con Maria Benedetta Errigo e Gianfranco Carpeoro
Pozione è un termine che deriva dal participio passato di potàre, ovvero bere, perciò, qualcosa che si è bevuto. L’etimologia ci indica che è pozione solamente se bevuta e significa che ha effetti solamente quando ingerita. Magica, invece, deriva dalla radice sanscrita MG come significato di conoscenza che designa sia il mago (magus) che il maestro (magister). Quindi, una pozione è magica solamente se operata da qualcuno che ha la padronanza della conoscenza di ciò che sta facendo, altrimenti è solo un intruglio.
Per fare una pozione magica, il mago o la strega, dev’essere in grado di padroneggiare gli strumenti, gli ingredienti, la propria conoscenza e la propria energia che si muove in quel momento. È necessario applicarsi nell’esecuzione con metodo e dedizione. La disciplina è fondamentale, come rispettare l’esecuzione in ogni suo aspetto, per esempio, la scelta degli ingredienti, il periodo, il giorno e l’ora in cui vengono raccolti gli ingredienti ma anche dell’effettiva esecuzione della ricetta. L’ordine e l’organizzazione sono fondamentali. Anche come mescolare gli ingredienti è fondamentale: in cerchio in senso orario per miscelare meglio e in senso antiorario per mantenere una distinzione dell’essenza degli ingredienti; generalmente, però, non si mescola in modo caotico. Ogni pozione ha tempi di riposo, di fermentazione, di raggiungimento della giusta consistenza e della temperatura di assunzione.
È necessaria la giusta predisposizione a ciò che si sta facendo, come lo stato d’animo, l’intenzione pura, la presenza di se stessi e la consapevolezza di ciò che si va a produrre, sia materialmente come bevanda, sia energeticamente come movimento di forze precise. Anche l’amore e la gratitudine per ciò che si sta eseguendo è fondamentale.
In una vera pozione, gli elementi acqua, fuoco, terra e aria sono bilanciati correttamente secondo gli effetti desiderati e quantità e qualità non sono mai approssimative ma perfettamente selezionate.
La pozione va anche incantata, ecco perché, durante la preparazione, è fondamentale assicurarsi che rumori, musica, pensieri, parole siano adeguatamente monitorati. L’incantesimo è una manifestazione di forze veicolata in modo preciso e volitivo nella pozione attraverso un’intenzione, una selezione accurata di parole creanti e spesso è una cantilena.
Incantesimo deriva da incantare, ovvero portare il canto all’interno, informare, e cantare significa sia risuonare con quelle vibrazioni, sia modulare la voce.
Il calderone in cui la pozione viene preparata è di materiale naturale, generalmente in bronzo, ma non solo, e lo stesso gli altri strumenti come il mortaio che è di bronzo o pietra, il cucchiaio di legno, il coltello può essere di vari materiali, come metallo o ceramica. Streghe e maghi non utilizzano materiali sintetici come silicone, plastica o teflon.
