, perché a volte dobbiamo affrontare il fondo per far entrare qualcosa di grande nella nostra vita.
Il cinghiale è l’emissario della Madre Terribile che è l’Iniziatrice. La distruzione precede la rinascita e la ricostruzione. Il cinghiale è l’eroe, il guerriero che incanala il potere distruttivo naturale. Al cinghiale è anche associato da sempre il pettine fatto con le sue setole, pettine che scioglie i nodi manifestando la realtà. Le donne partorivano appoggiando i piedi alla pietra del cinghiale per assorbirne il potere.
Incontrarlo indica litigi, guerriglia di bosco, dice di non andare per il sottile, non essere delicato. La femmina è l’abbondanza con la guerra. Per i celti il cinghiale è il sacerdote. Il cinghiale Cian è il padre di Lugh. Rappresenta l’autorità spirituale ed è spesso in relazione con i Druidi. La sua caccia rappresenta la supremazia del potere temporale sullo spirituale. È forza e vigore. La sua caccia indica che, per catturarlo, l’intelligenza deve dominare sugli istinti primordiali. È anche simbolo di vendetta. Veniva sacrificato e mangiato, insieme al maiale, nelle feste celtiche di Samhain (oggi si fanno i salumi in quel periodo, c’è la macellazione del maiale).
Civetta
È un uccello notturno, collegato alla luna, si dice che non sopporti la luce del sole. È simbolo di sapienza, è chiaroveggenza e interpretazione dei sogni. Il suo collegamento con le streghe deriva da strix, uccello notturno, ed è il legame con la notte, l’oscurità e si pensava che le streghe avessero la capacità di tramutarsi in civette.
Colomba
La colomba ha un simbolismo molto particolare. Innanzitutto, le sette colombe, le sette sorelle, sono le sette stelle principali delle Pleiadi.
Cornacchia
Per i celti è fedeltà allo sposo, perché si riteneva che morto il suo compagno, non si accoppiasse più.
Corvo (bran per i druidi)
Il corvo significa guarigione, iniziazione e protezione. Viene collegato all’albero faggio.
Il corvo offre il dono della profezia, la protezione e l’iniziazione, sia in senso sacro, sia profano attraverso l’inizio di una nuova attività, una nuova professione. È il segno della morte di qualcosa che lascia spazio alla vita di qualcos’altro. Ecco perché porta guarigione profonda e la si ottiene quando si conciliano gli opposti, ovvero conflitti a lungo sepolti.
Il corvo ti dice anche di essere consapevole delle forze distruttrici in te e nel mondo. Le forze distruttrici permettono una nuova costruzione, una ricreazione. Ti dice che ci sono cose difficili da capire, ma passando dal buio, giungiamo alla vera luce. Nel buio c’è luce e nella luce c’è buio.
La testa dell’eroe Bran fu sepolta nel White Mount a Londra dove fu poi costruita la Torre di Londra e la testa di Bran avrebbe, così, protetto Londra. Il potere di Bran fu trasferito ai veri corvi della torre che proteggono ancora oggi la città. Londra, come Lione in Francia, era dedicata al dio Lugh che aveva un corvo come animale protettore. Si dice che anche Artù, dopo la morte, si trasformò in un corvo.
Il corvo incuteva timore nei nemici e i guerrieri celti lo raffiguravano nelle loro armature. Le dee della guerra apparivano sui campi di battaglia sotto forma di cornacchie che, come i corvi, si cibano di carogne. Indicano che in guerra a vincere è la morte. I Druidi avevano il dono della conoscenza del corvo, la capacità di vedere nel futuro e nel passato, quello che è oltre il velo della morte. Il corvo segna la morte come nuovo inizio, è il potere di trasformazione dell’inizio, il fuoco trasformativo. È anche guarigione grazie al dono della profezia e della divinazione. I Druidi divinavano attraverso il volo dei corvi e ascoltando il loro richiamo.
Per i germani, Odino ha due corvi, Hughinn e Munnin, pensiero e memoria.
Delfino
Ho già detto qualcosa parlando della balena.
È il compagno del dio. È salvataggio e metamorfosi.
Drago
Il drago è una figura alchemica, perché racchiude tutti gli elementi, anche se alcune creature sono fortemente connesse con un solo elemento. I draghi dormono in buchi pieni d’acqua, avvolgono le colline di giorno, volano e sputano fuoco. Sono, dunque, le potenze che esistono in noi e nella natura attorno a noi. In natura, ci sono le linee dei draghi che sono correnti energetiche che trasportano potenze specifiche, le trasmettono attraverso canali che la Dea conserva. Addomesticare il drago è una pratica geomantica con la quale si conficcano paletti sulla terra per deviare o controllare queste correnti energetiche.
Il drago è benigno o maligno? Dipende dal nostro grado di evoluzione, dalla nostra conoscenza del drago stesso e dalla capacità di gestire la sua forza. Non tutta la conoscenza può essere usata da tutti, non tutti i poteri possono essere usati da tutti.
Nella celebrazione di Beltane avviene il risveglio dei draghi, il risveglio di queste potenze. Il drago è il fuoco che squarcia il caos e genera ordine; è un eccesso di elettricità che organizza. È il potere ancestrale, il femminile potente, femminile perché depone le uova. Il drago ha la potenza di alzare l’energia elettrica. Si tratta di un’energia fertile, ricettiva, capace di concepire. Il femminile è la saggezza, il maschile è il metodo, la tecnica.
Il drago è il capo dei capi, il potere del caos; è il custode, il principio femminile, il garante.
Generalmente si individuano quattro tipi di draghi: il drago d’acqua che è blu, il drago di fuoco che è rosso, il drago di terra che è oro e il drago d’aria che è verde.
Drago d’acqua (draig-uisge per i druidi)
Si dice che a Loch Ness ce ne sia uno. Il drago d’acqua significa la passione, la profondità, il collegamento. Porta alla luce il nascosto, come sono le memorie e i desideri dimenticati e repressi che possono emergere spaventandoci, o confondendoci e apparentemente considerati negativi o distruttivi. Affrontandoli con coraggio e compassione, portano a un senso di collegamento con la vita, sapendo guadagnare equilibrio e stabilità.
Ci dice anche di esplorare psiche e passato con cautela. La parte conscia può assorbire solo una parte limitata dell’inconscio represso che viene liberato dalla consapevolezza; lavorando in modo frazionato, l’integrazione avviene correttamente. È così che si raggiunge la completezza di sé e la guarigione.
