Differenze tra Religione e Spiritualità

Foto di Tep Ro da Pixabay

In origine Religione e Spiritualità erano un unico aspetto. La mente duale umana ha diviso i due concetti concependoli separati e definendo la vita di un’anima sulla Terra come la caduta dello spirito nella materia. La Religione si rifà principalmente a concetti della macchina biologica, la spiritualità si dedica a spirito e anima. Lo scopo è quello del ritorno alla Casa del Padre, perciò ci si auspica il ritorno a un’unica concezione. I due termini sono entrambi potenti e belli, ma tutto può essere percepito a un’ottava alta o un’ottava bassa.
Religione significa re-ligere, riunirsi dopo una separazione. La diversità di cammino sta nella modalità con cui avviene questa riunione: l’amore di sé oppure la paura di un castigo. La definizione può essere intesa all’ottava alta come scrupolosa attenzione, cura diligente, scrupolosa esattezza, ovvero poniamo in essere tutto ciò che è perfetto per noi; all’ottava bassa è credenza e timore della divinità, dipendenza, ovvero una modalità distruttiva.
Spiritualità significa che attiene allo spirito, ossia alla religione (intesa all’ottava alta). L’etimologia ci viene incontro confermandoci significati simili. Ecco, allora, che gli uomini hanno diviso le due cose e religione è divenuta il timore di Dio e spiritualità è divenuta la scrupolosa attenzione su di sé.
Andiamo a definire le differenze insite nel significato delle due parole e, quindi, nella pratica di una religione come imposizione o la ricerca spirituale come libera scelta di vita.
 
Personalità e anima
La Religione è stabilita dagli uomini per gli uomini. Si basa su concetti universali ma adattati all’ambiente, all’epoca storica ed economica, al livello di coscienza e di comprensione medio delle persone. È adatta alle persone inconsapevoli e si rivolge alla personalità, composta dai nostri corpi fisico, emotivo e mentale. È timore di Dio, un atteggiamento secondo cui il fedele vive costantemente considerandosi sotto l’occhio giudicante di Dio, preoccupandosi di lui e dimenticandosi di sé, e lo identifica come un’entità a sé che vive in cielo, in alto; è qualcosa di esterno che impone regole di condotta secondo i suoi canoni (in realtà sono interpretazioni umane del messaggio cristico).
La Spiritualità è il nostro viaggio su questa Terra per giungere ad una totale comprensione di chi siamo davvero ed è basato sulle leggi universali, mai manipolate, ma intese nella loro reale accezione. È introspezione e viviamo nell’idea che tutto fa parte di un’unica energia e che siamo la divinità. Percorriamo la via secondo i dettami dell’anima, senza accettare le imposizioni altrui. È il reale messaggio cristico.
 
Peccato/colpa/castigo e scoperta/responsabilità/punizione
La Religione è un percorso di redenzione a causa del peccato mortale, un peccato commesso dai nostri avi, che abbiamo scelto di scontare attraverso la sofferenza e il dolore, pena l’eternità all’inferno. La redenzione è ricomprare qualcosa che ci è stato tolto, quindi, non solo ci è negata a causa di altri, ma la dobbiamo pagare di nuovo. Questo peccato è generato dalle nostre colpe e, per questo, meritiamo un castigo, il quale è deciso a seguito di una sentenza immutabile, perciò anche la pena diviene eterna. È interessante conoscere che colpa è ciò che volontariamente poniamo in atto per lesionarci, perciò il castigo è ciò che vogliamo davvero! L’espiazione dei peccati avviene secondo un percorso imposto da altri (perché solo quello è giusto, poiché siamo tutti uguali) che ci crea ogni giorno sottomissione e annichilimento dell’identità (anima) a favore di un’identificazione (personalità) ben definita.
La Spiritualità è un viaggio di continua scoperta che ci conduce in qualche modo anche a errare, sia nel senso di commettere errori sia di vagare senza meta. Ma l’errore è  l’ottava bassa della scoperta: comprendo che è importante fare altro. Vagare senza una meta ci indica l’arrivare qui senza libretto di istruzioni per il completamento della nostra missione. Ciò avviene quando divento responsabile di quanto accade, ovvero rispondo delle azioni compiute, sia consapevolmente che inconsapevolmente. In questo secondo caso è necessaria una nuova conoscenza per giungere all’obiettivo. Quando si produce un errore, si ottiene una punizione, che è una purificazione: comprendiamo l’effetto dell’azione svolta e lo correggiamo, che è imparare qualcosa di nuovo.
 
