Conoscenza è il “vero” delle cose.
Un uomo comune confonde spesso la conoscenza con l’informazione. Nel tempo di internet, ovvero il momento attuale, la maggior parte delle persone crede di avere la conoscenza perché c’è scritto in qualche blog o viene detto in qualche video, senza considerare che ciò che ricevono è una minima parte della conoscenza, ovvero qualche informazione estrapolata da un contesto ampissimo.
La conoscenza è completezza, l’informazione è parte del tutto. La conoscenza è esperienza personale, l’informazione è teoria, è astrazione. La conoscenza è sostanza e forma, l’informazione è priva di entrambe. La conoscenza è la statua, l’informazione è l’idea del blocco di marmo. Conoscere è applicarsi nell’essere e nel fare, informarsi è prendere qualcosa di pronto, di estraneo.
La conoscenza ci indica che la vita va vissuta e va presa seriamente, non con facile piacere egoistico, quanto come servizio per sé e poi per gli altri.
Giungere alla conoscenza è lasciare andare i pregiudizi, perché fermano all’informazione, non permettono di andare oltre; è cercare la verità vagliando i fatti per conto nostro. Il consiglio è di avere il buonsenso come alleato.
Raggiungere la conoscenza è lavorare con metodo, senza offendersi, arrabbiarsi, senza permettere di essere turbati e disturbati. È sorvegliare le proprie parole, i propri pensieri, le proprie azioni. Ma come fare per difendersi da attacchi esterni di falsi profeti? La miglior protezione contro le influenze devianti e distruttive è l’amore per la verità, è andare oltre le apparenze per dissolvere l’illusione. Conoscere è rispettare se stessi.
Conoscere è fluire con le leggi universali che non ammettono ignoranza e chiedono di non essere contrastate perché mostrano la via della verità.
Conoscere è scoprire ogni lato non visto, non percepito, ma esistente, studiarlo e sperimentarlo in modo intelligente. Conoscere è valutare l’integrità, la coerenza, la connessione del tutto. La conoscenza è il risultato di ciò che i sensi percepiscono in ogni istante; ma non è sufficiente affinché essa sia completa. Anche gli extra-sensi vanno utilizzati, i sensi interiori.
Non dobbiamo limitarci a ciò che le tre dimensioni ci presentano, dobbiamo salire di livello. Ed ecco che l’iniziazione sacra ci fornisce la chiave di comprensione di tutto ciò che è incomunicabile, se non altro perché non lo possiamo esprimere con parole di terza dimensione perché non appartiene a questa limitazione spazio-temporale. L’iniziazione permette di ampliare gli orizzonti e giungere alla totale conoscenza.
La conoscenza, però, non agisce da sé, non ha volontà propria, va agita da ognuno di noi per renderla effettiva, per essere assimilata.