Pozzi, sorgenti, fiumi e laghi, erano sacri ai Druidi che li consideravano soglie dell’Altromondo. Essendo una creatura dell’Altromondo, il drago d’acqua fa emergere da queste soglie gli irrisolti e i repressi, i desideri e le spinte distorte. Il drago d’acqua è distruttivo come lo sono alcuni prodotti della psiche che, per risolverli, è necessaria la morte, fisica o iniziatica. Il drago d’acqua può portarci sconforto e autocommiserazione, ma se sappiamo avvicinarlo con attitudine amichevole porta passione, compassione, profondità di sentimento e collegamento con l’intera umanità e la natura.
Drago di terra (draig-talamh per i druidi)
Il drago di terra significa il potere, il potenziale, le ricchezze. Ci porta a confrontarci col nostro potenziale, con le ricchezze in noi che possiamo imparare a utilizzare. Ci dice che in passato, il guardiano di questo tesoro ci ha impedito di accedervi, ma comprendendo che anche lui è una parte di noi, ora, siamo autorizzati all’accesso. In questo modo, comprendiamo i nostri segreti e la bellezza e il potere in noi e negli altri.
Dice anche che ti stai ponendo in modo errato nei confronti alle tue riserve interiori. Il drago di terra è a custodia dei tesori, ma è un alleato, non un nemico, perciò non cercare né di ucciderlo, né di rubargli il tesoro. Risveglia i tuoi talenti gradualmente, perché il drago è rimasto assopito a lungo.
Il drago di terra, generalmente, ha un contatto minimo con gli uomini, non fanno razzie e gli uomini non tendono ad ucciderli ma, se disturbati, rivelano la loro pericolosità. Ci accompagna nel labirinto in noi per ritrovare col cuore il nostro tesoro interiore.
Drago d’aria (draig-athar per i druidi)
Il drago d’aria significa ispirazione, visione interiore, vitalità. È un servitore del dio Cielo proveniente dalla costellazione del Draco, vicino alla Stella Polare. Il contatto con questo drago può essere fulminante per la psiche e l’intelletto, perciò dev’essere gestito con particolare attenzione e rispetto. Si manifesta con lampi improvvisi di illuminazione portando visione e chiarezza al pensiero e all’immaginazione. Ma dice anche di stare attento a non diventare servitore di un’idea, di un dogma, di una credenza. Considera sempre la realtà della vita relazionale e pratica di ogni giorno.
Sembra che i draghi d’aria seguano le rotte delle linee del drago terrestri.
Drago di fuoco (draig-teine per i druidi)
Il drago di fuoco significa trasmutazione, maestria, energia. Porta vitalità, entusiasmo, coraggio e capacità di affrontare gli ostacoli. L’alleanza del drago di fuoco fa esprimere immediatamente le qualità di leadership e di maestria. Egli dà carburante al fuoco interiore, ponendo però attenzione, nell’essere diretto e canalizzato con precisione per superare prove e raggiungere gli obiettivi. Ma dice che hai represso una grande quantità di rabbia, che non ti fa controllare l’energia vitale. Può aiutare sia con troppa che con insufficiente energia vitale.
Il drago di fuoco era il simbolo del padre di Artù, Uther Pendragon. È l’energia di essere re, maestri, governatori. Il potere del drago di fuoco è quello conosciuto in oriente come kundalini.
Fagiano
Il fagiano è fertilità, rinnovamento, cambio di vestiti, cura dell’apparenza, valore dei talenti.
Falco (seabhac per i druidi)
Il falco significa la nobiltà, la memoria, la pulizia. A lui sono associate le piante di radichiella dei prati e il morso dei falchi. Il falco dice di guardare in prospettiva, di liberarsi delle zavorre, collegandosi alle radici ancestrali. Guarda la vita con calma, metti gli eventi nel contesto corretto estrapolando il tempo per farlo. Porta a trovare i pezzi mancanti e a illuminare dettagli importanti.
Il senso delle proprie radici è il senso di nobiltà e di statura. Sapere da dove si viene, quindi, sapere dove si sta andando, comporta una vita di entusiasmo, ispirazione, l’alba di un nuovo giorno dove prendere decisioni con fiducia. Di contro, dice che stai dando troppa importanza ai dettagli, utilizza gli occhi di falco con ricchezza, senza estremizzazione, altrimenti si sfocia nella crudeltà. Elevarsi è anche radicarsi per comprendere col centro che è il cuore, perché la giustizia della propria causa può ferire altri.
Quando un Bardo era ispirato, si diceva che avesse la conoscenza dell’uccello. Il Druido divinava osservando il volo degli uccelli. Si poteva trasformare interiormente nel suo uccello per raggiungere gli obiettivi oppure farsi appoggiare dal suo uccello spirito alleato per volare negli altri regni.
Il falco dona dignità, orgoglio, nobiltà e statura. È associato alla cavalleria e alla nobiltà; è un animale solare simbolo dei cavalieri che ricercano il graal femminile. È simbolo dell’alba, della freschezza del nuovo giorno, ma anche del ricordo del viaggio all’indietro alla scoperta della propria eredità e del diritto di nascita. Per i celti, vedere di prima mattina un falco era segno di buon auspicio. Il falco che accompagna il Druido nel suo viaggio all’indietro, lo aiuta pulendo il passaggio.
Falena
La falena porta il messaggio dello sciamano che viene a vedermi.
Farfalla
La farfalla è l’incarnazione passeggera del piccolo popolo. Ci dice di andare nel bosco e di cercare il contatto con gli spiriti della natura.
Fenicottero
È la spiritualità.
Foca (rón per i drudi)
La foca significa amore, nostalgia, dilemma. Il canto delle foche spaventa e turba la maggior parte delle persone che l’ascoltano. È una melodia lugubre che tocca la profondità del cuore dell’uomo. È una chiamata dalle acque del nostro inizio, da fratelli e sorelle del regno animale che ci sono più vicini di quanto immaginiamo. La paura di questa chiamata è di essere sopraffatti dai sentimenti, ma non imprigioniamo questi sentimenti come facevano gli uomini con le loro spose selchie, le foche magiche. Aprirsi all’inconscio, ai sogni, al femminile, porterà guarigione, trasformazione, amore.
Dice anche che forse devi confrontarti con un dilemma, puoi trovare rischi e potenziali perdite, ma una scelta la devi fare. La foca ti invita a fare le scelte con il cuore, con amore, umanità e bontà. Anche se è imprigionata come la selchie, la foca si libererà per accompagnare attraverso il sentimento e l’Altromondo.
La foca dice mettiti tranquillo e scivola, le cose fluiranno. Se sei ammalato, guarirai.
Formica
Ti dice di lavorare instancabilmente.
Gabbiano
Il gabbiano è la libertà e ti invita a salvaguardarla dalla pressione. Ti dice anche di stare fuori dalle regole.
Gallo
Il gallo rappresenta la pienezza di sé, la pretenzione, è fare il gradasso, il vanto. Il gallo è l’ego, perciò, anche il messaggero del sole che tramite il suo canto annuncia il nuovo giorno, appunto, col sole che nasce.
