MUOIA SANSONE CON TUTTI I FILISTEI

con Gianfranco Carpeoro

Carpeoro Racconta del 27 novembre 2023

Ogni conflitto è uno scontro, lo rivela l’etimologia della parola: cum fligere ovvero urtare contro qualcosa, e quando si urta contro qualcosa si scatena una reazione, una forza uguale e contraria, innescando una catena di eventi che ha come risultato la distruzione continua, chiamando in causa erroneamente la forza di Shiva e facendola confluire in eventi che, invece di distruggere ignoranza e velo di Maya, li alimentano, separando sempre più l’individuo dall’universo.

La distruzione generata da un conflitto non può essere rinnovata, poiché non subentra una costruzione a un livello superiore, ma una forza prepotente di sottomissione e dominio in nome del bene superiore.

Alcune domande sorgono spontanee: cos’è, dunque, il bene superiore? Chi lo stabilisce? Chi decide chi vincerà nel conflitto? La forza o le credenze? Le alleanze o la verità?

Un conflitto può essere risolto solamente riconoscendo la verità e trasformando lo scontro in un incontro, dove la comprensione, il dialogo e l’accettazione delle differenze possano essere messi al centro, non dunque l’ideologia individuale, ma una visione ampia.

Oggi, tutto viene ridotto a qualcosa di funzionale e la spontaneità è repressa. E repressione genera conflitti, che sfociano in forze di supremazia.

I conflitti sorgono all’interno di ogni persona, alimentandosi quando non risolti come il fuoco di un incendio non domato, ed esternandosi riducendo in macerie anche ciò che è utile, riassumendo il tutto nella frase diventata il motto di chi i conflitti li utilizza a scopi egoici e che, quindi, non ama risolverli, ovvero: uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi. Arnaud Amaury docet.

In conclusione, ciò che voglio trasmettere è che se non risolviamo i conflitti interiori che ognuno di noi ha, nessuno escluso, si manifesteranno sempre conflitti all’esterno.

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