NON PUOI SFUGGIRE AL TUO PASSATO

con Gianfranco Carpeoro e Luigi Pruneti

Lo stato personale di questo preciso istante è il risultato della vita fino a un istante fa, in questo paradigma chiamato tempo passato. Psicologicamente equivale al subconscio, la parte mentale costituita da memorie, istinto di sopravvivenza, dotato di caratteristiche di plasticità ed è ipnotizzabile.

L’istinto di sopravvivenza permette l’esistenza nell’istante presente, grazie alla condensazione materiale di quelle memorie passate, costituenti l’insieme delle esperienze proprie e di ciò che gli avi ci hanno tramandato. Il passato rappresenta ciò che prima era conscio e ora non è più.

Nessuno certo può sfuggire al passato, ma può farlo in relazione al giudizio, poiché un passato è modificabile con le presenti azioni, non tanto per i fatti oggettivi, quanto per la percezione personale di quegli specifici eventi, soprattutto eliminando l’ignoranza e sostituendola con la conoscenza veritiera di quei momenti. Per verità è intesa la chiarezza del vissuto di ogni partecipante all’evento, senza inganni, segreti, manipolazioni.

Il giudizio è una sentenza e, come tale, difficilmente modificabile. Diversa è la critica, auspicabile e consigliata come scelta, indicante il paragone alla verità. Il giudizio è esternazione di paure inconsce: dichiarare una sentenza, definire un verdetto, è rifiuto alla scoperta del diverso, che mette in dubbio le certezze acquisite, diviene un pericolo per la mente; nella critica, di contro, vi è una celata ricerca volta a svelare una diversa percezione individuale dell’accaduto. Il giudizio è un freno evolutivo, la critica è elevazione con l’aiuto del confronto.

Il giudizio si manifesta come mancanza di completa conoscenza, essa è solo parziale; è considerazione di pericolo accompagnata dall’azione di una psiche corrotta; inoltre, il giudizio è fonte di pericoloso contagio. Un giudicante sta riflettendo all’esterno una personale condizione rifiutandone la comprensione. Ognuno può parlare solo di sé, perciò ogni elemento giudicato è la trasposizione nel mondo essoterico di quello che è il proprio interiore.

Non fatevi mai sminuire o ammaliare dal giudizio di altri, siate sempre voi stessi. Un giudizio, positivo o negativo, quando colpisce nell’intimo blocca la volontà, manipola il presente e devia i personali obiettivi. Giudicare e farsi condizionare dai giudizi hanno lo stesso effetto. Valutare una critica, invece, aiuta a svelare il meglio da intraprendere, inducendo a decisioni utili che elevano hyle, psiché e pneuma.

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