Nel mondo germanico, il gallo insieme a cavallo e cane diventa un animale sacrificale quando guerrieri e sapienti passavano la soglia. È anche simbolo di fertilità e guardiano
Gatto (cat per i druidi)
Il gatto significa la guardia, il distacco, la sensualità. Al gatto sono associate le piante costolina macchiata, l’erba gatta, erba miseria. Il gatto ci indica di osservare con calma le situazioni prima di prendere decisioni; infatti, il gatto può rimanere a lungo seduto, apparentemente addormentato, prima di agire e lo fa con decisione. Significa aver diritto a conoscere e giudicare rispettando i propri tempi. Coniuga sensualità e consapevolezza del mondo degli spiriti ed è il risultato di consapevolezza e sensibilità. Dice di imparare ad apprezzare il fisico e il non fisico.
Di contro, indica di non diventare un gatto da camino che è pigro, che non si interessa al mondo, perché è una sensualità indolente, di fuga dalla realtà. Il gatto viaggia col suo spirito con facilità nell’Altromondo, ma indica di rimanere radicato nella quotidianità, quindi, non utilizzare l’occulto e i misteri come difesa dal dolore della difficoltà del mondo.
Una tradizione scozzese dice che nel giorno di Brighid i gatti porteranno a casa ramoscelli da bruciare. La dea Brighid, figlia dell’orso, aveva un gatto. Il gatto è sacro alla Dea.
I celti irlandesi guerrieri utilizzavano la pelle di gatto selvatico e molti cognomi scozzesi risalgono a clan con simbolo il gatto. A lui sono attribuiti elementi positivi e negativi. È l’alleato ideale di maghi e sciamani perché lavora nel mondo degli spiriti. I cath sith sono i gatti magici e sono stati perseguitati dai Tudor che erano cattolici, perché considerati gatti che rubavano l’anima. Anche se morti, i sith hanno degli emissari che possono contattare, e uno degli emissari è il cath sith, che sono gatte nere con la macchia bianca in gola, capaci di vedere.
Il gatto insegna rispetto e cautela, accetta il nostro affetto solo a modo suo, è orgoglioso, indipendente e vede nei mondi. Sta con chi gli piace, è lui che sceglie. Protettore dal mondo invisibile fatto sulla persona, il gatto nero ci avverte dell’onda negativa, il gatto bianco ci dice che veniamo derubati. Se si avvicina ha un messaggio o è un amico. È una simbologia che si articola tra il bene e il male.
Nella mitologia del Nord Europa, la dea Freya aveva un carro trainato da due gatti maestosi, uno bianco e uno nero, che rappresentano le due fasi lunari di nuova e piena, il rinnovarsi e l’evolvere della Natura, elargendo prosperità e abbondanza, sono maschio e femmina per indicare la fertilità e la generazione.
I gatti predicevano i matrimoni ed erano di buon auspicio se partecipavano alle nozze. I gatti sono guardiani e cacciatori, rappresentano la protezione e la capacità di mantenere l’equilibrio.
I gatti, soprattutto i neri, hanno la capacità di entrare in contatto con le energie sottili più di qualsiasi altro animale neutralizzando le negative per l’uomo. È consigliato per chi si occupa di magia avere a stretto contatto almeno un gatto. I gatti bianchi sono la purezza di un’anima superiore incarnata.
Geko
È l’invito alla rigenerazione.
Ghiro
Il ghiro porta il messaggio che ti devi riposare, molla; se è morto significa che le persone che ti rallentano sono morte.
Gufo (cailleach-oidhche per i druidi)
Il gufo significa il distacco, la saggezza, il cambiamento. Collegato a quercia ed edera.
Il gufo ci dice di trasformare uno svantaggio in un vantaggio. È con l’udito che di notte il gufo sente le prede, cosa non vera per gli altri uccelli. Invita a fare una passeggiata al tramonto, durante la luce del gufo, in una foresta, per sviluppare la sensibilità verso l’Altromondo e l’anima della Natura. Invita a studiare esoterismo e sviluppare chiaroveggenza. Il gufo è l’alleato verso quella direzione.
Il gufo, però, ti dice anche di non ritrarti troppo dal mondo; distaccarsi per valutare meglio è importante, ma non dev’essere estraniarsi dal mondo nel quale poi si diventa vulnerabili.
Il gufo è iniziazione, cambiamento, periodo di nuovi inizi. Portatore di presagi, di vita e di morte. Il gufo guarda e attende, con distacco, non si fa notare, preferisce la notte. È saggezza e segretezza esoterica. Il gufo chiama o cattura o porta via l’anima.
In Svizzera vi è la tradizione che il canto del gufo annunci la nascita di un bimbo o la morte di un uomo, a indicare la stretta connessione con la Madre che dà e prende la vita. Significa anche la chiaroveggenza, per questo è il viaggio astrale. Il gufo squarcia i veli dello spazio e del tempo. Essendo un guardiano dell’Altromondo, ci ricorda che la morte non è la fine, ma un nuovo inizio.
Anche la civetta ha il significato del gufo e il barbagianni è la dama bianca che schifa gli oracoli. Dice di vedere nel buio, nell’inconscio, guardarsi dentro. Il gufo vola nella notte e vede nell’inconscio, è la sapienza che vede dove gli altri non vedono, nel buio, appunto. È chiamato anche Occhio della Dea e rappresenta la saggezza e le conoscenze antiche.
Gru (corr per i druidi)
La gru significa la conoscenza segreta, la pazienza e la longevità. La vite, la cicuta amara e la veccia amara sono le piante a essa collegate. La gru è pazienza e perseveranza, considerato che riesce a stare immobile nell’acqua per ore per catturare la preda; significa concentrazione e focalizzazione, niente distrazioni. Guida gli altri nel mondo sotterraneo, li aiuta nei momenti di transizione che sono morte o viaggi interiori. È la scienza arcana, la scienza segreta, che per i Druidi sono gli scritti Ogham, la lingua arborea. Questo linguaggio è il libro della natura.
La gru sta da sola ad aspettare immobile, ma allo stesso tempo si unisce al gruppo per volare e danzare: bilancia lo star da solo con la capacità di stare in gruppo. Dice osserva come bilanci questi due aspetti. Il lato negativo della gru è la meschinità, la rudezza e il lamentarsi.
In antichità, essendo un animale sacro, era vietato mangiarlo. È il primo uccello a salutare il sole e ha la capacità di prevedere pioggia e temporali.
