IL CAMBIAMENTO È NECESSARIO

con Gianfranco Carpeoro

Cambiare è un’azione che ci accompagna in ogni istante della nostra esistenza. Abbiamo solo una scelta da fare in merito: gestire il cambiamento oppure subirlo.

Cosa significa cambiare? L’etimologia della parola ci conduce a un’idea di piegare, girare intorno, tortuosità, curva; comprendiamo, dunque, che per cambiare è necessario uscire dalla linearità di ciò che stiamo vivendo. Sappiamo che in natura la linea retta non esiste e questo ci spiega in modo perfetto perché il cambiamento oltre ad essere inevitabile è anche necessario. Non cambiare significa andare contro natura, contro le leggi naturali.

Chi sa gestire se stesso in armonia con la natura, veniva chiamato strega o stregone, parole coniate molto recentemente e sono coloro che conoscono le leggi della natura e le sanno utilizzare e per un periodo della nostra storia questi sapienti sono stati atrocemente perseguitati e torturati. I norreni avevano la parola fjölkungi, che significa molta conoscenza Questo ci dice che il cambiamento, a volte, è maltollerato da chi preferisce lasciare tutto com’è. Ma la staticità è tale solo per un breve periodo, poiché, se l’uomo non si ribella, lo fa di certo la natura. E torniamo a quanto ho affermato all’inizio: o si gestisce il cambiamento, oppure lo si subisce.

L’uroboro, simbolo potente e ancestrale, ci dice che o si cambia o tutto si ripete, entrando in quei circoli viziosi, artificiali, che ci recano disagi, insopportazione, dolore e sofferenza. Il cambiamento è il movimento virtuoso dell’esistenza di ogni essere, qualunque sia il regno cui appartiene.

Un proverbio arabo recita:

  • Tempi avversi creano uomini forti
  • Uomini forti creano tempi tranquilli
  • Tempi tranquilli creano uomini deboli
  • Uomini deboli creano tempi avversi

Ascoltandolo attentamente ci indica proprio questa caratteristica inevitabile del cambiamento: la gestione o il caos, quel caos necessario per trovare un nuovo ordine, quindi, la conseguenza di un cambiamento. L’inevitabilità si manifesta continuamente.

Il caos ci porta a uno dei motti della Massoneria universale, ovvero, ordo ab chao: ogni ordine è conseguenza di un periodo di caos, quel terzo principio che insieme a passivo e attivo, genera la manifestazione di tutte le cose: o subiamo tramite la passività, o agiamo tramite l’attività, oppure trasformiamo con la forza di fuoco del caos. Per cambiare è necessario modificare i presupposti prospettici, altrimenti, il serpente che si morde la coda prevale sulla nostra libertà di scelta.

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