con Gianfranco Carpeoro
Bereshit bara Elohim, ovvero, In principio Dio creò. Non è mia volontà oggi discutere se questa è una interpretazione corretta, ma voglio solo prendere spunto per questo argomento. Così inizia il libro più venduto al mondo, anche se non il più letto.
All’origine di tutto vi è la creazione, parola che ha insito in sé un aspetto fondamentale affinché tutto possa avere origine: l’azione. Il fare, il Verbo che è anche parola, il suono, i suoni che escono dall’entità primordiale e danno forma.
Cosa significa creare? L’etimologia di questa parola è molto interessante. Innanzitutto, come dicevo poco fa, è il fare, il produrre. Questo avviene solo quando vi è una interrelazione tra cuore e mente, tra luce e forma, col suono che giunge dal cuore che gli esseni chiamavano la voce lattea, la voce che produce suoni primordiali.
Chi crea domina gli elementi con cui sta lavorando, è un fabbricatore, ovvero fa.
Ma la parola creare ci riconduce anche a Kronos, il Dio figlio di Urano e Gea, colui che domina il tempo, perché ogni creazione ha un principio (in principio Dio Creò), un maturare, una fine (il Ragnarok, il crepuscolo degli Dèi). Ma Kronos è anche padre di Giove, colui che la creazione espande. Anche Cerere ha il suo nome con derivazione di creazione ed è la dea delle Messi, dei cereali, e il suo nome significa quella che produce. Anche la parola corpo in latino ha una derivazione da creazione e, in effetti, il corpo è ciò che si struttura per permetterci di esistere.
In tutte le cosmogonie, l’uomo è l’ultima creatura a giungere sulla Terra, questo perché ha una strutturazione dei corpi diversa da quella di tutte le altre creature. Prima c’è la struttura fisica che è dei minerali che, essendo gli esseri più antichi del pianeta, sono anche quelli che mantengono più memorie. C’è poi il mondo vegetale che oltre al corpo fisico ha un corpo eterico che condivide indirettamente anche con gli uomini. Poi c’è il mondo animale, dotato di sangue, quindi di emozioni che sono collegate al campo astrale. Infine, l’uomo, composto di questi tre corpi ma dotato di un Io che gli permette la verticalità, l’ergersi eretto per ritrovare la connessione tra Cielo e Terra.
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