Ogma dona l’alfabeto arboreo intenzionalmente ai solo eruditi e l’ispirazione era dovuta all’osservazione di uno stormo di gru che componevano lettere mentre volavano. Era conosciuto solo dai druidi e l’Ogham era detto la Conoscenza della Gru, rappresentante le scienze arcane in generale. La borsa di gru era la borsa di medicina del Druido e la borsa rappresenta il ventre materno. La gru, sacra alla Dea, appariva spesso a tre alla volta. Tre gru proteggevano il mondo di Annwn, il Mondo Sotterraneo, e rappresentavano la natura triplice della Dea. La gru ha, dunque, la funzione di psicopompo. La sua conoscenza è legata all’est, posto della conoscenza, il sorgere del sole. Le danze delle gru sono in cerchio a rappresentare il movimento del sole.
Lepre (geàrr per i druidi)
La lepre significa rinascita, intuito, equilibrio. Associata a convolvolo, pennacchio guainato, trifoglio. Porta equilibrio e intuito, promessa e compimento. È creatura della Dea, della notte, della luna, rappresentando anche l’alba, la chiarezza, l’oriente. Pratica il cambiamento di forma perché non sappiamo mai se quando appare è di questo o dell’Altromondo. È l’intuito che rende improvvisamente chiare tutte le cose.
Simbolo dei due equinozi, porta rinascita, fertilità, abbondanza, volontà di liberazione tipica della fine di ogni ciclo. Con la lepre alleata, si negoziano i tempi del cambiamento e invita ad affidarsi alla guida della vita. Ma la lepre dice anche che sei troppo preoccupato dell’Altromondo, vedi troppi segni come prodigi, troppa attenzione ai messaggi canalizzati. Ci dev’essere un equilibrio di mondo interno e mondo esterno. Metti in campo il buon senso. La lepre si accoppia e cerca cibo di notte. Le lepri sono portafortuna, portano fertilità, trasformazione e guarigione.
Nei tumuli, la lepre porta rinascita e immortalità, come lo Spirito del Mais che muore in autunno per rinascere in primavera. Il coniglio è simbolo di Ostara per la rinascita e l’abitudine di dormire in una posizione che ricorda la pavoncella che depone le uova, che a Pasqua si associano alle lepri, come se le avessero deposte loro. La lepre appare anche a Mabon quando si taglia l’ultimo govone di grano; il taglio di questo govone è detto l’uccisione della lepre e,, se appare una lepre diventa un buon auspicio.
È l’animale della luna, della sensitività, della sensibilità, cerca il contatto con le forze invisibili del ciclo della vita. Animale prolifico, ma è debole, è preda. La luna è il mondo delle lepri; la ghiandola pineale è grande quasi tutta la sua testa, così sente prima di capire, salvandosi dai predatori.
È rinnovamento e vita in tutte le sue forme, animale lunare e legato alla Dea Madre. Di giorno si nasconde, di notte esce, soprattutto in luna piena. I celti allevavano lepri ma non se ne cibavano. Era considerata di animo inquieto, come la pubertà, di grandi cambiamenti esistenziali.
Libellula
È la rivelazione. Invita a cercarla perché viviamo di illusioni. La libellula è l’anima del deceduto: mi parla di qualcuno che decede, che non sarà più qui.
Lince
Ha i segreti, è la detentrice della conoscenza occulta. Nelle lingue celte lince si dice lug, proprio come il dio associato alla luce. Alcune arpe erano fabbricate con budella di lince e si dice che emettessero dei suoni divini.
Locusta
È la devastazione, il nome significa luogo bruciato.
Lombrico
Rappresenta l’umiltà.
Lontra (dòbhran per i druidi)
La lontra significa gioia, gioco e utilità. Coniuga terra ed acqua. Dice di lasciarsi trasportare dalla corrente della vita e dell’esperienza giocando, come facevamo da bambini. Dice rilassati e lascia le preoccupazioni quotidiane e fai qualcosa solo per divertimento così potrai essere di vero aiuto agli altri. Potrebbe apparire qualcuno a mostrarti come si gioca, quell’abilità che hai messo da parte. Giocando, possiamo incontrare il salmone che è la saggezza. La lontra ci indica che siamo davvero protetti.
Ma la lontra dice anche di non andare controcorrente forzando gli eventi con ostinazione. Abbi fiducia nella vita ma, anche, non utilizzare il gioco per scappare dalle responsabilità. È la forza dei legami familiari. Indossare la pelle del Re Lontra rende guerrieri invincibili.
Simbolo lunare e iniziatico apparendo e scomparendo nell’acqua. Cernunno è accompagnato da una lontra, un lupo e un orso.
Lupo (faol per i druidi)
Il lupo significa intuito, apprendimento, ombra. È associato al bucaneve, simbolo del periodo di Imbolc, quando c’è la luna del lupo, indicativamente 15 gennaio-15 febbraio. Porta senso di fiducia, intuizione e forza interiore, ma anche apprendimento. Ci dice che a volte bisogna andare oltre i limiti, oltre il comportamento normale per poter crescere, imparare, anche se questo è doloroso o per nulla attraente. Dice non temere il potere interiore quando sei solo, perché troverai coraggio e compagnia spirituale.
Invita anche a instaurare una nuova relazione con il senso di solitudine nel mondo. La paura della solitudine può essere paura del proprio potere, della propria ferocia, della forza interiore, quindi, dai credito a questi poteri. Il lato nascosto, l’ombra, lo si può comprendere con i sogni, con le intuizioni.
Il lupo si accoppia per la vita; era buon auspicio se un lupo attraversava la strada durante un matrimonio. C’è il tempo della solitudine e c’è il tempo per stare in branco.
Il lupo incarna anche tutte le qualità del cane e i celti accoppiavano cani e lupi per ottenere animali da combattimento. Il lupo è socievole e intelligente, per questo spesso è collegato al corvo. Il lupo ci insegna a dar credito a noi stessi per l’esperienza che abbiamo, ci dice fai in gruppo, trova un gruppo per fare ciò che devi fare. Cernunno era il dio accompagnato da un lupo, un orso e una lontra.
Il giorno del lupo è il giorno in cui la vita assume un’importanza sacra.
Per i celti, c’era anche il lupo mannaro, che era il disadattato e veniva curato con l’aconito napello.
Nella mitologia norrena vi è il lupo Fenrir. Legare Fenrir vuol dire imbrigliare le forze del caos che tentano di manifestarsi anzitempo. Tyr sacrifica una parte di sé per evitare che il caos si manifesti prima del tempo stabilito. Il lupo ha una doppia valenza.
A ovest di Valhall, la zona della morte, c’è un lupo impiccato. L’impiccagione per i norreni è un protocollo rituale perché Odino raccoglie le rune grazie al sacrificio di impiccagione sull’albero del mondo. C’è un lupo che insegue il sole e un altro che insegue la luna.
