con Gianfranco Carpeoro e Fiorella Rustici
Ogni anno che inizia ci ispira a fare dei gloriosi propositi che, regolarmente, non poniamo in essere durante l’anno. Ma perché continuiamo a farli? Perché ci auguriamo che l’anno nuovo sia migliore di quello passato?
Partiamo dal presupposto che, non è l’anno nuovo che ci porta qualcosa per cambiare, ma siamo noi a stabilire se e come vogliamo farlo. Continuiamo a dare la colpa all’anno in corso se le cose non vanno come vogliamo noi. Bene, ci sono da cambiare le basi, le cause, se vogliamo degli effetti differenti, impariamo a prenderci le nostre responsabilità.
Innanzitutto, ogni anno porta delle energie, delle forze peculiari, ma non sono né positive, né negative; lo diventano se non sappiamo utilizzarle per ciò che sono, ovvero strumenti e non cause. Inoltre, ogni strumento, ogni forza, va utilizzato per il suo ruolo: un coltello non può essere utilizzato per bere.
Inoltre, prima di inserire qualcosa di nuovo nella nostra vita è bene fare una depurazione da tutto ciò che è tossico per noi: emozioni, pensieri, vibrazioni, oggetti, persone. Ippocrate disse: prima di guarire qualcuno chiedigli se è disposto a lasciare andare ciò che lo ha fatto ammalare. E allora quello che domando io è: siamo disposti a lasciare andare quello che ci blocca, che ci impedisce di andare verso i nostri obiettivi, che intralcia i nostri sogni o che ostacola la nostra missione? Non è mai tutto questo che deve cambiare, ma noi che dobbiamo lasciare andare, liberarci di questo, e allora tutto ricomincerà a fluire.
Solo quando ci saremo liberati del superfluo, dell’inutile, del dannoso, allora possiamo inserire i nostri gloriosi propositi e sarà molto più agevole raggiungere i nostri traguardi.
Ma cosa sono i gloriosi propositi? Il proposito è qualcosa che è posto innanzi, fermo e risoluto, con intendimento di risoluzione, perciò, è qualcosa di cui io conosco già il risultato. Ma perché conosco il risultato? Perché c’è una disciplina nella preparazione, nella formazione e nel portare avanti ogni tipo di intenzione.
Glorioso deriva da gloria, ovvero dalla radice klu che significa udire, farsi udire, risuonare, e dalla radice ria con intesa di onore; perciò, glorioso è tutto ciò che risuona con il mio onore, che fa udire l’onore che io porto in me.
Dunque, quando si fanno i gloriosi propositi, è bene riconoscere con che onore si risuona e si pone avanti ciò di cui si conosce il risultato.
Non aspettate che siano gli altri a divenire più buoni o che facciano ciò che voi volete, ma onorate voi stessi in ogni momento con il vostro sentire, la vostra essenza. Siate voi stessi e non ciò che vi spingono gli altri ad essere, altrimenti i propositi non saranno gloriosi, ma meschini, saranno miserabili.
Gloriosi propositi a tutti!
