Il pensiero positivo, mito sulla legge di attrazione

Foto di Enrique Meseguer da Pixabay

Il pensiero positivo è fonte di confusione proprio il fatto di chiamarlo così.

La legge di attrazione è stata troppo spesso ridotta alla pratica di un pensiero positivo forzato, intendendo in questo frangente il creare pensieri di gioia per riuscire a ottenere ciò che si vuole. E le considerazioni che più mi giungono sono:

– Io penso positivo, ma non accade nulla;
– Penso positivo ma mi succede di tutto.

Comprendere cosa accade, prevede una conoscenza di cosa sia il pensiero. È la manifestazione del lavoro cerebrale che si concretizza con l’azione neuronale attraverso la formazione di sinapsi che si scambiano informazioni. Modificare il pensiero è creare sinapsi diverse.
I pensieri ci accompagnano 24 ore al giorno, poiché siamo impossibilitati a spegnere il lavoro della mente, anche quando dormiamo; in questo caso si trasformano in sogni, esperienze su altri piani.

Il pensiero è il frutto di ciò che crediamo di essere nel qui e ora. Perché dico crediamo? Perché è il lavoro della mente, e il campo mentale con il campo emotivo e quello fisico costituisce la macchina biologica o personalità, quindi, una trasposizione sul piano materiale dell’essenza che siamo, ossia è la sostanza; ma essenza e sostanza non sono la stessa cosa. Quindi, noi crediamo di essere la sostanza senza l’essenza, l’involucro senza il contenuto.
Modificare i pensieri significa manifestare l’essenza cambiando la sostanza. In pratica, attirare la vita che vogliamo.

Mi risuona molto la spiegazione di Osho riferita al pensiero positivo, definendolo la filosofia dell’ipocrisia. Egli intende chiaramente che è fondamentale andare oltre la dicotomia positivo/negativo per uscire dalla dualità ed esprimere chi siamo. Solo così attrarremo ciò che veramente siamo e saremo pienamente soddisfatti.
Uscire dalla dualità è smettere di pensare, ma questo è uno stato molto elevato. Partiamo, dunque, dall’aumentare la consapevolezza dei pensieri e indirizzarli verso gli obiettivi. All’inizio sarà probabilmente una forzatura perché subentra la meccanicità del subconscio che rifiuta la modifica delle memorie nel suo magazzino. Così, ci ritroviamo a pensare pensieri costruiti  dalle memorie, dai condizionamenti, dalle credenze, dalle esperienze proprie e di altri che ci hanno raccontato, generando un flusso energetico-vibrazionale diverso da ciò che fornisce soddisfazione.

È proprio nell’essere consapevole di questi pensieri che il mutamento inizia a prendere forma. Nel momento in cui scopriamo di pensare ciò che non vogliamo, allora sforziamoci di pensare agli obiettivi. È utile e fondamentale sapere che la meccanicità riporta al pensiero precedente, ma è lo sforzo che premia. Rinunciando, si rinuncia anche all’obiettivo.

Nel pensare all’obiettivo è fondamentale farlo in senso costruttivo: pensare a ciò che vogliamo e mai a ciò che non vogliamo. La mente subconscia, come è noto a chi si occupa di psicologia, agisce tramite immagini, e i pensieri diventano sempre immagini, perciò quella specifica immagine creata dal pensiero diventa una specifica informazione che il cervello invia alle cellule perché producano la chimica corrispondente, la quale si trasforma in emozioni e, inoltre, è veicolata in tutto il corpo dal sangue per indurci ad azioni ben precise.
Quando l’immagine è costruttiva, la chimica è di benessere e le azioni sono soddisfacenti; quando l’immagine è distruttiva, distonica o disarmonica, la chimica è di disagio e le azioni sono poco o per nulla soddisfacenti.

Il piano mentale è il meno denso dei tre che costituiscono la personalità, per questo può essere considerato il primo a modificarsi: più aumenta la densità, più difficile è il mutamento. Ecco, dunque, che il piano materiale è l’ultimo a intervenire.
Cambiare vibrazione diviene importante, anzi, necessario, per ottenere ciò che vogliamo. Rimanere uguali induce a fare sempre le stesse azioni ottenendo risultati medesimi. E questo è un capo saldo. Consiglio di modificare la terminologia utilizzata, è un buon modo per aiutare il subconscio a lasciare andare memorie inutili e dannose e allora, invece di pensiero positivo parla di attenzione all’obiettivo. Questo facilita il maggior sviluppo di consapevolezza, poiché la parola obiettivo crea un’immagine ben precisa. Con il focus sull’obiettivo, l’universo trama affinché sia realizzato.

Un’altra considerazione importante è il tempo di mantenimento del pensiero. Perché il mondo essoterico cambi in modo percettibile, è necessaria un’attenzione di almeno il 51% del tempo in direzione dello scopo. Molte persone meditano per alcuni minuti incentrando il pensiero all’immagine voluta, altri pensano in soli alcuni momenti per poi tornare alla routine quotidiana di problemi, lavoro, famiglia, dimenticandosi di quanto importante sia invece un focus costante. Pochi minuti al giorno vanificati dalla meccanicità subentrante sono insufficienti per creare vibrazioni utili. La ripetizione è la madre dell’apprendimento, perciò è importante continuare a portare l’attenzione su ciò che vogliamo e come lo vogliamo. Quando la nostra attenzione si sposta continuamente da un obiettivo a un altro, ossia i pensieri si modificano in direzioni di azioni quotidiane o emozioni che sorgono spontaneamente, le vibrazioni che emaniamo si adeguano, soprattutto quando indotte meccanicamente invece di consapevolmente.

Ora, qualcuno si chiederà come fare per mantenere l’attenzione attiva quando, comunque, la quotidianità va affrontata. La modalità più utile è vivere un atteggiamento di realizzazione, ossia comportarsi come se già si fosse concretizzato quell’obiettivo. Mano a mano che procediamo, l’atteggiamento, che è della personalità, diviene attitudine, che invece è esternazione dell’essere chi siamo. Ciò accade perché nuove connessioni neuronali si sviluppano. Il fenomeno si chiama neurobica e rende il cervello più flessibile, e maggiormente attivo; infrange gli schemi mentali automatici e abitudinari. Si tratta di una vera e propria ginnastica mentale, poiché agisce utilizzando le informazioni dei cinque sensi per generare associazioni diverse e l’obiettivo è di rafforzare le capacità cognitive, favorire la comunicazione mente-corpo, eliminare tensioni e favorire il benessere. Tutto questo induce la mente a nuove immagini avvicinandosi sempre più all’obiettivo, poiché eliminando gli inquinanti che bloccano il libero fluire delle energie dovuti alle abitudini, alla pigrizia, alla procrastinazione, alla mancanza di tempo, la mente è maggiormente disposta a rimanere focalizzata e aumenta spontaneamente la consapevolezza.

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