Per i nativi americani, il lupo è guaritore, guida. Il lupo non è addestrabile, rimane col proprio partner fino alla morte, non mangia cadaveri, porta cibo non solo ai cuccioli ma anche agli anziani che non sono in grado di cacciare. Il maschio alfa sta dietro al branco. Il lupo rispetta la gerarchia.
I guerrieri lupo, ulfédhnar, avevano anche donne guerriere, erano votati a Odino. Skull è il lupo che insegue la luna.
Nella tradizione nordica i lupi divorano gli astri divenendo simbolo della morte rituale dell’iniziato. I due lupi fedeli a Odino sono Geri (il famelico) e Freki (il vorace) che si nutrono di bocconi del cinghiale Saehrimnir che non si esaurisce mai. Fenrir divorerà Odino nel Ragnarok causando un’eclissi di sole a indicare il simbolismo del sacrificio della rinascita. Il lupo è la forza primordiale che fatica ad essere contenuta.
Il lupo morto indica che gli aggressivi sono morti, non danno più fastidio; il lupacchiotto vivo ti dice tira fuori i denti, non è il momento di essere delicato.
Maiale
Il maiale è la fecondità, l’abbondanza, la voracità, la vita spensierata, l’aggressività per difendere la comodità.
Per i nordici, il maiale era l’animale più presente, per questo venerato. Per i celti è simbolo di abbondanza e fertilità e, come fa il guerriero, riesce a ingoiare grandi quantità di cibo rappresentando fortuna.
Mantide
È osservare il sacrificio della religiosità.
Medusa
Ci indica di connetterci col mistero dell’inconscio.
Merlo (Druid Dhubh per i druidi)
Il merlo significa eterna giovinezza, rivivere nella giovinezza gli antenati, capacità di ascoltare in un posto e riportare in un altro, canta tra la notte e il giorno, canta tra i mondi. Per i Druidi, il merlo rappresenta la soglia, l’incanto, la chiamata interiore. È anche l’uccello della forgia. Il merlo è sulla soglia tra i due mondi e ci chiama invitandoci a seguire una via spirituale o, almeno, ad essere più consapevoli. La chiamata avviene all’imbrunire e ci mostra il sentiero per svelare i segreti degli Altrimondi. Ci indica il modo per scoprire le motivazioni nostre e il potenziale nascosto in noi.
Il merlo dice che c’è il momento di dedicarci al mondo esteriore e alle responsabilità che abbiamo in esso e c’è il momento di dedicare attenzione al canto della nostra anima che chiama alla verità spirituale e all’esplorazione dell’interiore attraverso sogno e mito. Facendo attenzione al suo canto, si scopre la guarigione e la profondità dell’anima.
Il merlo dice anche che, essendo l’uccello del fabbro, è bene forgiare il proprio cuore, generare una vita di passione e di significato. I quattro elementi intervengono nella forgia dei metalli, perciò l’invito è di lavorare adeguatamente con i quattro elementi, integrando mente e cuore, istinto e intuito.
Il merlo ci dice di non rimanere sulla soglia, senza lavorare né di qua e né di là, di non negare il potere personale e nemmeno le proprie responsabilità. Egli canta sul far della sera, sul momento di passaggio da una realtà a un’altra, il momento in cui le stelle compaiono nel cielo. I momenti di mezzo sono sempre molto significativi per i druidi. Il merlo canta quando il giorno, la fase della concretezza e della coscienza, lascia il posto alla notte, momento dell’inconscio e dell’Altromondo. Il momento di transizione è un momento di grande bellezza e potere. Lasciandoci guidare dal canto del merlo, scopriamo la profondità e l’incanto dei segreti che riguardano noi e il mondo.
Il piumaggio nero e il becco giallo rappresentano entrambi i mondi. Druid Dhubh può mandarci nel mondo dei sogni e parlare con le anime non incarnate.
I merli sono ghiotti di bacche di sorbo, uno dei nove alberi sacri alla tradizione druidica con i quali si fa l’olio dei 9 legni a Mabon. Le bacche di sorbo hanno un piccolo pentagramma che è simbolo di potere e protezione ed è anche simbolo di buona salute. Mangiando queste bacche, i merli ci connettono con i loro canti di guarigione e di potere, ma sono anche strumento di riequilibrio con l’altromondo e l’inconscio.
Il merlo è uno dei cinque animali di potere dei Druidi. Nella saga di Re Artù si dice che il Merlo di Cilgwri è uno degli animali più anziani del pianeta insieme a cervo, gufo, aquila e salmone. Il merlo però è il primo animale del ciclo totemico che, a guardia della soglia, ci culla la mente col suo canto finché il sonno ci mostra le visioni nella mente portandoci al risveglio delle facoltà psichiche.
In irlandese, la parola ghobadhu significa sia fabbro che merlo. Brigid è anche la dea dei fabbri, della forgiatura dei metalli con i quali si costruiscono le armi, i calderoni, le ruote e gli aratri. Il fabbro lavora con il fuoco, l’acqua e i minerali della terra, lavora con tutti gli elementi; infatti, Druid Dhubh dall’aldilà ci ricorda di lavorare con l’aria della mente, l’acqua del cuore, la terra dell’istinto e il fuoco dello spirito, per una vita basata su bellezza, dignità e scopo.
Montone (reithe per i druidi)
Il montone significa il sacrificio, la breccia, il compimento. È associato al rovo, all’acetosa, alla vedovella annuale. Il montone indica la capacità di aprire una breccia. È attaccato al luogo di nascita, quindi, è radicamento, stabilità, ma anche la penetrazione, la vittoria e il compimento. È la forza interiore per aver successo mantenendo i piedi a terra nelle necessità quotidiane. Perseverando, curando le necessità della vita quotidiana e gli obiettivi, questi si realizzeranno e scoprirai di essere tornato a casa.
Dice anche che, se ami la competizione, potresti essere chiamato a un sacrificio. Lasciare andare apre una nuova porta alla quale altrimenti non potresti accedere. Non sbattere contro un muro, ma trova una soluzione diversa. Segui i tuoi istinti per sentirti a casa creandola da te stesso.
La pecora per i celti era allevata per lana e latte e solo alla fine sacrificata come cibo. Veniva paragonata all’albero sacrificato per riscaldamento, legna e rifugio, dopo che aveva dato ombra, cibo e ossigeno. Il montone era proprio considerato adatto al sacrificio, soprattutto, a Beltane e a Litha.
I camini modellati a testa di montone richiamano il legame tra l’animale e il sacrificio. Le ossa erano utilizzate dall’Ovate per la divinazione; le ossa, quindi, parlavano, mentre la pelle era utilizzata per strumenti musicali come cornamuse e tamburi. Dormire con le pecore in una malattia prolungata dava beneficio e guarigione.