Manipolazione e libero arbitrio
La Religione è una serie di manipolazioni mentali attuate con traduzioni e interpretazioni dei testi cosiddetti sacri, spesso false e favorevoli a un gruppo di persone elitarie, che insegnano a loro immagine e somiglianza. La verità è la loro; ciò comporta un allontanamento dalla ricerca personale, poiché il paradiso si conquista tramite l’intercessione di elementi esterni, i cosiddetti ministri di Dio.
La Spiritualità educa al libero arbitrio, la capacità di scegliere liberamente le azioni da compiere per realizzare la divinità che si è. Diviene possibile a seguito della comprensione dell’amore incondizionato. La conquista del paradiso, il ritorno alla casa del Padre, è una faccenda individuale.
 
Amore condizionato e amore incondizionato
La Religione si pratica attraverso l’amore strettamente condizionato: «Se fai questo, allora Dio ti accoglierà in Paradiso!». Il se prevede sempre una condizione, quindi, la redenzione dipende dalle azioni imposte da Dio attraverso i suoi ministri.
La Spiritualità è il percorso dell’amore incondizionato, amare semplicemente perché un soggetto esiste e permette di percepire la perfezione del tutto.
 
Comandamenti e codice d’onore
La Religione impone dei comandamenti, ovvero una serie di principi egoici che prevedono sempre vincitori e vinti, dove i vinti vengono castigati e i vincitori si accaparrano il meglio.
La Spiritualità formula un codice d’onore individuale, basato su valori etici e di elevazione umanitaria, sulle virtù animiche già sviluppate. Tutti vincono.
 
Paura e coraggio
La Religione si basa sul timore di Dio; instilla paura nella persona che, essendo inferiore, deve sottomettersi ed essere schiava di un Dio onnipotente, onnisciente, onnipresente.
La Spiritualità sviluppa coraggio di essere potenti, di osare, di divenire e porsi al servizio dell’umanità, in quanto utili all’evoluzione dell’intero universo.
 
Aldilà e qui e ora
La Religione propone un mondo alternativo a seguito della morte del corpo fisico, in cui le anime saranno divise secondo la bontà o la cattiveria raggiunta su questo piano di esistenza. Aldilà ci sono tre luoghi: Paradiso, Purgatorio e Inferno. Il tutto per l’eternità, quindi, parte dal presupposto che qui siamo solo di passaggio e più sofferenza e sottomissione subiamo, migliore sarà la vita eterna. In realtà siamo già eterni, anche qui. È predicato un mondo di dolore, schiavitù e annichilimento della propria identità.
La Spiritualità comprende che esistono solo un tempo e un luogo: il qui e ora. È solo adesso che possiamo essere felici e completi, perché solo l’istante presente esiste. Il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno sono adesso, qui, mai dopo, là; decidiamo con le nostre azioni come e dove vivere. Ogni momento va vissuto all’ottava alta, nessun istante va sprecato in sofferenza inflitta e imposta da terzi.
 
Morte e ciclicità della vita
La Religione prevede la morte del corpo e l’anima si dirige verso Dio che decide, a suo insindacabile giudizio, quale sarà la vita eterna. Quando un giorno deciderà, allora potrebbe essere che resusciti le anime.
La Spiritualità conosce la ciclicità della vita, nella quale la morte fisica è solo un passaggio a un livello di coscienza ed energetico superiore. Tutto evolve in senso spiralico e ogni volta che si conclude un ciclo, ne inizia un altro a un livello maggiore, un’ottava superiore di vibrazione. La morte è inesistente.
 
Credenza e fede
La Religione è un insieme di dogmi, impossibili da comprendere e dei quali bisogna ben guardarsi dal chiedere spiegazioni. Tutto è così, punto. Nessuno deve permettersi di dubitare della parola di Dio, perché è l’unica verità insindacabile; se le nostre esperienze danno risultati diversi, significa che siamo falsi.
Le persone devono credere ciecamente, senza farsi domande, perché quest’ultime creano dubbi e il dubbio è del diavolo, perché spinge alla ricerca di qualcosa di diverso.
La Spiritualità chiede proprio di porsi domande potenzianti, che inducano ad uscire dal dogmatismo a favore di una vita di esperienza personale e libera da condizionamenti. Questo permette di sviluppare fiducia nell’esistenza e fede nelle persone. Le domande creano dubbi, in modo che le persone possano trovare le risposte da sé.
 
Identificazione e identità
La Religione impone dogmi, regole, riti e pratiche ben precise, condizionando la vita dei cosiddetti fedeli. Predica l’uguaglianza di tutti gli esseri umani e così si adopera per renderli tutti uguali, attraverso una perdita di identità a favore dell’identificazione col sistema di credenze e di obbedienza imposto da quel Dio onnipotente (sappiamo, invece, che sono create dall’uomo per l’uomo). L’identificazione, dunque, è essere chi vogliono gli altri, realizzare la vita degli altri ed evitare di pensare con la propria testa poiché esseri inferiori a Dio.
La Spiritualità porta a ritrovare la propria identità, sviluppando i nostri talenti in modalità equa, ossia secondo i dettami animici. Nessuno è uguale a un altro, possono esserci similitudini, ma gli esseri umani sono ognuno unico in se stesso.

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