Mucca (bò per i druidi)
La mucca significa nutrimento, attitudine materna, è la Dea. È associata a mirtilli, primula gialla, latticella, genziana di campo. La mucca apre alla consapevolezza della Dea; la sua generosità, il potere nutritivo e di guarigione è presente ovunque. Protegge dalle influenze nocive, accordando un sonno tranquillo e profondo. Aprendoti alla mucca, hai accesso al flusso continuo di nutrimento e non c’è nulla da fare per farne esperienza.
Dice anche di osservare il modo in cui ti poni al mondo: se credi alla limitatezza delle risorse, allora avrai ansia, se comprendi di contenere tutta la creazione, darai pienamente. Solo se sarai capace di ricevere allora potrai dare. Brighid è la Dea degli armenti e ha la mucca come animale totem.
La mucca è protagonista di tre delle otto date della Ruota dei Druidi, tre delle quattro date principali, che sono di energia femminile: Samhain nel quale la mucca veniva portata a valle e si compivano anche dei sacrifici; Imbolc quando c’era la filiazione di mucche e pecore; Beltane quando le vacche erano portate al pascolo dopo essere passate trai i due fuochi per essere purificate e rafforzate.
Nel cielo, la Via Lattea era chiamata la Via della Mucca. La mucca è la femminilità, l’abbondanza di sentimenti, la Dea della terra.
Vac, in sanscrito, significa parola. Sarasvati è fatta di parole, incarnazione del dono.
Oca selvatica (gèadh per i druidi)
L’oca selvatica significa la vigilanza, la parentela, il potere produttivo. Le oche vivono insieme tutta la vita. Sono associate alle more, all’uva spina, alla spigolina, al canneto. È il potere della creatività e della produttività che si svilupperà sapendo di avere il sostegno della famiglia, del gruppo, dei colleghi. Dice che sei pronto a far famiglia e avere una relazione a lungo termine. L’attività più gioiosa e giocosa è crescere un bambino.
L’oca sta a terra, ma vola alta per attraversare il mare dicendo che si può essere spirituali pur essendo radicati. Ma indica anche la preoccupazione inutile di diritti, possedimenti, territorio, ti dice che sei possessivo col partner. Le oche stanno insieme tutta la vita, ma non sempre questo è il meglio per un essere umano. Per ottenere capacità creativa e produttiva dobbiamo porre attenzione alla fonte di tutto ciò, mantenendola in vita, nutrendola, facendola riposare.
L’oca rappresenta il cambio di stagione con i suoi flussi migratori, indicando inverno o estate che arrivano. Se volano in mare è bel tempo, verso le colline brutto tempo.
L’oca è collegata a Samhain per il periodo di migrazione, ma anche a Yule come rinnovamento e purificazione, essendo un uccello solare, ma è anche la Dea Madre. È di difficile caccia e cattura. Le oche si corteggiano ed è diventato simbolo comune di corteggiamento ed erotismo. Indica anche difesa e aggressione per proteggere famiglia e territorio. L’oca è una dea, è protettrice del territorio, dona protezione al clan. Incontrarla ci dice di stare con altri.
Per i germani, l’oca segnalava la sventura in arrivo correndo e starnazzando. Quando lo faceva, la morte era in arrivo.
L’oca è una buona madre che inventa le storie per i piccoli.
Per i celti l’oca è la messaggera tra il mondo di qua e il mondo di là
Orso (art per i druidi)
L’orso significa il potere primordiale, la sovranità, l’intuito abbinato all’istinto. Art ci connette con le più profonde radici ancestrali, sta nella caverna, quindi, con la Madre Primordiale che difende i suoi figli dal pericolo anche con ferocia. C’è connessione anche con la Stella Polare dell’Orsa Maggiore che invita a seguire il tuo intuito che non ti tradirà mai.
L’orso fa lavorare il guerriero, sposando forza e intuito. È il matrimonio della stella di potere e dell’animale di potere, entrambi simboleggiati dall’orso. Ma ti invita anche a non lasciarti trasportare dalla furia del berserkr, il feroce guerriero orso che perde il controllo di sé; non lasciare che la collera e la ferocia abbiano il sopravvento perché danneggerebbero te e chi ti sta vicino. L’orso ha una grande riserva di potere che va integrata tra spirito e intuito e gli istinti primordiali. Il culto dell’orso è uno dei più antichi.
Art significa orso, pietra o dio e Artù è l’uomo-orso forte e potente come un orso. La parola deriva da artos = artù. Legato alla luna, ti dice di dedicare tempo al benessere, di vivere bene. Orso bianco significa clan ristretto.
I Fomori erano in Irlanda e vivevano in un’isola di boschi, erano legati al totem dell’orso e le donne erano dette donna-orso. L’orso è amorevole con i cuccioli, rispetta i cicli sole/luna, l’unico clan è la famiglia ed è l’orsa che detta le regole famigliari. Le donne non sono guerriere ma si occupano dei figli, del cibo, degli anziani. È la madre per la sua ferocia nella difesa di territorio e prole. Per i celti è la virtù guerriera.
Nell’Ynglingasaga si parla dei berserker, i feroci guerrieri orso di Odino. Erano dotati di due anime: quella umana, che permetteva di vivere come uomini, e quella dell’animale che esprimevano in combattimento. Erano uomini guerrieri iniziati che esprimevano la loro ferocia grazie a una bevanda, che non era permessa a tutti. Erano simbolo di coraggio, forza guerriera e metamorfosi rituale, con lo scopo di avvicinarsi all’invincibilità dell’orso.
Passero
Rappresenta la semplicità.
Pavone
Rappresenta l’autostima, dice riempiti di te anche esteriormente. Simbolo di immortalità e resurrezione.
Pecora
È la debolezza.
Pesce
Il pesce è il simbolo degli iniziati, non ha denti, non mangia gli altri, ma si sacrifica per gli altri. L’iniziato si veste da pesce e nuota nelle sue acque.
Pettirosso
L’armonia soprattutto familiare.
Picchio
Rappresenta preoccupazione; è invito a essere determinati perché arriva un cambiamento.
Pipistrello
È l’invito a entrare nel labirinto.
Question beast
È un animale formato da più animali. Il Druido la teme perché non è leggibile.
Il basilisco è una di queste e si cura con il basilico. È un animale che non dev’esserci, è una bestia che fa la domanda, è un mix di animali. Quando lo si vede sta per succedere il finimondo, è l’animale del destino e se lo vedi la tua vita sta per essere messa a soqquadro, sei in un momento di totale transizione; non esisto ma tu mi vedi, non dev’essere così.
La paura dei Druidi è l’incontro di animali non compresi dall’essere umano, la question beast che è una sentenza, non la puoi raccontare, tutto cambierà e non potrai fare niente e quello che hai verrà distrutto.
Ragno
Rappresenta la madre. Concreto e tessitore, ti dice sii silenzioso, sei trama e ordito. Il regno è creatore del suo mondo, traendo da sé la sostanza per creare la ragnatela al centro della quale risiede come un sole. È manifestazione lunare e del destino. È anche psicopompo. È simbolo di sacrificio continuo iniziatico per mantenere l’equilibrio degli opposti.
Rana (losgann per i druidi)
La rana significa sensibilità, medicina, bellezza e potere nascosti. Le piante associate sono le alghe, le orchidee, i mirtilli, i funghi e il salice piangente. Unisce acqua e terra, cantando e danzando porta alla sorgente sacra per rinfrescarsi e rinnovarsi. La pelle è estremamente sensibile, è considerata magica. È compagna degli spiriti della pioggia e aiuta a sviluppare sensibilità verso gli altri, guarire, risuonare attraverso la pelle, il corpo intero e l’aura.
Dice che nulla è come sembra e la vita è molto più bella di quello che si suppone. Ogni aspetto della natura nasconde bellezza e potere che avvicinano alla Dea, all’acqua e alla terra. Oltre le apparenze ci sono magia e bellezza. Dice anche di confrontarsi con le situazioni difficili e, allora, la rana che sposerai si trasformerà in principe. Le situazioni che hai accettato, anche se difficoltose, hanno in serbo per te grandi cose. La rana è medicina e la medicina è guarigione.
L’acqua è sacra ai Druidi e ogni fonte ha la sua divinità tutelare, le Ninfe delle Acque. A volte le rane erano considerate rappresentanti degli spiriti dell’acqua. Aiutano i padroni a rilevare i pericoli. La rana, porta purificazione per la sua associazione all’acqua; rappresenta il premio che si riceve quando si è disposti al sacrificio per guarire la persona amata.
Si dice che rane e rospi che custodiscono segreti possiedano pietre di potere che si trovano nella testa degli esemplari più anziani. Anche altri animali hanno oggetti di potere: la lontra e la volpe hanno perle magiche, la vipera la pietra del serpente e la rana e il rospo hanno una pietra magica. Sono il collegamento tra il regno animale e quello minerale e danno eternità alla vita di un animale inciso nella pietra. Con queste pietre, il Druido si connetteva agli spiriti animali alleati.
Regolo
Il regolo sta dentro il cappuccio del Druido, gli indica la strada, è vicino a terra e cielo.
Rospo
È il mago guaritore.
Salmone (Bradan per i druidi)
Il salmone significa saggezza, ispirazione, ringiovanimento. Associato al nocciolo e al canneto, ma anche al noce. È l’animale più anziano, più antico, fortemente riverito dai Druidi. La caratteristica di rischiare tutto per tornare ad accoppiarsi nel luogo in cui è nato ci dice che abbiamo bisogno di capitolare le nostre vite tornando indietro all’origine, non solo di questa vita, ma l’origina nella Dea. Il salmone porta saggezza ma anche giovinezza e ispirazione, ma solo se manteniamo un’apertura e non un’ostinazione.
Ma dice anche di non essere ostinato per raggiungere gli obiettivi o di delegare la saggezza perché qualcun altro trovi la via per te. Il salmone sa che risalire la corrente necessita di saggezza che trova nella conoscenza delle controcorrenti sotterranee. Collegati col tuo bambino interiore che salta come fa il salmone.
Il salmone è l’animale più anziano che nuota nel pozzo alla sorgente della vita che è del fiume Boyne, sorgente circondata da nove alberi di nocciolo i cui frutti donano saggezza al salmone. Dalla sorgente si diramano cinque ruscelli, i cinque sensi dai quali otteniamo la conoscenza. La conoscenza maggiore si ottiene bevendo l’acqua sia della sorgente che dei ruscelli. La pozza è l’ispirazione. L’esperienza sensoriale va arricchita con intuizione e ispirazione; bevendo da qui, le vite saranno complete.
Il salmone vive in acqua dolce e salata, risale il monte, controcorrente, dice abbi la forza di arrivare, di intuire lo scopo della vita. Rappresenta l’intima partecipazione ai processi vitali. Il salmone ha la forza spirituale di andare contro l’ovvio, va in direzione inversa, depositando le uova in cima al torrente con tutti i rischi del caso, come gli orsi che lo possono mangiare, e fa fatica a risalire il torrente che non è calmo, ma è saggio e sa quello che fa, e lo fa.
Scarabeo
È la potenza dei solstizi, di cambiare la rotta del sole, è Iside col potere delle stelle.
Scoiattolo
Porta il messaggio di portare a casa da mangiare, sii laborioso.
Scorpione
È la protezione dal profondo.
Scricciolo (drui-en per i druidi)
Lo scricciolo significa l’umiltà, l’astuzia, il dio. Il nido dello scricciolo è detto Casa del Druido. È, dunque, associato alla quercia. Invita a vedere la bellezza di Dio e della Dea in ogni cosa. Dice che la realizzazione non è sulla grandiosità o sul potere apparente, ma su umiltà, gentilezza, sottigliezza. L’astuzia va modulata con buona intenzione, allora, si raggiungono grandi risultati con il minimo sforzo, e un onesto e razionale utilizzo dei risultati altrui. Ma dice anche di non renderti invisibile con umiltà e gentilezza, perché è un nascondersi alla vita. Comprendi come utilizzare l’intelligenza naturale. L’abitudine a costruire sul lavoro di altri diventa un modo disonesto di sfruttare i risultati, quindi, mantieni saggezza e onestà di intenti. È l’uccello del Druido perché riuscì a sfruttare con astuzia l’aquila per volare più in alto. Lo scricciolo indica di saper dare il colpo a chi ha raggiunto alte vette e lo sventola con sicurezza. Essere piccoli e umili consente di entrare dove altri con la loro possenza non possono. Il nido dello scricciolo era protetto dai fulmini.
Il 26 dicembre c’è la tradizione della caccia allo scricciolo, ma inizialmente era il giorno di Capodanno. Lo scricciolo, essendo l’uccello del Druido, è la saggezza, quindi, la caccia dello scricciolo simboleggiava il passaggio della saggezza al cacciatore. In quel giorno, l’apprendista Druido entrava nella foresta a cercare la saggezza.
Scrofa (muc per i druidi)
La scrofa significa generosità, nutrimento, scoperta. A lei sono collegati orzo e grano portati in Galles dalla Antica Bianca (una scrofa divina), il cardo, la belladonna, le ghiande. È abbondanza e fertilità, è la richiesta di essere generoso. Nella generosità, la Dea ti nutre e sostiene, l’abbondanza in natura è dappertutto, e mai sarai scollegato dalla Dea, non devi preoccuparti. Festeggia la vita, la bellezza, le delizie sensuali perché la Dea dà a tutti e rinnova tutto.
La scrofa dice anche di rivedere l’immagine di te, perché rappresenta avidità e ignoranza se, invece di esserle in groppa, ne sei di fianco nel fango. Lavora nella comprensione dei piani sottili invece di focalizzarti sull’aspetto fisico. È sacra alla Dea, cura e nutre, rinasce nonostante sia mangiata. Le scrofe ripulivano il sottobosco nutrendosi, concimavano e rivoltavano la terra.
Serpente
È l’iniziazione, la sapienza antica, la vita. Ha sostituito il drago. Il Serpente del Tempo è la sapienza precedente all’uovo, all’umanità. La Maddalena non è nemica del serpente. Il serpente è il DNA ancestrale. È uno dei simboli di Brigit. È lo spirito della terra e delle forze naturali della crescita; è decadimento per rinnovarsi.
A imbolc, si dice che si svegliasse e, se si vedeva un serpente, l’inverno era finito. È uno degli aspetti dell’antica dea madre. La muta è il rinnovamento continuo, ma anche la dualità.
Tarantola
Insinua il suo veleno col morso che continua la sua attività finché rimane in vita lei e la sua discendenza.
Tartaruga
Rappresenta la stabilità, ti dice tieni i piedi per terra.
Tasso
È sospetto, è irriducibile davanti al pericolo. I tassi sono sospettati di magia. Dice stai attento hai un nemico veloce.
Topo
Rappresenta il segreto, astuzia, intelligenza, attenzione ai dettagli, dice sii intelligente, scaltro. Per tenere lontani i topi pianta un sambuco. Rappresenta l’avarizia, la miseria, la cupidigia, la clandestinità.
Toro (tarbh per i druidi)
Il toro significa la ricchezza, la potenza e la beneficenza. Associato al salice. È collegato anche alla gru che indica che il toro è un animale di terra ma è collegato ai cieli. È fertilità e virilità. Porta opportunità per una vita ricca e abbondante. È buon auspicio negli affari finanziari, ma ricorda che la vera ricchezza è nell’anima che solo poi si trasmette alla materia. È fertilità, potenza, abbondanza e prosperità, che impiegano il loro tempo opportuno per manifestarsi. Il toro accompagna nel periodo di duro lavoro per ottenere i risultati. Indica anche la difficoltà a sentirsi motivati. La testardaggine del toro è immobilità, perciò bisogna iniziare a fare delle scelte e osservare la reazione alle provocazioni e nel controllo degli altri.
Per i celti, l’allevamento del bestiame era il punto centrale della loro ricchezza. È un animale di terra, ma le corna sono una luna crescente collegandolo, così, alle stelle. Nelle cerimonie, i Druidi bevevano da corni di toro come coppe cerimoniali. C’era una cerimonia in cui il brodo di toro veniva bevuto per ricevere il nome del nuovo re ed era presieduta da quattro Druidi. Quando i Druidi toglievano il vischio dai rami di quercia, nei giorni di Yule, venivano sacrificati due tori bianchi. È forza generatrice e feconda. Quando è bianco, è una vittima sacrificale. Il vischio è apportatore di fecondità e sana tutti i mali, per questo sacrificano i tori a questo grande dono.
Unicorno
È un cavallo bianco, coda di leone, gambe di antilope. È sacro, è magia antica, è l’animale dei sidh (elfi) antichi.
Vacca
È la Madre Terra che produce il latte, il nutrimento.
Nella tradizione germanica, il gigante Ymir è nutrito dalla vacca nata con lui dallo scioglimento dei ghiacci che diverrà la sua compagna. Lei si trasforma in una nuvola e con la sua pioggia renderà fertile la terra.
Vespa
Ti dice attenzione alle spalle, c’è un ladro in giro.
Vipera (nathair per i druidi)
La vipera significa la trasformazione, la guarigione, l’energia vitale. I Druidi, a volte, venivano chiamati vipere. San Patrizio liberò l’Irlanda dai serpenti e, molto probabilmente, era un riferimento ai Druidi. Alla vipera è collegata l’edera che è velenosa, vedi le sue bacche. L’edera, come il serpente, ci parla dei misteri di morte e rinascita, del viaggio dell’anima che va nel labirinto dell’Altromondo e poi fa ritorno. L’ammonite e i fossili erano utilizzate dai Druidi come pietra vipera.
La vipera offre guarigione e trasformazione ed è un collegamento con l’Altromondo e la morte per la sua capacità di scivolare tra le rocce al buio; è la capacità che abbiamo di morire e rinascere. Per poter rinascere, dobbiamo morire e avere energia sessuale. Il viaggio della vita verrà con grazia e magia, sapendo abbandonare facilmente la vecchia vita quando è il nostro momento per farlo, sia come vita fisica, sia come momento della vita.
La vipera dice anche di smettere di ferirci per guarirci, lei è il potere di trasformazione, con la sua energia, la capacità di penetrazione sottile e silenziosa, non per andare contro gli altri, ma per guarire. La sua capacità di cambiare pelle fa accedere ai misteri della guarigione, della rinascita.
Il serpente è fertilità; lo si trova scolpito con un uovo in bocca a simboleggiare lo spermatozoo. Erano i guardiani dei pozzi sacri ed erano sacri a Brighid.
Volpe (sionnach per i druidi)
La volpe significa la diplomazia, l’astuzia, la selvaticità. Le piante associate sono la carice volpina, l’agrifoglio, la digitale rossa. Una tradizione rivela che nessuno si apprestava ad attraversare del ghiaccio se prima non lo avesse fatto la volpe. La volpe rappresenta armonia e bellezza della natura, sa quando uscire allo scoperto per venire notata e quando rimanere in silenzio e nascosta. Dice di essere diplomatici e di essere forte all’interno del gruppo assicurandosi di non diventare disonesto e ambiguo. Dice di equilibrare con saggezza il silenzio e l’invisibilità.
Quindi, la volpe invita a non usare l’intelligenza in modo disonesto; l’abilità non deve diventare astuzia che poi si trasformerà in inganno. Puoi anche sentirti vittima, infatti, la volpe è innocenza e bellezza del mondo naturale distrutte dalla crudeltà dell’uomo. La volpe suggerisce di tenerti un po’ in disparte se ti senti trattato ingiustamente. Dedicati alla casa e alla famiglia con diplomazia e mediazione. La volpe ha anche una carica erotica, è lungimirante e dotata di chiara visione.
La volpe era considerata portatrice di una magica perla che portava fortuna a chi la trovava e lo stesso la lontra. La volpe, dunque, può essere scaltrezza esagerata, fa perdere le tracce, dice di vedere oltre la faccia, di stare sveglio. È l’astuzia con connotazione positiva.
Zanzara
È le vibrazioni sottili, è un predatore.
